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venerdì , 9 Gennaio 2026

Vincenzo Milletarì debutta alla testa dell’Orchestra del Teatro La Fenice

08.01.2026 – 13:00 – Vincenzo Milletarì debutta alla guida dell’Orchestra del Teatro La Fenice con un programma di grande suggestione, che accosta pagine di Martucci e Rimskij-Korsakov al Concerto per pianoforte e orchestra di Skrjabin, affidato al solista Gianluca Bergamasco. Nei due appuntamenti in calendario al Teatro Malibran — sabato 10 gennaio 2026 alle ore 20.00 e domenica 11 gennaio 2026 alle ore 17.00, nell’ambito della Stagione Sinfonica 2025-2026 — il direttore italiano, nato a Taranto nel 1990 e annoverato tra i più significativi interpreti della sua generazione, guiderà la compagine veneziana in un percorso musicale articolato in tre momenti: l’apertura sarà affidata al Notturno per orchestra op. 70 n. 1 di Giuseppe Martucci; seguirà il Concerto per pianoforte e orchestra in fa diesis minore op. 20 di Aleksandr Skrjabin, con Gianluca Bergamasco — vincitore del Premio Venezia 2024 — al pianoforte. Dopo l’intervallo, il programma si completerà con l’esecuzione della suite Shahrazād op. 35 di Nikolaj Rimskij-Korsakov. La prima di sabato sarà trasmessa in differita radiofonica da Rai Radio3.

Giuseppe Martucci (1856-1909) fu una figura poliedrica del mondo musicale italiano: prima bambino prodigio del pianoforte, allievo di Beniamino Cesi, esponente della celebre scuola napoletana che fecondò tutta Italia (da Guido Alberto Fano ad Arturo Benedetti Michelangeli); poi compositore che guardava alla tradizione austro-tedesca; infine leggendario direttore d’orchestra, portatore del verbo wagneriano in Italia. Scrisse molte pagine per il suo strumento, tra cui il Notturno in sol bemolle maggiore op. 70 n. 1, certamente la più celebre. Sublime nel suo materializzarsi a poco a poco in modo esangue e decadente, il Notturno declina alla maniera italica il genere che trovò la sua consacrazione in Chopin. La trascrizione per orchestra – prima esecuzione: Torino, Teatro Regio, 24 novembre 1901 – che rivela le doti di grande orchestratore di Martucci, espande il lirismo umbratile del pezzo a un organico costituito da due flauti, due oboi, due clarinetti, due fagotti, due corni, arpa e archi, puntando su qualità atmosferiche, paniche, cangianti, sul rubato e sull’afflato sentimentale, sempre controllatissimo.

Ai primissimi anni della carriera di Aleksandr Skrjabin (1872-1915) risalgono non solo i ventiquattro Preludi op. 11, divenuti caposaldo della letteratura pianistica, ma anche il suo primo e unico Concerto per pianoforte e orchestra, naturale banco di prova per un giovane musicista. Sulle prime la creazione non ebbe avvio felice: il mecenate ed editore Mitrofan Petrovič Beljaev, cui Skrjabin aveva concesso l’esclusiva delle sue opere in cambio di uno stipendio fisso, sottopose l’orchestrazione del concerto a Rimskij-Korsakov, il quale lo rimandò al mittente definendo la prima stesura «un pasticcio». Ai successivi stadi evolutivi Skrjabin prestò più cura, probabilmente facendo tesoro delle critiche e di qualche annotazione di Rimskij-Korsakov. Il Concerto fu eseguito per la prima volta a Odessa nel 1897, come di prassi con l’autore in veste di solista, e fu rieseguito molte volte nel corso della sua vita. Scrittura pianistica raffinata, bellezza dell’invenzione melodica e dialogo equilibrato fra solista e orchestra sembrano essere le ragioni del successo di questo Concerto, inciso moltissime volte su disco.

Appartenente alla generazione precedente a Skrjabin, Nikolaj Rimskij-Korsakov (1844-1908) fu un riferimento assoluto per i musicisti del suo tempo. Autore di quindici opere, è conosciuto soprattutto per l’ouverture sinfonica La grande Pasqua russa, il celebre Volo del calabrone e Shahrazād, suite sinfonica ispirata alla protagonista della famosa raccolta Le mille e una notte, composta ed eseguita nel 1888 sotto la direzione dell’autore. «Il programma che m’ha guidato nella composizione di Shahrazād – spiega il compositore – è costituito da episodi e quadri che non hanno alcun legame tra loro: il mare, il vascello di Sindbad, il racconto fantastico del Principe Kalender, il figlio e la figlia del Re, la festa a Baghdad, lo schiantarsi del vascello sulla scogliera. Il legame lo stabilisce la musica con le introduzioni alla prima, alla seconda, alla quarta parte e all’intermezzo della terza, scritte per violino solo, che simboleggiano Shahrazād intenta a raccontare le sue meravigliose novelle al terribile sultano». Quattro sono dunque i racconti, autonomi, mentre i motivi conduttori presenti all’interno della partitura sono elementi continuamente cangianti e non legati a precise situazioni drammaturgiche, nel tentativo di rendere musicalmente l’astuzia attraverso cui Shahrazād riuscirà a salvare la propria vita, attraverso l’abile illusione del sultano condensata nella formula: «Se continuerai ad ascoltare, saprai come andrà a finire», che corrisponde a una sensuale melodia.

In occasione dell’evento diretto da Vincenzo Milletarì si rinnoverà il consueto appuntamento con le conferenze di approfondimento della Stagione Sinfonica: il concerto di sabato 10 gennaio 2026 sarà preceduto da un incontro a ingresso libero con il musicologo Roberto Mori, che dalle 19.20 alle 19.40 illustrerà il programma musicale della serata. I biglietti per il concerto (da € 10,00 a € 90,00) sono acquistabili nella biglietteria del Teatro La Fenice e nei punti vendita Eventi Venezia Unica, tramite biglietteria telefonica (+39 041 2722699) e biglietteria online su www.teatrolafenice.it.

VINCENZO MILLETARÌ è uno dei più importanti direttori della sua generazione. Nella stagione 2024-2025 ha debuttato al San Carlo di Napoli con Attila ed è ritornato alla Göteborg Opera con Otello, all’Opera Nazionale di Praga con La traviata, Tosca e Rigoletto e alla Royal Swedish Opera con La bohème. Sul versante sinfonico ha debuttato all’Accademia del Teatro alla Scala dirigendo un programma tutto dedicato a Puccini. La stagione 2025-2026 lo vede, tra i vari impegni, ancora alla Royal Swedish Opera con Aida, al San Carlo con Turandot e con l’Orchestra Sinfonica di Milano per un Trovatore in forma di concerto. La sua carriera prende avvio nel 2017 collaborando immediatamente con prestigiose compagnie europee. Nato a Taranto nel 1990, ha studiato al Conservatorio Giuseppe Verdi di Milano e alla Royal Academy of Music di Copenhagen, definendo il suo repertorio sotto la guida di Riccardo Muti e Pier Giorgio Morandi.

GIANLUCA BERGAMASCO Nato a Chioggia nel 2001, inizia lo studio del pianoforte all’età di dieci anni, consegue il diploma accademico con il massimo dei voti e nel 2024 vince la quarantesima edizione del Premio Venezia, proseguendo un’intensa attività concertistica in Italia e in Europa ed affermandosi come uno dei giovani pianisti più promettenti della sua generazione.

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