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Fumo in Veneto nel 2025: dati, tendenze e comportamenti

03.10.2025 – 10.00 – In Veneto il fumo continua a essere un comportamento diffuso, con percentuali stabili nella popolazione adulta e segnali contrastanti tra le fasce più giovani. I dati più recenti del 2025 restituiscono un quadro composito che, pur senza scostamenti eclatanti rispetto agli anni precedenti, mostra elementi interessanti legati al consumo di prodotti tradizionali e alternativi.

Nel territorio dell’ULSS 2 – Marca Trevigiana, una delle aree più monitorate sotto il profilo della prevenzione sanitaria, il numero di fumatori è rimasto praticamente invariato nel corso dell’ultimo decennio. Si stima che il 23% degli adulti faccia uso regolare di sigarette. Le differenze di genere restano marcate: il 27% degli uomini fuma, contro il 18% delle donne. Considerando anche i dispositivi elettronici come sigarette elettroniche e dispositivi a tabacco riscaldato, la quota complessiva di utilizzatori sale al 25%, segno che una parte della popolazione adulta ha integrato, o sostituito, il consumo tradizionale con forme alternative.

Nel solo territorio della Marca, si calcolano circa 163.000 fumatori attivi, con un consumo stimato giornaliero di 1,4 milioni di sigarette. Le conseguenze sanitarie restano consistenti: ogni anno si registrano oltre 400 decessi attribuibili al fumo, circa la metà dei quali legati a tumori polmonari.

Sul fronte opposto, quello dei giovani, emergono dinamiche differenti. Secondo dati diffusi dalla Regione e da rilevazioni scolastiche in linea con l’indagine internazionale Global Youth Tobacco Survey, circa il 18% degli adolescenti tra i 13 e i 15 anni fuma regolarmente. Tuttavia, l’uso esclusivo della sigaretta tradizionale appare ormai marginale: solo il 3% dei giovani fa uso esclusivo di questo tipo di prodotto. È sempre più comune l’abitudine al cosiddetto policonsumo, cioè l’uso combinato di più dispositivi: sigarette classiche, sigarette elettroniche, prodotti a tabacco riscaldato e nicotina aromatizzata.

L’evoluzione di questi comportamenti si riflette anche nella tipologia di luoghi in cui i giovani accedono a questi prodotti, con il crescente utilizzo dell’acquisto online tramite uno dei vari svapo shop, che offrono una vasta gamma di dispositivi e ricariche, anche se la vendita è legalmente vietata ai minori.

Nelle aree montane e periferiche, come quella dell’ULSS 1 Dolomiti, i numeri sono simili: 23% di fumatori attivi nella fascia 18-69 anni, con una quota significativa – circa il 20% dei fumatori – che consuma più di 20 sigarette al giorno. I non fumatori rappresentano circa il 55% della popolazione adulta, mentre il 22% si dichiara ex fumatore.

Alcuni elementi ricorrenti emergono in modo trasversale. Ad esempio, la correlazione tra fumo e livello socio-istruttivo è confermata: il consumo è più diffuso tra chi ha un titolo di studio più basso. Nella fascia con sola licenza media, la percentuale di fumatori è superiore rispetto a quella rilevata tra i laureati.

Anche il consumo di prodotti alternativi, come i dispositivi a tabacco riscaldato, è in lieve aumento. A livello nazionale, questi strumenti sono passati da una diffusione dello 0,5% nel 2018 a circa il 4,6% nel 2024, con una crescita maggiore tra i giovani adulti tra i 18 e i 24 anni. Le sigarette elettroniche restano diffuse, sebbene in alcune aree si osservi una leggera flessione a favore di prodotti più recenti.

Nel complesso, il fumo in Veneto nel 2025 presenta caratteristiche di stabilità nella fascia adulta, trasformazione nelle modalità di consumo tra i giovani, e una crescente presenza di forme ibride e alternative. Il quadro che emerge non è uniforme, ma segnala una continua evoluzione delle abitudini legate alla nicotina, con elementi culturali, sociali e commerciali che contribuiscono a mantenere vivo il fenomeno.

[n.t.k.]

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