21.01.2026 – 10:10 – È stata presentata ieri, nel Salone da Ballo di Ca’ Rezzonico, l’Agenda 2026 della Fondazione Musei Civici di Venezia. Un programma ampio e articolato che restituisce l’immagine di un sistema culturale solido e in continua evoluzione, capace di crescere in termini di qualità dell’offerta, varietà delle proposte, investimenti strutturali e attrattività verso pubblici sempre più numerosi e diversificati. Con le sue 13 sedi, affiancate da depositi, biblioteche, nuovi spazi, progetti innovativi e cantieri aperti, MUVE rafforza il proprio ruolo di museo enciclopedico diffuso, protagonista della vita culturale cittadina lungo tutto l’arco dell’anno. Un calendario che intreccia grandi mostre, interventi permanenti e iniziative dedicate alla città, confermando la centralità dei Musei Civici nel panorama culturale veneziano e nazionale.
A sottolineare il valore strategico della Fondazione è intervenuto il Sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro: “I Musei Civici di Venezia sono una realtà viva, in crescita, capace di coniugare tutela e innovazione, grandi mostre e attenzione al territorio”, dichiara Brugnaro. “I risultati in termini di presenze, la qualità dei progetti e gli investimenti sulle sedi dimostrano che la cultura è un motore fondamentale per lo sviluppo della città, per la sua identità e per il suo futuro. La Fondazione in città si pone come motore di un sistema inclusivo che ha al centro l’arte in tutte le sue forme e risponde alle esigenze di tutti i visitatori che scelgono di varcare le porte dei suoi musei. Per essere vicini ai cittadini e ai turisti, i musei hanno programmi con orari prolungati e sono state istituite giornate ad ingresso gratuito dedicate ai residenti della città metropolitana, oltre che con servizi dedicati, come il dogsitting per esempio per i turisti”.
“Si è deciso di puntare molto sui giovani e questa scommessa si è rivelata vincente: il concorso Artefici del nostro tempo è diventato un appuntamento importante per l’arte contemporanea, l’apertura dell’Emeroteca dell’Arte come luogo di scambio di letture e centro di studi di giovani artisti ha confermato la scelta del polo artistico in centro a Mestre. Scelta sicuramente vincente è il restauro delle Casermette a Forte Marghera che attraverso Muve diventerà un luogo sicuro per l’arte e i suoi giovani. Un lavoro di squadra nei musei reso possibile da chi ci lavora tutti i giorni, per questo non smetterò mai di ringraziare per il lavoro che quotidianamente offrono a chi sceglie di ammirare le nostre meravigliose sale”.
Il 2026 si inserisce in un percorso di lungo periodo, come ha evidenziato la Presidente della Fondazione Musei Civici di Venezia, Mariacristina Gribaudi, ponendo l’accento sulla visione strategica e sui risultati raggiunti: “Il 2026 è il risultato di un lavoro continuo di crescita e visione. Crescono le proposte espositive, crescono le sedi, crescono i pubblici, sempre diversi e sempre più esigenti. Ma soprattutto cresce l’idea di museo come luogo aperto, inclusivo, produttivo di cultura e conoscenza, capace di parlare al presente senza perdere il legame con la propria storia. Questo significa, inevitabilmente, fermarsi un istante a osservare il percorso che ci ha portati fin qui”.
“Per me, questo momento coincide anche con la conclusione di un mandato durato dieci anni: anni complessi e intensi, attraversati da trasformazioni profonde e da sfide che hanno messo alla prova il ruolo stesso di tutte le istituzioni culturali. Negli ultimi anni i Musei Civici di Venezia hanno ripensato il proprio ruolo, trasformandosi sempre più in spazi culturali dinamici, capaci di dialogare con un pubblico internazionale attraverso esperienze innovative, accessibili e supportate dalle nuove tecnologie. L’innovazione è diventata parte integrante della missione, così come la gestione attiva degli spazi culturali affidati dal Comune. Questa strategia ha dato risultati concreti: il 2025 si è chiuso con oltre 2,4 milioni di visitatori e una crescita costante, confermata dal +10,8% di presenze a dicembre, segno di una relazione solida e vitale con il pubblico e della rinnovata capacità dei Musei di raccontare la Venezia Metropolitana al mondo. Il futuro dei nostri musei dipenderà, dunque, dalla capacità di continuare a tenere aperto questo dialogo, con coraggio e capacità di innovazione”.
Nel merito dei contenuti, l’Agenda 2026 consolida MUVE come sistema culturale integrato, capace di spaziare dall’indagine archeologica — con la grande mostra a Palazzo Ducale Etruschi e Veneti. Acque, culti e santuari — alla storia della Serenissima e della laguna veneta, attraverso il rinnovamento del percorso del Museo Correr, gli interventi di valorizzazione al Museo di Torcello e le ricerche del Museo di Storia Naturale. Ampio spazio è riservato anche alla musica e al teatro, alle “civiltà del Settecento” con Ca’ Rezzonico, il Museo di Palazzo Mocenigo e la Casa di Carlo Goldoni, fino alle esplorazioni del moderno e del contemporaneo, con le mostre dedicate a Jenny Saville a Ca’ Pesaro ed Erwin Wurm al Museo Fortuny.
Il programma si articola inoltre in nuovi allestimenti permanenti, valorizzazione delle collezioni, ampliamenti e restauri di grande rilievo, fino alla nascita di nuovi poli culturali come MUVEC – Casa delle Contemporaneità a Mestre, il percorso verso il Grande Correr e l’ampliamento del Museo del Vetro. Un passaggio decisivo che segna la trasformazione dei Musei Civici di Venezia in una rete sempre più connessa, accessibile e proiettata al futuro.


