25.02.2026 – 09.50 – La Polizia di Stato di Venezia ha eseguito il fermo di due cittadini britannici, di 19 e 21 anni, gravemente indiziati di tentato omicidio ai danni di un giovane di 22 anni. L’operazione, coordinata dalla Procura della Repubblica lagunare e condotta dagli uomini della Squadra Mobile, giunge a conclusione di un’articolata attività d’indagine scaturita da un grave episodio di sangue avvenuto la notte dello scorso 14 febbraio. I fatti si sono consumati all’interno di un locale del centro storico, a breve distanza dal ponte di Rialto, nel contesto della movida cittadina. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, l’aggressione sarebbe maturata per futili motivi legati a diverbi giovanili, culminati nel ferimento della vittima con un’arma da taglio.
Le indagini si sono avvalse di un complesso impianto tecnico che ha incluso intercettazioni, sorveglianza elettronica e un’attenta analisi dei profili social e delle fonti aperte attraverso metodologie di Open Source Intelligence. Tali approfondimenti hanno permesso di delineare i ruoli dei due giovani, individuando nel diciannovenne il presunto esecutore materiale e nel ventunenne il complice. I due indagati si trovavano a Venezia dalla fine di gennaio per un periodo di vacanza e avevano già pianificato il rientro in Inghilterra con un volo di linea previsto per i prossimi giorni. Dagli accertamenti è emerso inoltre che uno dei due era un frequentatore abituale della città .
La localizzazione dei sospettati è avvenuta all’interno di un appartamento nel cuore di Venezia, di proprietà di una cittadina italiana attualmente residente in Spagna e legata da vincoli di parentela a uno dei fermati. Al momento del controllo, effettuato con il supporto del Commissariato San Marco, nella residenza era presente anche il marito della proprietaria, un cittadino statunitense giunto in laguna poco prima dei due ragazzi. L’attività investigativa ha beneficiato di una stretta collaborazione internazionale, grazie allo scambio informativo tra la Squadra Mobile e l’Esperto per la sicurezza a Londra, mediato dal Servizio per la cooperazione internazionale di polizia del Dipartimento della Pubblica Sicurezza.
Dopo il fermo, di cui è stata prontamente informata la rappresentanza diplomatica del Regno Unito, i due giovani sono stati messi a disposizione dell’Autorità giudiziaria. In seguito all’udienza di convalida, il giudice ha disposto per entrambi la misura della custodia cautelare in carcere. Nel frattempo, le operazioni della Polizia di Stato proseguono con il coinvolgimento del Nucleo sommozzatori, impegnato nelle acque del Canal Grande alla ricerca dell’arma utilizzata nell’aggressione.


