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mercoledì , 18 Marzo 2026

Al Teatro di Treviso va in scena la Lucia di Lammermoor dei giovani

03.03.2026 – 11.32 – Il Teatro Mario Del Monaco di Treviso si prepara a ospitare uno degli appuntamenti più attesi della stagione lirica 25/26, portando in scena il dramma tragico di Gaetano Donizetti, “Lucia di Lammermoor”. Il nuovo allestimento, frutto di una produzione interamente curata dal Comune di Treviso, segna la conclusione del cartellone con una proposta che punta sul ricambio generazionale, schierando un cast composto quasi esclusivamente da artisti under 35. L’opera, che debutterà venerdì 6 marzo con replica domenica 8 marzo, promette di unire l’esperienza di una regia consolidata al dinamismo di interpreti e direttori già proiettati verso le vette del panorama internazionale.

La direzione artistica di Stefano Canazza ha affidato la guida dell’Orchestra Regionale Filarmonia Veneta al giovane maestro Matteo Dal Maso. Classe 1997, Dal Maso è reduce dal prestigioso concorso londinese “Donatella Flick LSO Competition”, un’esperienza che lo vedrà presto protagonista anche sugli schermi televisivi nella serie di Sky Arts dedicata ai nuovi talenti della direzione. Il Coro Lirico Veneto sarà invece guidato dal maestro Alberto Pelosin. La visione scenica è firmata da Giulio Ciabatti, regista di lungo corso che torna a confrontarsi con il capolavoro donizettiano avvalendosi delle scene di Platon Bardhi e dei costumi realizzati in collaborazione con il Teatro Nazionale Sloveno di Maribor.

Il cast vocale vede come protagonista il soprano Giuliana Gianfaldoni nel ruolo di Lucia, reduce da un recente successo all’Opéra National du Capitole di Tolosa. Accanto a lei debuttano nei rispettivi ruoli il baritono cubano Jorge Martínez, nei panni di Enrico, e il tenore sudcoreano Andrew Kim, vincitore dell’ultimo Concorso Internazionale Toti Dal Monte, che interpreterà Edgardo. Completano la compagnia di canto Massimo Frigato, Manuel Fuentes Figueira, Giovanna Lanza e Andrea Schifaudo. L’opera, ambientata in una Scozia di fine XVI secolo segnata da odi familiari e passioni impossibili, mancava dal palco trevigiano dal 2017.

Nelle sue note di regia, Giulio Ciabatti spiega l’evoluzione del suo approccio a questo titolo, che affronta oggi per l’ottava volta. “Il mio sguardo muta con il tempo, a maggior ragione ora che affrontoper l’ottava volta la messa in scena del capolavoro donizettiano che negli anni mi ha tenuto spesso compagnia. Al centro della mia attenzione non c’è solo la passione tormentata, ostaggio degli odi tra clan rivali, non solo i richiami che mai si placano alla vendetta e al sangue da esigere, non solo i richiami ai giovani sui quali grava la morte, temi che ho trattato nelle passate edizioni e che ora imprimo in pochi oggetti scenografici, una pietra nera, un ritratto, pareti grigie, un gelido specchio”. Il regista sottolinea come la sua ricerca si sia spostata verso l’interiorità dei personaggi, dichiarando che “oggi voglio dare ancor maggior risalto alle luci e alle ombre di ciascuno dei protagonisti, ai conflitti che si instaurano tra il dovere (la Legge) e l’anelito a un altro orizzonte (il Desiderio), agli affanni e ai tormenti, alla lotta interiore che li accompagna fino alla scelta di scivolare verso una follia cristallina o al compiersi del proprio destino attraverso un gesto estremo. Credo che compito di un regista non sia quello di cedere al calco didascalico o a un facile estetismo, ma di interrogarsi e interrogare lo spettatore sui gesti e sulle azioni che si producono sotto i nostri occhi e che ci toccano anche quando sfiorano l’indicibile.”

L’allestimento si avvale inoltre di moderne soluzioni tecnologiche per favorire l’accessibilità: oltre ai sovratitoli in italiano e inglese, il pubblico potrà utilizzare l’app “Lyri” per consultare libretto e trama in tempo reale sul proprio smartphone. Prima delle recite, nel Ridotto del Teatro, si terranno gli incontri di approfondimento della rassegna “Oltre la scena”, curati da Elena Filini, per offrire agli spettatori le chiavi di lettura storiche e artistiche necessarie a comprendere appieno la complessità del melodramma romantico di Donizetti.

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