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giovedì , 19 Marzo 2026

La Fenice riscopre Vivaldi con Ottone in villa, in scena al Malibran

19.03.2026 – 14.00 – La riscoperta del repertorio operistico di Antonio Vivaldi prosegue con decisione al Teatro La Fenice, che riporta in scena uno dei titoli meno frequentati ma più significativi del compositore veneziano. Con un nuovo allestimento di Ottone in villa al Teatro Malibran, la stagione lirica 2025-2026 si arricchisce di un progetto che unisce memoria recente, riflessione artistica e attenzione filologica, offrendo al pubblico un’opera che segna l’esordio teatrale del Prete Rosso e che oggi viene riletta alla luce di nuove sensibilità sceniche.

Continua l’affondo della Fenice nella riscoperta del Vivaldi operistico: dopo Dorilla in Tempe (2019), Farnace (2021), Griselda (2022), Orlando furioso (2018, 2023) e Tamerlano (2024), il Teatro veneziano propone un nuovo allestimento di Ottone in villa, che andrà in scena con la regia e la coreografia di Giovanni Di Cicco, le scene di Massimo Checchetto, i costumi di Carlos Tieppo, il light design di Andrea Benetello e il coordinamento coreografico dell’Associazione Deos Danse Ensemble Opera Studio. La direzione musicale sarà affidata a uno specialista del repertorio barocco e vivaldiano quale è Diego Fasolis. Cinque le recite in agenda al Teatro Malibran, nell’ambito della Stagione Lirica e Balletto 2025-2026: il 20, 22, 24, 26, 29 marzo 2026. La prima di venerdì 20 marzo 2026 ore 19.00 sarà trasmessa in differita da Rai Radio3.

Dramma per musica in tre atti su libretto del napoletano Domenico Lalli, basato sul libretto Messalina di Francesco Maria Piccioli, Ottone in villa rappresenta il debutto operistico di Antonio Vivaldi (1678-1741). Andò in scena per la prima volta il 17 maggio 1713 a Vicenza, un centro musicale periferico che per lo più fino a quel momento aveva importato repertorio operistico dalla vicina Venezia. Nel 1713 però, con l’apertura del nuovo Teatro delle Grazie, si optò per un lavoro inedito in un’ottica di rivalità nei confronti del più antico Teatro di Piazza o delle Garzerie. Ecco, dunque, la commissione al Prete Rosso, a quel tempo ritenuto uno dei più importanti compositori strumentali e proprio dal 1713 ‘promosso’ maestro di coro all’Ospedale della Pietà di Venezia.

Questo nuovo allestimento di Ottone in villa ‘richiamerà’ alla memoria quella produzione del luglio 2020 con la quale la Fenice tornava a produrre lirica, in piena emergenza covid e nel rispetto delle precise regole di distanziamento sociale, su un palcoscenico trasformato materialmente e simbolicamente dall’installazione di una chiglia. «Ottone in villa rappresenta per il Teatro La Fenice un momento importante – ha spiegato il direttore Diego Fasolis –, vale a dire la riapertura del teatro a una vera produzione operistica in scena e con pubblico durante il tragico periodo del covid. Un’opera scelta per la durata contenuta che permettesse di offrire non un’opera mutilata ma una versione integrale di un capolavoro che sgorga direttamente dai successi strumentali del Prete Rosso. Alcune arie saranno riprese in altre opere e alcuni noti brani strumentali sono affidati alle voci. Proporre questo giovane e stimolante capolavoro nella tradizione ormai consolidata di opere vivaldiane al Teatro di San Giovanni Grisostomo, il maggiore teatro barocco veneziano, ora dedicato a Maria Malibran che ne permise il restauro, mi riempie di gioia e offre al pubblico una nuova ed entusiasta fruizione».

«Riprendere Ottone in villa a distanza di quasi sei anni – ha dichiarato il regista e coreografo Giovanni Di Cicco – ha significato innanzitutto interrogarsi sullo spazio. Se la prima edizione, nata in un contesto del tutto eccezionale, era stata concepita per il Teatro La Fenice, questa nuova versione trova invece la propria collocazione al Teatro Malibran, un luogo che impone una relazione differente tra scena, corpi e architettura teatrale. Il mutamento della sala non è secondario, poiché il contesto condiziona profondamente la visione e la percezione dell’opera. Parallelamente si è imposta una riflessione di ordine drammaturgico: come spiegare la scelta di Vivaldi di mettere in musica un testo così fortemente influenzato dalla figura di Messalina, seppure trasposta nominalmente e temporalmente da Domenico Lalli? Ho avvertito che il vero nucleo propulsore dell’opera risieda in Cleonilla, personaggio che, pur non essendo formalmente protagonista, orienta l’intera azione. In lei si manifesta una tensione verso una forma di vita eccentrica e irregolare, mentre Ottone, pur nel suo ruolo imperiale, appare come una figura ambigua, incapace di assumere fino in fondo le responsabilità legate allo Stato e all’impero, che comporterebbero al suo status. Da queste premesse è nata l’esigenza di porre al centro della scena il corpo, inteso come luogo primario delle emozioni. A differenza della precedente edizione, in questo allestimento ho ritenuto necessario introdurre una presenza fisica ulteriore, immaginando un gruppo di danzatori, pur non previsti dal libretto. La specificità del Teatro Malibran e il confronto con Massimo Checchetto, che cura le scenografie, ha orientato l’immaginazione scenica verso l’idea di uno spazio neutro e, a volte, densamente abitato da vestigia, oggetti e presenze che appaiono e scompaiono secondo una logica non narrativa ma simbolica».

Nel cast figureranno, in ordine di locandina, il soprano Carlotta Colombo nel ruolo di Cleonilla; il contralto Margherita Maria Sala in quello di Ottone; il mezzosoprano Lucia Cirillo in quello di Caio Silio; il tenore Ruairi Bowen in quello di Decio; il soprano Michela Antenucci in quello di Tullia. Regista collaboratrice Emanuela Bonora; assistente alle scene Serena Rocco. Il continuo sarà eseguito da Giacomo Cardelli al violoncello, Fabio Grandesso al fagotto barocco, Francesco Tomasi alla tiorba e Andrea Marchiol al cembalo.

Lo spettacolo sarà proposto nell’edizione a cura di Eric Cross, con sopratitoli in italiano. Ecco il dettaglio delle recite, con orari e turni di abbonamento: venerdì 20 marzo 2026 ore 19.00 (turno A); domenica 22 marzo ore 15.30 (turno B); martedì 24 marzo ore 19.00 (turno D); giovedì 26 marzo ore 19.00 (turno E); domenica 29 marzo ore 15.30 (turno C). Tutte le recite rientrano nell’ambito delle promozioni La Fenice per la città e La Fenice per la città metropolitana, realizzate in collaborazione con la Municipalità e con la Città metropolitana di Venezia e dedicate ai residenti nel comune e nel territorio della città metropolitana di Venezia. Per informazioni www.teatrolafenice.it

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