8.6 C
Portogruaro
mercoledì , 18 Marzo 2026

Una messa in San Marco a trent’anni dal rogo della Fenice

11.03.2026 – 15.10 – Venezia si prepara a vivere un momento di profonda commozione e spiritualità per onorare una delle ferite più dolorose della sua storia recente, trasformata nel tempo in un simbolo di indomita rinascita. A trent’anni esatti dal rogo che il 29 gennaio 1996 ridusse in cenere il Gran Teatro La Fenice, la città si ritrova nel cuore pulsante della Basilica di San Marco per una celebrazione che unisce il ricordo del passato alla bellezza eterna dell’arte. Non si tratta solo di una ricorrenza formale, ma di un omaggio corale che vede protagoniste le massime istituzioni culturali e religiose cittadine, chiamate a dare voce a un sentimento di memoria condivisa che ancora oggi vibra nell’animo di ogni veneziano.

Sabato 14 marzo 2026, alle ore 16.00, Sua Eccellenza il Patriarca di Venezia, monsignor Francesco Moraglia, presiederà la Santa Messa nella Basilica Cattedrale di San Marco in occasione di questo significativo trentennale. La celebrazione eucaristica coinciderà con la liturgia prefestiva della quarta domenica di Quaresima, tradizionalmente nota come domenica “Laetare” dall’antifona di ingresso “Rallegrati, Gerusalemme”. Questo particolare momento del calendario liturgico rappresenta una sosta nel rigore quaresimale, uno sguardo rivolto alla gioia pasquale ormai prossima che ben si concilia con il tema della ricostruzione e della vita che prosegue oltre la tragedia.

L’evento vedrà la partecipazione straordinaria dell’Orchestra e del Coro del Teatro La Fenice che, sotto la direzione musicale di Andrea Chinaglia, eseguiranno alcune tra le pagine più luminose della produzione sacra di Wolfgang Amadeus Mozart. Il programma prevede brani dalla Missa in do maggiore KV 220, universalmente nota come “Spatzenmesse” o “Messa dei passeri”, e il celebre mottetto “Ave verum corpus” KV 618. La scelta di queste composizioni mira a interpretare il sentimento di rinascita e la sacralità della memoria attraverso un linguaggio musicale di assoluta purezza. Il cast dei solisti schierato per l’occasione comprende il soprano Michela Antenucci, il contralto Anna Pennisi, il tenore Ruairi Bowen e il basso Arturo Espinosa, con il coordinamento del Maestro del Coro Alfonso Caiani.

L’esecuzione musicale si integrerà perfettamente con la liturgia ufficiale della Cattedrale, grazie alla collaborazione con alcuni cantori della Cappella musicale Marciana. L’antica formazione corale marciana curerà infatti le parti in canto del proprio e dell’ordinario della Messa, creando un dialogo suggestivo tra la tradizione operistica e quella sacra veneziana. Per quanto riguarda la “Spatzenmesse”, composta da un Mozart appena diciannovenne nel 1775, verranno eseguiti il Kyrie, il Credo, il Sanctus, il Benedictus e l’Agnus Dei. In conformità con le norme liturgiche del tempo di Quaresima, sarà invece omesso il Gloria. La composizione deve il suo curioso soprannome alle caratteristiche acciaccature dei violini nel Sanctus, che richiamano il cinguettio dei passeri, donando alla partitura un’atmosfera di gioiosa e rinascente vitalità.

A completare l’omaggio musicale sarà l’esecuzione dell’ “Ave verum corpus”, un mottetto di soli cinquanta battute scritto da Mozart nel giugno del 1791, pochi mesi prima della sua scomparsa. Dedicato all’amico Anton Stoll, direttore del coro di Baden, questo lavoro è considerato un gioiello di semplicità e soave polifonia, nato originariamente per essere eseguito durante la festività del Corpus Domini. In questo contesto, la breve ma intensa pagina mozartiana assumerà il valore di un solenne ringraziamento e di un atto di devozione verso la storia di un teatro che, come l’araba fenice, è saputo risorgere dalle proprie ceneri per tornare a essere il tempio della musica ammirato in tutto il mondo.

Ultime notizie

Dello stesso autore