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giovedì , 18 Luglio 2024

Antonio Bragato: per l’Ospedale di Portogruaro è una ‘forza della natura’

02.02.2024 – 17.45 – L’Ortopedia di Portogruaro ha assistito con gioia all’evento che ha visto protagonista Antonio Bragato, un uomo di 106 anni che, dopo un intervento chirurgico a seguito di una frattura al femore, dopo due giorni ha avuto le energie e la forza di rimettersi in piedi. Il dottor Stefano Saggin, nuovo direttore dell’Ortopedia di Portogruaro, ha commentato così il singolare evento: “Gli interventi chirurgici che interessano persone ultracentenarie sono decisamente pochi, in questo caso ci siamo trovati di fronte a una vera forza della natura, sia dal punto di vista fisico che mentale. Il signor Bragato non intendeva certo rinunciare alla mobilità per la frattura del femore, ha affrontato con determinazione l’intervento e a distanza di due giorni lo abbiamo rimesso in piedi. L’equipe di ortopedia lo ha seguito egregiamente sin dal primo giorno di ricovero, le sue condizioni fisiche sono tutt’ora buone, quindi a breve verrà dimesso e poi dovrà fare della riabilitazione per riprendere le funzionalità dell’arto”.

Ottime notizie quelle del dottor Stefano Saggin sulle condizioni di salute di Antonio Bragato, che era stato ricoverato sabato scorso in ospedale e che, come evidenzia il direttore, ha superato l’intervento chirurgico senza problemi. Ha sicuramente stupito tutti la sua determinazione e forza d’animo, due aspetti del suo carattere che lo hanno aiutato ad affrontare non solo un intervento chirurgico in età avanzata, ma anche un periodo estremamente difficile della sua vita. Antonio Bragato, infatti, protagonista di questa vicenda, ha dovuto affrontare nel corso della vita alcune esperienze davvero difficili. Nato nel 1917 e attualmente residente a Portogruaro, è stato chiamato alle armi nel 1939, per combattere nella Seconda Guerra Mondiale. Addestrato come mitragliere, mentre combatteva sul fronte jugoslavo è stato ferito, trascorrendo ben quaranta giorni in ospedale a Fiume. Ma le prove della vita non sono finite qui, infatti, nel 1943, dopo essere stato inviato di nuovo sul fronte jugoslavo, è stato catturato dai tedeschi e trasportato in un campo di concentramento a Heilbronn, vicino a Stoccarda, dove è rimasto fino alla fine della guerra, quando il campo è stato liberato dalle forze americane.

Il dottor Saggin ha preso in mano le redini dell’ortopedia di Portogruaro dopo la quiescenza del dottor Luigino Turchetto e l’intervento chirurgico a una persona ultracentenaria come Antonio Bragato ha confermato l’elevato standard delle attività svolte in questa unità operativa. Ciò si riscontra anche nel Piano Nazionale Esiti (PNE) 2023, osservatorio del Ministero della Salute sull’assistenza fornita dalle strutture ospedaliere nazionali, pubbliche e private, che ha posto l’ospedale di Portogruaro nella classifica dei migliori in Italia per il “livello di qualità molto alto” nell’area osteomuscolare che ha come riferimento gli interventi di anca, femore e ginocchio.
[o.m]

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