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mercoledì , 18 Marzo 2026

Clima ed energia, cooperazione oltre confine: a Venezia si chiude il progetto CO ADRIA

05.03.2026 – 18:15 Si è tenuto lo scorso 3 marzo presso l’Università Ca’ Foscari Venezia l’evento conclusivo del progetto CO ADRIA, iniziativa di cooperazione transfrontaliera finanziata dal programma Interreg Italia-Slovenia e dedicata alla promozione della neutralità climatica nell’area del Nord Adriatico entro il 2050. L’incontro ha riunito istituzioni, amministrazioni locali e agenzie energetiche dei due Paesi con l’obiettivo di presentare i risultati raggiunti e delineare le prospettive future di collaborazione. Il progetto, guidato dall’Università Ca’ Foscari come Lead Partner, ha coinvolto diversi enti pubblici tra cui Občina Ajdovščina, Comune di Udine, Comune di Capodistria, Comune di Monfalcone e Goriška Lokalna Energetska Agencija di Nova Gorica.

All’evento ha partecipato anche il Segretariato Congiunto del programma Interreg Italia-Slovenia, che ha sottolineato il ruolo fondamentale della cooperazione transfrontaliera nel rispondere alle sfide climatiche ed energetiche condivise tra i territori affacciati sull’Adriatico. Durante la giornata sono stati illustrati i principali risultati ottenuti dal progetto. Tra questi, il consolidamento di una rete strategica di collaborazione tra i partner, finalizzata al raggiungimento degli obiettivi energetici dell’Unione Europea entro il 2050. Particolare attenzione è stata dedicata anche alla preparazione della documentazione necessaria per la costituzione di un Gruppo Europeo di Cooperazione Territoriale (GECT), strumento giuridico dell’UE che consentirebbe di dare continuità alle azioni avviate per la neutralità climatica.

Il progetto ha inoltre portato alla definizione di due piani d’azione: il primo focalizzato su misure concrete per contrastare i cambiamenti climatici e promuovere buone pratiche sul territorio; il secondo orientato alla creazione di una roadmap operativa per il futuro GECT. Tra i temi strategici individuati figurano lo sviluppo delle comunità energetiche rinnovabili e l’utilizzo dell’idrogeno come vettore energetico innovativo. Accanto alle attività di pianificazione, il progetto ha promosso anche azioni informative congiunte per rafforzare le competenze dei funzionari pubblici e sensibilizzare i cittadini sui temi ambientali e climatici.

Il professor Carlo Bagnoli, ordinario di Innovazione Strategica e responsabile scientifico del progetto, ha evidenziato come «la cooperazione transfrontaliera sia fondamentale per ridurre la dipendenza energetica dell’area e costruire un futuro sostenibile. Solo attraverso un coordinamento stabile e condiviso è possibile affrontare le sfide climatiche e garantire una transizione energetica efficace».

Sulla stessa linea il project manager Filippo Prataviera, che ha ricordato come il progetto abbia prodotto strumenti operativi concreti: «Abbiamo realizzato una mappatura degli stakeholder e dei casi di successo nell’area, raccolto i fabbisogni locali e definito un primo piano strategico con le priorità di intervento. Si tratta di strumenti che potranno guidare le prossime azioni e coinvolgere nuovi partner». Tra i risultati più rilevanti figura lo studio di pre-fattibilità per la creazione del GECT, corredato dalla documentazione giuridica necessaria e da un’analisi del percorso normativo. L’obiettivo è ampliare il confronto con ulteriori partner transfrontalieri e portare il tema della neutralità climatica al centro dell’agenda delle amministrazioni locali e regionali.

In un contesto segnato dall’aumento dei costi energetici e dalle tensioni sui prezzi delle materie prime, il GECT potrebbe rappresentare un’opportunità strategica anche per le piccole e medie imprese dell’area. L’accesso a risorse condivise, lo sviluppo di comunità energetiche rinnovabili e l’innovazione tecnologica – come l’idrogeno – potrebbero infatti contribuire a ridurre i costi energetici e rafforzare la competitività del tessuto produttivo locale.

L’evento di Venezia segna quindi non solo la conclusione di un progetto biennale, ma soprattutto l’inizio di un percorso condiviso verso un futuro climaticamente neutro per il Nord Adriatico.

[s.b.]

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