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mercoledì , 10 Agosto 2022

Su sicurezza in A4 Legambiente chiede più “ferro”

15.04.2022 – 17.48 – Nei giorni scorsi c’è stato l’ennesimo picco di incidenti nella tratta autostradale Trieste Venezia. Gli incidenti sono avvenuti sia nel tratto a tre corsie che nella strozzatura tra Portogruaro e San Donà di Piave.
I mezzi protagonisti sono, purtroppo, i camion che imperversano su questo tratto autostradale, con autisti impegnati in gare contro il tempo per consegnare le merci e, che per farlo, spesso si spingono oltre i limiti della sicurezza delle persone e dei mezzi. Gli eventi spingono nuovamente a ragionare sul tema di trasporto su gomma e trasporto su rotaia, anche in relazione a quanto accade negli altri paesi europei.
“Il segnale è chiaro, anche se la politica non lo vuole vedere, bisogna spostare i mezzi pesanti dalla strada sulla ferrovia” – ha affermato il Vice Presidente di Legambiente Veneto Maurizio Billotto.
“Servono le autostrade viaggianti, – continua Billotto – quei treni che consegnano il camion per gli ultimi chilometri. Le aree logistiche ci sono, sia in Italia che nei paesi confinanti e, volendo si possono adattare grandi aree ferroviarie poco utilizzate (Cervignano in primis). Il grande flusso di merci dall’est arriva, quasi esclusivamente, in camion. Solo l’agricoltura utilizza massicciamente il treno”.
Di fatto, i poli di Verona-Bologna-Milano sono già attrezzati e svolgono importanti funzioni per il traffico intermodale, in costante aumento, che attraversa Austria e Svizzera dove la  l’utilizzo delle ferrovie per il trasporto pesante è molto utilizzato.
“Il ferro è di molto più sicuro della gomma – prosegue Billotto – i trasporti devono rispettare pesi e carico, gli autisti riprendono in consegna i mezzi per l’ultima tratta riducendo moltissimo i rischi da stanchezza, stress. Cosa frena la politica? Certamente gli incassi da pedaggio autostradale che alimentano il sistema gomma, ma anziché lamentarsi come fa il presidente di Autovie, si dovrebbe scegliere di investire, entrare nel sistema di trasporto integrato che è il settore in maggiore crescita.
Quando si realizzerà anche l’ultimo tratto a tre corsie di A4 ci sarà chi chiederà la quarta. Intanto i blocchi, gli incidenti continueranno a costare milioni di euro in vite umane, danni materiali e costi per ritardi che nessuno contabilizza. Danni che lo sviluppo immediato del trasporto combinato anche su questa tratta ferroviaria può ridurre da subito.
La politica dell’oggi, o peggio del ieri, condanna imprese ed economia a sopportare enormi costi dovuti all’assenza di una vera programmazione dei trasporti anche alla luce del New Generation EU. Anche le imprese dovrebbero spronare per un cambiamento del sistema, guardare più lontano e nel futuro c’è il trasporto su ferrovia, è necessario agire ora su progetti che possono garantire sviluppo con costi ambientali ed economici inferiori”.

[g.m]

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