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venerdì , 2 Dicembre 2022

Inaugurati i corsi di italiano: strumento di emancipazione per le donne straniere

14.10.2022 – 14.41 – Inaugurati ieri mattina a Pramaggiore i corsi di italiano per stranieri in partenza per l’anno 2022-2023. «La lingua è un mezzo di emancipazione per le donne straniere», afferma la vicesindaca del Comune di Pramaggiore Manuela Barbiera, «Molte donne frequentano il corso con l’obiettivo di cercare lavoro». L’associazione onlus Noi Migranti di Portogruaro da oltre dieci anni organizza i corsi di lingua italiana per stranieri nel Portogruarese. Quest’anno, oltre che a Pramaggiore, i corsi si terranno a Annone Veneto, San Stino di Livenza, Corbolone e Portogruaro. Si tratta di corsi di lingua italiana per stranieri e di preparazione agli esami per la certificazione della lingua previsti dalla legge per il rinnovo dei permessi di lavoro e per l’ottenimento della cittadinanza italiana. Ieri mattina la presentazione ufficiale dei corsi in partenza ad ottobre e che andranno avanti fino a maggio al Centro anziani di Pramaggiore alla presenza della vicesindaca Barbiero e della dottoressa Angelamaria Galeone.

 

“La nostra amministrazione sostiene questa iniziativa con la collaborazione della Caritas parrocchiale e dell’associazione Noi migranti”, commenta Manuela Barbiero, “La formazione dà strumenti utili alle persone che lo frequentavano. Conoscere la lingua significa integrarsi, essere più autonomi, poter fruire di servizi, poter lavorare”. La maggioranza dei frequentanti è donna, di ogni età e provenienza. “La frequentazione del corso è sicuramente un mezzo potente di emancipazione per le donne straniere”, osserva la vicesindaca, “Molte donne lo frequentano con l’obiettivo dichiarato di cercare e trovare lavoro. Ci sono donne con diversi background scolastici: un’insegnante mi raccontava che quest’anno ha iniziato ha frequentare anche una signora che non ha mai visto un quaderno ed una penna, del tutto analfabeta. Vi sono altre donne che posseggono solo i rudimenti della scolarizzazione. Per queste, l’apprendimento della lingua è necessaria per uscire da situazioni di isolamento“. Lo scorso anno, nonostante la pandemia, gli iscritti sono stati 150, compresi 70 profughi provenienti dall’Ucraina, distribuiti in 18 classi seguiti da una ottantina di  volontari.

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