19.01.2026 – 09:00 Il cinema come strumento di ascolto, relazione e trasformazione sociale entra negli spazi del Museo M9 con “Nei miei panni / Il coccodrillo di pane”, due cortometraggi firmati da Mirko Artuso, presentati al pubblico in un appuntamento a ingresso libero. L’evento è in programma giovedì 22 gennaio 2026 alle ore 10.30 e segna la prima uscita ufficiale di “Nei miei panni”, progetto cinematografico nato da un percorso condiviso con le ragazze e i ragazzi del Centro Diurno La Rosa Blu e della ANFFAS Mestre – Comunità Alloggio, affiancati da professionisti dell’arte e dello spettacolo. Un lavoro corale che trova nel linguaggio del cinema uno spazio autentico di espressione e narrazione.
Il cortometraggio mette al centro l’esperienza delle persone con disabilità non come tema da raccontare, ma come punto di vista da cui guardare il mondo. Attraverso immagini essenziali, silenzi e gesti quotidiani, “Nei miei panni” attraversa fragilità, desideri e percorsi di ricerca dell’equilibrio, restituendo una narrazione intima e mai pietistica, capace di trasformare la vulnerabilità in valore umano e culturale.
Accanto a questo lavoro, nel corso della mattinata verrà proiettato anche “Il coccodrillo di pane”, sempre di Artuso, dedicato ai temi dell’autonomia e dell’indipendenza delle persone con sindrome di Down, realizzato in collaborazione con l’associazione AGENDO. Un film che affronta con delicatezza il concetto di autonomia, raccontandola come processo quotidiano fatto di relazioni, tentativi, errori, conquiste e fiducia reciproca.
L’incontro non si limita alla dimensione della proiezione, ma si configura come momento di confronto e riflessione, in cui i due cortometraggi dialogano tra loro aprendo interrogativi su inclusione, autodeterminazione e sul modo in cui scegliamo di guardare l’altro. In questo contesto il cinema diventa spazio politico nel senso più profondo, luogo in cui si rinegoziano i significati di normalità, capacità e partecipazione.
La scelta del Museo M9, luogo dedicato alla memoria e alla trasformazione della società contemporanea, rafforza il senso dell’iniziativa, offrendo una cornice capace di dare centralità e dignità a voci troppo spesso marginalizzate.
Un appuntamento necessario, che invita il pubblico non solo a guardare, ma a mettersi simbolicamente “nei panni” degli altri, lasciando che il cinema apra nuovi spazi di consapevolezza e relazione.
[s.b.]


