14.07.2026 – 11:33 – Le aree periferiche e montane del Veneto si apprestano a vivere una stagione di rinnovamento strutturale e sociale grazie a un importante stanziamento economico mirato al contrasto del degrado e dello spopolamento. Con l’apertura dei termini per l’accesso a consistenti finanziamenti a fondo perduto, la Regione punta sul rilancio del patrimonio storico, artistico e naturale come asse strategico per la coesione territoriale e lo sviluppo locale. L’iniziativa offre agli enti pubblici interessati l’opportunità di convertire spazi inutilizzati o in stato di abbandono in nuovi centri di aggregazione, poli culturali e infrastrutture per l’accoglienza turistica sostenibile. A partire dal 14 luglio 2026, si è aperta ufficialmente la fase di presentazione delle istanze relative al bando denominato “Interventi di recupero, promotion e valorizzazione delle aree interne attraverso interventi ad alto impatto culturale”.
La misura, approvata dalla Giunta regionale, mette a disposizione una dotazione finanziaria complessiva pari a 5.850.000 euro. Le risorse saranno erogate sotto forma di contributo a fondo perduto a copertura totale, ossia al 100% della spesa considerata ammissibile. La gestione di tutti gli aspetti tecnici, finanziari e amministrativi della procedura è in capo ad AVEPA, che opera in veste di Organismo Intermedio. La platea dei beneficiari è composta dagli enti pubblici referenti delle specifiche aree interne individuate dalla programmazione regionale per il settantennio in corso. Nel dettaglio, i soggetti abilitati a presentare i progetti sono l’Unione Montana Spettabile Reggenza dei Sette Comuni, l’Unione Montana Comelico, l’Unione Montana Agordina, l’Unione Montana Cadore Longaronese Zoldo per l’Area Alpago Zoldo, l’Unione Montana Centro Cadore per l’Area Cadore e il Comune di Rosolina per l’Area Contratto di Foce – Delta del Po. Sul piano degli interventi, la misura finanzia la conservazione, il restauro, la messa in sicurezza e la rifunzionalizzazione di immobili e di spazi pubblici aperti, inclusi quelli di pregio storico, architettonico o paesaggistico, attualmente privi di utilizzo o degradati, per restituirli alla pubblica fruizione.
Le linee d’azione comprendono la creazione di biblioteche, centri civici, ecomusei diffusi, residenze artistiche, spazi per il welfare culturale, modelli di ospitalità diffusa e infrastrutture per la promozione del turismo sostenibile. Ciascun progetto dovrà avere una soglia minima di investimento pari a 75.000 euro, mentre il limite massimo di finanziamento concedibile per ogni singola area territoriale è stabilito in 975.000 euro. Tra le voci di spesa riconosciute rientrano i lavori edili, l’impiantistica, l’acquisto di macchinari e programmi informatici, le consulenze, le attività promozionali e i costi del personale. In merito alle finalità strategiche del provvedimento, l’assessore regionale alla Cultura Valeria Mantovan ha commentato: “Le aree interne del Veneto — il Comelico, l’Agordina, la Spettabile Reggenza dei Sette Comuni, l’Alpago Zoldo, il Cadore, il Delta del Po — custodiscono un patrimonio culturale, paesaggistico e identitario di straordinario valore, spesso sconosciuto al grande pubblico e a rischio di abbandono. Con questo bando da 5,85 milioni di euro cofinanziato dal Fondo Europeo di Sviluppo Regionale, la Regione del Veneto dà a questi territori gli strumenti per recuperare spazi pubblici, valorizzare il patrimonio storico e culturale, e costruire nuove opportunità di sviluppo sostenibile.
La cultura per le aree interne è la leva più potente che hanno per tornare ad attrarre persone, risorse e futuro”. A sua volta, l’assessore allo Sviluppo Economico Massimo Bitonci ha espresso la propria posizione sottolineando la rilevanza dello strumento finanziario per il tessuto produttivo e occupazionale delle zone coinvolte: “Questo bando è la dimostrazione concreta di come i fondi europei possano fare la differenza nei territori che rischiano di restare indietro. Cinque milioni e 850.000 euro a fondo perduto, al 100% della spesa ammissibile, per interventi che non solo valorizzano il patrimonio culturale ma creano le condizioni per lo sviluppo economico locale: turismo, imprenditoria, servizi, lavoro. Le aree interne del Veneto hanno risorse straordinarie; il nostro compito è dare loro gli strumenti per metterle a valore. Con AVEPA come organismo intermedio garantiamo efficienza, trasparenza e velocità nell’erogazione dei contributi. Invitiamo tutte le autorità referenti delle aree interne a cogliere questa opportunità presentando progetti ambiziosi e ben radicati nel territorio”.
Le istanze di partecipazione devono essere inviate per via telematica avvalendosi dell’apposita piattaforma informatica Fondi.RVE della Regione del Veneto. I termini per l’invio telematico sono compresi tra le ore 10:00 del 14 luglio 2026 e le ore 17:00 del 5 novembre 2026. In base ai vincoli temporali fissati dall’amministrazione regionale, tutte le opere inserite nei piani di intervento ammessi al finanziamento dovranno risultare ultimate e pienamente funzionali entro la data del 29 marzo 2029.


