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mercoledì , 28 Settembre 2022

Assindustria Venetocentro e Confindustria Venezia Rovigo: si al piano di fusione

14.09.2022 – 9.00 – Unione di Assindustria Venetocentro e Confindustria Venezia Rovigo: il nuovo soggetto rappresenterà 5mila imprese venete. I Consigli generali di Assindustria Venetocentro – Imprenditori Padova Treviso (AVC) e Confindustria Venezia – Area Metropolitana di Venezia e Rovigo hanno approvato ieri in seduta congiunta a Villa Braida a Mogliano Veneto l’integrazione tra le due associazioni con voto unanime. Ora il Piano sarà portato al voto definitivo delle assemblee generali il prossimo 28 novembre al nuovo Centro Congressi di Fiera di Padova. Con riguardo alla denominazione della nuova associazione, i Consigli generali hanno deciso di coinvolgere nella scelta gli associati mediante un sondaggio, per esprimere la preferenza rispetto a due opzioni. Il cantiere del progetto di unione tra Assindustria Venetocentro e Confindustria Venezia Rovigo aveva preso avvio nel 2019 su impulso dei presidenti Massimo Finco, Maria Cristina Piovesana e Vincenzo Marinese. Il cantiere ha visto impegnati i presidenti e le strutture delle due associazioni, coadiuvati dalla Commissione Paritetica composta da Claudio De Nadai, Enrico Del Sole, Francesco Nalini e Alessandro Vardanega per Assindustria Venetocentro e da Gigliola Arreghini, Luca Fabbri, Roberto Gasparetto e Mauro Zennaro per Confindustria Venezia-Rovigo. 

Con l’aggregazione, che nei termini del piano avrà efficacia dal 1 gennaio 2023, il nuovo e unitario soggetto associativo d’area vasta conterà 5.000 imprese, con circa 260.000 addetti, consolidando il ranking di seconda associazione del sistema Confindustria a livello nazionale, inserite in un territorio che genera il 58,2% del valore aggiunto del Veneto e il 5,4% di quello nazionale (86 miliardi di euro) e oltre 32 miliardi di export (46,2% del totale veneto, 6,3% di quello nazionale). Il Piano di integrazione tra Assindustria Venetocentro e Confindustria Venezia-Rovigo si pone come obiettivo strategico la modernizzazione del sistema associativo, superando vincoli territoriali, settoriali e culturali ormai datati, la qualificazione dei servizi e delle competenze, la valorizzazione delle reti di filiera tra piccole, medie e grandi imprese, il rafforzamento della capacità progettuale di area vasta e rappresentanza, sia sul piano locale che nazionale ed europeo. Mantenendo al contempo radicamento sul territorio, vicinanza e prossimità alle imprese.

“Nel pieno delle crisi che stiamo attraversando e di una campagna elettorale divisiva, ancora una volta gli imprenditori danno un messaggio di coraggio e responsabilità. La complessità richiede innovazioni di sistema, anche alla rappresentanza associativa, l’ambizione di progettare un futuro comune – dichiara Leopoldo Destro, presidente di Assindustria Venetocentro -. È questo il significato del processo di integrazione che stiamo costruendo, forte del consenso delle piccole e grandi imprese associate, e che ci auguriamo possa essere riferimento positivo oltre il perimetro associativo”. Vincenzo Marinese, presidente di Confindustria Venezia Area metropolitana di Venezia e Rovigo aggiunge: “Abbiamo dimostrato, con questa delibera, la volontà di rappresentare sempre in maniera più forte gli interessi delle aziende. Un grande segno di maturità e responsabilità. L’adesione delle imprese al progetto giunge in una fase storica complessa. Dopo la crisi pandemica, le aziende stanno affrontando il rincaro delle materie prime, l’aumento di costi dell’energia e le conseguenze di un conflitto, quello tra Russia e Ucraina, con implicazioni geopolitiche ed economiche devastanti. Non c’è altra strada: oggi più che mai siamo chiamati a fare squadra per difendere il nostro tessuto produttivo, adeguarlo alle nuove esigenze del mercato e favorire così un suo ulteriore sviluppo”. Agli imprenditori è arrivato anche il plauso del presidente della Regione Luca Zaia che ha commentato: “Mi complimento per questo traguardo, perché questo è un sistema di aggregazione di economie di scala con l’effetto di ottenere interlocutori sempre più solidi e rappresentativi del territorio veneto e di rafforzare la nostra Regione non solo a livello regionale ma anche a livello nazionale”.

[c.st.]

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