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mercoledì , 11 Febbraio 2026

Ad Asolo la scienza interroga l’anima: Federico Faggin e la nuova frontiera della coscienza

11.02.2026 – 11:16 C’è un filo sottile che unisce la fredda precisione del silicio al mistero insondabile della mente umana, e questo filo verrà dipanato il prossimo sabato 28  dalle 14:45 alle 18:15 nella suggestiva cornice della Sala Hangar della Fornace di Asolo. L’evento, intitolato “La Ricerca dell’Unità – Il risveglio della coscienza globale”, si preannuncia come un appuntamento culturale di rilievo, tanto da aver già registrato il tutto esaurito per i posti in presenza, lasciando aperta solo la possibilità di partecipazione via streaming. Al centro di questa tavola rotonda non vi è una semplice conferenza, ma un dialogo rivoluzionario che mira a ridefinire i confini della realtà percepita. L’obiettivo è ambizioso: far convergere fisica quantistica, medicina integrata e psicologia per rispondere alle domande più antiche dell’uomo su chi siamo e quale sia il nostro posto nell’universo.

Il cuore pulsante dell’evento è senza dubbio la presenza di Federico Faggin, figura leggendaria nel mondo della tecnologia e oggi pioniere nello studio della consapevolezza. Vicentino di nascita ma cittadino del mondo, Faggin è universalmente riconosciuto come il padre del microprocessore Intel 4004, l’invenzione che ha dato il via alla rivoluzione informatica moderna. Tuttavia, la sua traiettoria personale ha subito una svolta affascinante, che lui stesso definisce la sua “quarta vita”.

Dopo aver cambiato il mondo con la tecnologia touch-screen e i circuiti integrati, Faggin ha scelto di non fermarsi alla materia. Abbandonata la pura ingegneria, ha dedicato gli ultimi trent’anni a dimostrare scientificamente che la coscienza non è un semplice prodotto del cervello, ma una proprietà fondamentale della natura, precedente alla materia stessa. Ad Asolo, lo scienziato porterà proprio questa visione: un ponte tra il rigore logico-matematico e la profondità dell’esperienza spirituale, sfidando il meccanicismo che vede l’uomo solo come una macchina biologica.

Accanto a Faggin, il dibattito si arricchirà grazie al contributo di altri illustri relatori che intrecceranno le loro competenze per superare la frammentazione del sapere moderno. Si alterneranno interventi che spaziano dalla psichiatria alla naturopatia, con figure come Diego Frigoli, fondatore del modello ecobiopsicologico, che esplorerà come il corpo e la psiche siano specchi l’uno dell’altra. La discussione, moderata da Alessandra Bracci, vedrà anche i contributi di Attilio Cavezzi e Alessandro Sieni, creando un affresco in cui medicina e filosofia smettono di essere discipline distanti. A chiudere il cerchio di questa esperienza sensoriale e intellettuale sarà la musica, con una performance di Davide Ferrario, chitarrista e compositore che offrirà un momento di sintesi emotiva attraverso le note, suggellando un pomeriggio dedicato all’unità del sapere.

Per chi non fosse riuscito ad assicurarsi un posto in sala, l’organizzazione ha attivato una modalità di fruizione in streaming, permettendo di seguire i lavori a distanza previa iscrizione, confermando l’enorme interesse per temi che, oggi più che mai, toccano le corde profonde del sentire comune.

[s.b.]

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