17.02.2026 – 09.25 – Il percorso verso l’autonomia differenziata giunge a un punto di svolta decisivo, inserendosi nel solco del dibattito nazionale sull’attuazione dell’articolo 116, terzo comma, della Costituzione. Dopo il via libera alla legge quadro dello scorso anno, il confronto tra Stato e Regioni è entrato nella fase operativa della definizione delle singole intese, un iter che mira a trasferire funzioni amministrative e risorse ai territori richiedenti. In questo contesto, il Veneto si posiziona come capofila della riforma, forte del mandato ricevuto dai cittadini con il referendum consultivo del 2017 e del recente voto favorevole del Consiglio regionale che ha legittimato i vertici di Palazzo Balbi a concludere il negoziato con l’esecutivo centrale.
Il Presidente della Regione Veneto, Alberto Stefani, ha confermato che mercoledì 18 febbraio segnerà una data fondamentale per l’assetto istituzionale del territorio. La comunicazione è giunta al termine di un serrato confronto tecnico con le strutture governative e i ministeri competenti, volto a definire i dettagli operativi del trasferimento di poteri. “Ho appena ricevuto la conferma dal Ministro Calderoli: dopodomani, mercoledì 18 febbraio, dopo intense giornate di colloqui ed esami tecnici che ho voluto seguire personalmente, rappresenterò il Veneto in Consiglio dei Ministri, per l’approvazione della prima intesa sull’Autonomia. Un passaggio storico che ci permetterà di ottenere competenze su: Protezione civile, Professioni, Previdenza complementare e integrativa e soprattutto Tutela della salute”.
L’annuncio arriva dopo una lunga fase di contrapposizione politica e parlamentare che ha visto la Regione impegnata nella difesa dei contenuti della riforma. Il Presidente ha voluto sottolineare la complessità dell’iter legislativo, richiamando l’impegno profuso durante i lavori in Commissione alla Camera e la costante consulenza con esperti della materia costituzionale. “Pubblicherò nei prossimi giorni il testo ufficiale dell’intesa così i Veneti potranno constatare, punto per punto, i risultati raggiunti. Ricordo le 350 ore di ostruzionismo in commissione alla Camera, contro la legge quadro di cui ero relatore, e le ore passate a studiare i testi, a confrontarli con esperti e giuristi, lungo un percorso che ci ha visto combattere per anni. Ricordo anche il recente voto del consiglio regionale del Veneto, che mi ha garantito il mandato per partecipare a questo momento così importante. Si dice che l’attesa aumenti il piacere ma questo conta poco. Contano i fatti. Per questo oggi è un giorno ancora più bello per essere Veneti!”.


