05.02.2026 – 12:00 – Il sipario del Teatro Comunale Mario Del Monaco si prepara a riaprirsi su uno degli eventi più attesi della stagione 25/26, firmata dalla direzione artistica del Maestro Stefano Canazza. Martedì 10 febbraio alle ore 20, Treviso tornerà a omaggiare il genio di Grigory Sokolov: un artista che trascende la definizione di pianista per farsi filosofo della tastiera. A distanza di cinque anni dalla sua ultima, leggendaria apparizione in città, il Maestro russo guiderà il pubblico in un viaggio mistico tra le architetture sonore di Beethoven e Schubert, promettendo un’esperienza che va ben oltre il semplice concerto, per toccare le corde più profonde della spiritualità musicale.
Ammirato in tutto il mondo per la sua introspezione visionaria, la sua ipnotica spontaneità e la sua devozione senza compromessi alla musica, Grigory Sokolov ha intrapreso gli studi musicali all’età di 5 anni. A 12 anni ha tenuto il suo primo recital pubblico e il suo prodigioso talento è stato riconosciuto nel 1966 quando, a soli 16 anni, è diventato il più giovane musicista di sempre a vincere il Primo Premio al Concorso Internazionale Čajkovskij di Mosca. Le poetiche interpretazioni del pianista russo, che prendono vita durante l’esecuzione con un’intensità mistica, scaturiscono dalla profonda conoscenza delle opere che fanno parte del suo vasto repertorio. I programmi dei suoi recital abbracciano ogni cosa, dalle trascrizioni della polifonia sacra medievale e dai lavori per tastiera di Byrd, Couperin, Rameau, Froberger e Bach a tutto il repertorio classico e romantico con particolare attenzione a Beethoven, Schubert, Schumann, Chopin, Brahms e alle composizioni di riferimento del XX secolo di Prokofiev, Ravel, Scriabin, Rachmaninov, Schönberg e Stravinskij.
Sokolov tiene circa settanta concerti ogni stagione, immergendosi completamente in un singolo programma e presentandolo in tutte le principali sale d’Europa. Nei suoi recital porta gli ascoltatori a stretto contatto con la musica, trascendendo questioni di esibizionismo superficiale e abilità tecnica, per rivelare significati spirituali più profondi.
Nel concerto del 10 febbraio il pubblico trevigiano si troverà di fronte a un interprete d’eccezione, due giganti e tre capolavori: dal giovane Beethoven all’ultimo Schubert, tra idee dilatate e respiri compressi. La Sonata in mi bemolle maggiore op. 7 è la “Grande sonata” di un Beethoven venticinquenne: un trascinante Allegro iniziale, un Largo intensamente raccolto, uno Scherzo leggero ma inquieto e un Rondò che si reinventa a ogni ritorno restituiscono espansività, luminosità e virtuosismo di chi sa far parlare una tastiera come un’orchestra. Le Sei Bagatelle op. 126 appartengono invece alla maturità, in cui riduce tutto all’essenziale e scrive questo Ciclus von Kleinigkeiten (Ciclo di piccole cose), frammenti concentratissimi di pensiero musicale. Infine, nella Sonata in si bemolle maggiore D960, Schubert dilata e interiorizza la forma fino a trasformare la durata in elemento espressivo, tesa verso un altrove possibile solo nella musica. L’inizio, sereno solo in apparenza, sembra volersi sottrarre alla gravità; il movimento lento trattiene il respiro in un’immobilità dolente; lo Scherzo oscilla tra ombra e leggerezza. E poi il Finale, che chiude in un moto ansioso e circolare l’ultima opera di un ancora giovane Schubert alla ricerca di “mondi più belli”.
Ad anticipare il concerto di Grigory Sokolov, alle 19, al Ridotto del Teatro si terrà un incontro di approfondimento al programma a cura della giornalista Marina Grasso. I biglietti per il concerto sono in vendita presso la biglietteria del Teatro Mario Del Monaco e online sul sito www.teatrostabileveneto.it.


