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domenica , 4 Dicembre 2022

Spiagge e concessioni demaniali: preoccupazioni e impegni comuni

22.02.2022 – 15.02 – L’emendamento approvato in Consiglio dei Ministri, con voto unanime, per la riforma delle concessioni demaniali che a far data dal 1 gennaio 2024 dovranno essere messe a gara, ha assorbito l’attenzione dell’ampio settore del turismo balneare.
Il Governo e tutti i partiti presenti in Parlamento precisano le rispettive posizioni e le finalità che li accompagnano. A questo si aggiunge, in tutta la penisola, il lavoro oscuro ma indispensabile delle amministrazioni locali: sono i sindaci delle località turistiche, sono i primi cittadini che affrontano, come sempre, i mutamenti legislativi o le difficoltà economiche che il mercato genera, dando risposte concrete e assumendo responsabilità a volte imprevedibili. L’importanza del tema ha portato i sindaci, insieme, a porsi come fondamentale interlocutore. Un interlocutore radicato nel territorio e portatore di interessi che, lontano dall’essere elementi localistici, sono il frutto di una valutazione comune, del tutto realistica, riscontrabile in tutta la penisola e, soprattutto, politicamente trasversale. Sono i comuni, base della piramide politica e amministrativa su cui si appoggia lo Stato, che portano sulle spalle il peso delle scelte governative con i sindaci che si mettono a fianco degli imprenditori e dei loro dipendenti per sviluppare insieme la comunità locale. Sempre i sindaci bussano alle porte, a tutte le porte, per trovare soluzioni e garantire il rispetto della sostenibilità sociale.

Marco Sarto, sindaco di Caorle, località turistica che fa parte del G20s Spiagge Italiane, associazione che raggruppa le più importanti città balneari italiane (sono 26) e che rappresentano quasi il 30% delle presenze turistiche italiane, ha espresso il suo parere sulla vicenda: “L’amministrazione comunale è al fianco degli imprenditori di Caorle per affrontare questa sfida. Le tempistiche sono stringenti, ma il nostro obiettivo è di mettere a disposizione degli operatori un quadro normativo chiaro con il quale potersi confrontarsi in vista della scadenza delle concessioni, fissata per il 31 dicembre 2023. Da questo punto di vista, per noi è fondamentale far sì che venga riconosciuto valore al know how degli operatori, senza dimenticare l’importanza degli investimenti svolti, della qualità dei servizi offerti oltre alle ricadute, in termini sociali, che le nuove procedure avranno sul nostro territorio”.
Sulla questione si è espressa anche Roberta Nesto, coordinatrice del G20s e sindaca di Cavallino Treporti: “Innanzitutto, dobbiamo salvaguardare il nostro know how: l’Italia ha al suo attivo una tradizione di ospitalità turistica unica, un vero e proprio patrimonio trasmesso da generazioni. Deve adeguarsi alle regole dell’Europa perché ne è parte fondante e perché attraverso un aggiornamento delle concessioni, seguendo regole chiare e verificabili, tutti i soggetti coinvolti possano avere una reale possibilità di crescita”.

I sindaci del G20s da tempo sono impegnati nell’affrontare questo imprescindibile step per il futuro del settore e portano un contributo quotidiano all’interno di percorsi che in molti di loro hanno già tracciato: stimolare ed aggiornare l’offerta turistica della località sostenendo le imprese e i cittadini in un contesto di salvaguardia ambientale, premessa per ogni sviluppo futuro. “Dobbiamo trovare un giusto punto di equilibrio – afferma Roberta Nesto – perché una norma così strategica per il nostro domani cade in un periodo reso delicato dalla pandemia. Ma nessuno di noi vuole sottrarsi ad un impegno adducendo motivi contingenti, per quanto importanti essi siano: la direttiva Bolkestein esiste già da molti anni e con la nostra capacità di governare il territorio verrà attuata nelle forme più idonee. Abbiamo le competenze e il realismo per fare di questa normativa un volano importante di crescita e di aggiornamento della nostra offerta complessiva come Paese. Siamo preoccupati? Sì, è evidente. Perché siamo concreti e sappiamo bene che le spinte nel rendere i bandi una corrida a vantaggio dei soliti pochi possono manifestarsi. Ma tra di noi siamo coesi e lo siamo rappresentando tutte le entità che operano nei nostri territori, siano esse gli imprenditori o gli occupati, le nostre comunità o gli ospiti. Noi non escludiamo nessuno dalle nostre valutazioni e, tantomeno, dal nostro impegno. Siamo una risorsa per il nostro Paese a cui, anche in questa occasione, daremo un contributo indispensabile e decisivo. Come in questi giorni. Noi ci siamo: trade union tra stato, regioni e associazionismo economico a totale vantaggio delle nostre comunità”.

fonte: Comune di Caorle

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