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giovedì , 29 Gennaio 2026

Venezia ricorda l’Olocausto, l’appello di Alberto Stefani contro odio e antisemitismo

27.01.2026 – 10:00 – In occasione dell’Ottantunesimo anniversario della liberazione del campo di sterminio di Auschwitz, il Veneto si è stretto attorno al ricordo delle vittime della Shoah con celebrazioni che hanno toccato il cuore pulsante di Venezia. In una data carica di significato simbolico e civile, le istituzioni regionali hanno voluto ribadire come la memoria non debba essere un semplice esercizio di retorica, ma un vaccino morale contro le derive d’odio che ancora oggi minacciano l’equilibrio globale. La ricorrenza del 27 gennaio diventa così un momento di riflessione profonda sulla fragilità della civiltà e sulla necessità di difendere quotidianamente i valori della tolleranza.

Il presidente della Regione del Veneto, Alberto Stefani, ha voluto sottolineare il valore attuale di questa giornata dichiarando che, in un clima internazionale in cui sono cronaca quotidiana le gravi situazioni di guerra e tensioni di ogni tipo, il Giorno della Memoria torna a indicarci l’orrore che può travolgere l’uomo quando si lascia il campo all’odio. Secondo Stefani, non dimenticare il dramma della Shoah è un debito morale verso milioni di vittime innocenti della follia nazista, ma anche un impegno a scongiurare la riproposizione di tragedie già vissute in passato, alimentando i valori di pace, rispetto e tolleranza che devono essere alla base della nostra società.

Proseguendo nel suo intervento, il Presidente ha confermato la sua partecipazione alle celebrazioni presso il Ghetto di Venezia, definendolo un luogo che riassume mezzo millennio di storia veneta e ricordi drammatici, come quelli degli oltre 240 ebrei veneziani deportati dai nazisti, tra i quali gli anziani ospiti della Casa di Riposo Israelitica vittime della razzia dell’agosto del 1944. Stefani ha rimarcato che si tratta di testimonianze storiche inconfutabili il cui richiamo deve imporre un limite insuperabile a coloro che, ancora oggi, credono non ci sia responsabilità nel giocare con accenti di antisemitismo nella contrapposizione politica e ideologica.

In conclusione, Stefani ha affermato che la memoria di una tragedia come l’Olocausto, costata la vita a milioni di innocenti e sofferenze incancellabili ai sopravvissuti, lascia il dovere del ricordo ma anche il senso di responsabilità. Il governatore ha ricordato con orgoglio che, di fronte all’orrore, c’è stato chi non si è girato dall’altra parte, citando la sessantina di veneti riconosciuti come Giusti tra le Nazioni per aver nascosto e salvato centinaia di persone dalla persecuzione di un disegno folle basato sulla sola colpa dell’appartenenza religiosa, verso coloro che Papa Giovanni Paolo II definì i nostri fratelli maggiori.

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