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martedì , 9 Agosto 2022

Benzina alle stelle? La Croazia ipotizza di riattivare la raffineria di Fiume

05.07.2022 – 14.21 – Il continuo rincaro dei prezzi dell’energia pone inedite sfide non solo per il Friuli Venezia Giulia, quanto per la vicina Croazia: a questo proposito l’esperto di energia Davor Štern ha proposto come soluzione la riattivazione di una raffineria per il petrolio nella zona di Fiume/Rijeka, con la possibilità di una collaborazione transfrontaliera con la Slovenia. Non è chiaro, dalle dichiarazioni alla stampa, se si tratta della raffineria INA di Mlacca chiusa nel 2011 o della seconda attualmente attiva di Urinij per la produzione di benzina e gasolio, anche se è quasi certo che si tratti di un ampliamento delle capacità della seconda.
Il precedente ministro dell’economia croato Davor Štern ha affermato all’agenzia stampa slovena STA di non aver mai visto una simile incertezza nei prezzi dell’energia, tra gas e idrocarburi. L’ex ministro ritiene che una soluzione per la Croazia possa consistere nel riutilizzo della raffineria INA di Rijeka. Se fosse operativa al 100%, ha argomentato, i croati potrebbero offrire ai propri cittadini petrolio ad un prezzo onesto. La Croazia ha il 44% delle quote azionarie della compagnia petrolifera INA-Industrija nafte della quale peraltro l’ex ministro dell’economia croato era presidente della sezione russa a Mosca. C’è pertanto un intreccio di interessi governativi e stranieri, specie considerando che l’altra metà delle quote (50%) pertiene ai “fratelli” ungheresi, con la magiara MOL Group.
Štern ritiene che Lubiana potrebbe beneficiare a propria volta del recupero della raffineria: “La Slovenia è una vicina nazione sorella della Croazia. Noi disponiamo di una raffineria sull’adriatico e abbiamo JANAF (l’oleodotto per il petrolio grezzo di proprietà croata, n.d.r.). Attraverso JANAF possiamo rimettere in funzione lo stabilimento di Rijeka e andare incontro ai bisogni della Slovenia”.
“Occorre iniziare un serio dialogo e giungere a un accordo politico”, ha affermato, aggiungendo che Slovenia e Croazia essendo così territorialmente vicini potrebbero perseguire politiche energetiche congiunte.
Ci si potrebbe domandare a questo proposito se l’avvicinamento alla Slovenia non sia conseguenza del nuovo governo liberale di Golob in atto nel paese; una linea politica nell’insieme vicina a quella croata. In questo contesto sorprende l’assenza di interesse del Friuli Venezia Giulia, il quale pure potrebbe beneficiare largamente di una raffineria con la quale “scalare” i prezzi della benzina. Con la differenza che, al di là delle antipatie della politica locale, se la Slovenia può offrire in cambio la propria energia nucleare, il FVG non dispone di alternative energetiche con le quali contraccambiare.

di Zeno Saracino

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