15.05.2026 – 09:30 – L’ospedale Cà Foncello di Treviso si conferma un presidio di avanguardia medica grazie a un’operazione di cardiochirurgia ad altissima complessità che ha permesso di salvare la vita a un paziente affetto da una rara patologia genetica. Il caso, nato dal monitoraggio di una lieve aritmia, ha portato alla scoperta e alla successiva asportazione di ben quattro formazioni neoplastiche all’interno del cuore, segnando un traguardo significativo per la sanità regionale sia sul piano della diagnostica preventiva che della tecnica operatoria.
L’intervento ha rappresentato l’apice di un percorso clinico iniziato con l’individuazione di un semplice battito irregolare. Grazie ad approfondimenti diagnostici rigorosi, i sanitari sono riusciti a isolare la presenza di quattro tumori cardiaci, una condizione clinica estremamente rara legata a una specifica alterazione genetica del paziente. La risoluzione della vicenda è stata possibile grazie alla stretta collaborazione multidisciplinare tra i reparti di cardiologia e cardiochirurgia, coordinati rispettivamente dai primari Carlo Cernetti e Giuseppe Minniti. Il coordinamento tra le diverse specialità mediche ha permesso di gestire un quadro clinico ad alto rischio, affrontando una diagnosi difficile con una strategia chirurgica di estrema perizia.
Il Presidente della Regione Veneto, Alberto Stefani, ha voluto sottolineare l’importanza del risultato raggiunto dai professionisti trevigiani. “Al Cà Foncello di Treviso, i sanitari hanno ottenuto un successo senza precedenti, salvando la vita a un paziente con la prevenzione, con approfondimenti rigorosi, con una diagnosi molto difficile e con un intervento chirurgico di extrema complessità clinica e ad alto rischio. Rivolgo a tutti il mio più sentito plauso. È stato aggiunto un nuovo tassello al mosaico di eccellenze che la sanità veneta sa esprimere”, ha dichiarato il Governatore.
La riuscita dell’operazione non si limita alla sola fase in sala operatoria, ma risiede nella capacità del sistema sanitario locale di valorizzare i segnali clinici apparentemente minori. Le neoplasie sono state rimosse con precisione tecnica, a conferma dell’efficacia di un approccio integrato. Stefani ha infatti aggiunto che “le neoplasie sono state rimosse con rara perizia – ma l’intero caso è stato risolto grazie al lavoro multidisciplinare del primario di cardiologia Carlo Cernetti e di quello di cardiochirurgia Giuseppe Minniti. La multidisciplinarietà si è confermata anche stavolta l’approccio migliore e il malato ha ricevuto davvero le migliori cure possibili”.
In conclusione, il caso clinico del Cà Foncello emerge come un esempio di tenacia medica applicata a patologie rare. Come evidenziato dal Presidente regionale, “rara e meritevole è stata anche la tenacia con cui i clinici hanno approfondito un caso partendo da un semplice battito irregolare. E’ stato compiuto uno straordinario viaggio diagnostico, oltre che un intervento di alta cardiochirurgia”. Il paziente ha così potuto beneficiare di un protocollo di cura d’eccellenza, consolidando il ruolo del polo ospedaliero trevigiano come riferimento per la chirurgia cardiaca complessa.


