7.2 C
Portogruaro
giovedì , 29 Gennaio 2026

Fine della fuga a Dubai, arrestato il ‘re’ del narcotraffico veneziano

27.01.2026 – 09:32 – La lunga fuga del trentanovenne albanese che per anni aveva gestito i flussi di droga verso il Veneziano si è conclusa definitivamente tra le luci di Dubai. L’uomo, che in passato aveva stabilito la sua base operativa a Noale, era latitante dal 2019 e doveva scontare una condanna definitiva a otto anni e sette mesi di reclusione per associazione finalizzata al traffico di stupefacenti. La sua cattura, avvenuta nei giorni scorsi ad opera delle autorità emiratine, è l’atto finale di una complessa attività d’indagine coordinata dalla Procura generale della Repubblica presso la Corte d’Appello di Venezia.

Secondo quanto emerso dalle indagini della Squadra Mobile, il soggetto ricopriva un ruolo di vertice assoluto all’interno di un’organizzazione criminale ramificata, capace di importare ingenti quantitativi di cocaina e marijuana dall’Olanda e dall’Albania. Il trentanovenne non si limitava a gestire i canali internazionali di approvvigionamento, ma dirigeva con precisione chirurgica la distribuzione del narcotico sul territorio, rifornendo non solo il centro di Mestre e la provincia veneziana tra Scorzè e Noventa di Piave, ma anche le piazze della movida di Jesolo.

A tradire il “manager” del narcotraffico è stata la consuetudine degli affetti familiari proprio durante il periodo delle festività. Gli investigatori dello SCO e della Squadra Mobile veneziana, utilizzando sofisticate tecnologie di sorveglianza elettronica e monitorando costantemente la rete relazionale del latitante, hanno intuito che i familiari avrebbero tentato di raggiungerlo per festeggiare insieme il Natale e la fine dell’anno. Attraverso una complessa triangolazione che ha coinvolto prima l’Albania e poi gli Emirati Arabi, il gruppo di lavoro è riuscito a tracciare gli spostamenti dei parenti nonostante l’appoggio di una fitta rete di favoreggiatori.

Il costante scambio informativo assicurato dal Servizio per la cooperazione internazionale di polizia (SCIP) ha permesso infine di mappare i luoghi frequentati dall’uomo a Dubai, portando alla sua localizzazione e al successivo arresto. Il trentanovenne, la cui caratura criminale era nota anche alle autorità albanesi che lo ricercavano per simili reati nel suo Paese d’origine, è stato così assicurato alla giustizia nell’ambito del progetto “WANTED”, l’operazione su larga scala dedicata alla ricerca dei latitanti più pericolosi a livello internazionale.

Ultime notizie

Dello stesso autore