27.04.2025 – 09:10 – Beatrice Venezi non sarà il prossimo direttore musicale del Teatro La Fenice. È durata meno di un anno e non ha prodotto nemmeno un concerto la nomina a direttore musicale del teatro della maestra toscana, interrotta anzitempo dopo le improvvide dichiarazioni rilasciate al quotidiano argentino La Nación. Il sovrintendente Nicola Colabianchi ha comunicato ieri, domenica 26 aprile, l’annullamento di tutte le collaborazioni future con il maestro, con un comunicato che non lascia spazio a interpretazioni.
Una nomina nata tra le polemiche
Lo scorso 22 settembre era stato proprio Colabianchi a designare Venezi direttore musicale stabile della Fenice a partire dal 1° ottobre 2026, con incarico quadriennale. Una scelta che aveva immediatamente scatenato la reazione dell’orchestra e del coro, convinti che il curriculum della direttrice non fosse all’altezza del prestigio del teatro veneziano. Le proteste dei lavoratori erano state messe in atto con particolare evidenza alla prima dell’anno scorso, con una pioggia di volantini in platea, e durante il concerto di Capodanno del 2026, quando musicisti e coristi si erano presentati indossando una spilla con il disegno di una chiave di violino su sfondo giallo.
La situazione non aveva fatto che aggravarsi nei mesi successivi. A marzo, al momento della ratifica della nomina da parte del Consiglio d’indirizzo della Fondazione, si erano dimessi sia il consulente del teatro Domenico Muti, figlio del celebre direttore d’orchestra Riccardo, sia il consigliere Alessandro Tortato. Intorno al contratto era aleggiata anche una nube di opacità: a chi aveva chiesto di conoscere i dettagli del documento era stato risposto che non era possibile accedervi, con la Fondazione che si era trincerata dietro il proprio statuto di diritto privato.
L’intervista argentina che ha fatto esplodere tutto
A far precipitare definitivamente la situazione è stata un’intervista pubblicata giovedì 23 aprile sul quotidiano argentino La Nación. Venezi, rispondendo alle domande del giornalista, aveva dichiarato: «Io non ho padrini, questa è la differenza. Non provengo da una famiglia di musicisti. E questa è un’orchestra dove le posizioni si tramandano praticamente di padre in figlio». Nell’intervista la direttrice aveva rivolto accuse pesanti all’orchestra veneziana, parlando esplicitamente di “nepotismo” e criticando la qualità del clima interno. Parole che Colabianchi aveva già definito inaccettabili il giorno stesso della pubblicazione, prendendo le distanze e sottolineando «l’ottima qualità» dei musicisti della Fenice. Ma evidentemente non bastava più una smentita: meno di 48 ore dopo, è arrivata la rottura definitiva.
Il comunicato della Fondazione e le reazioni politiche
Nel comunicato ufficiale, la Fondazione spiega che la decisione è maturata «a seguito delle reiterate e gravi dichiarazioni pubbliche del maestro, offensive e lesive del valore artistico e professionale della Fondazione Teatro La Fenice e della sua Orchestra», giudicate «incompatibili con i principi della Fondazione e con la tutela e rispetto dovuto ai Professori d’Orchestra».
Il ministro della Cultura Alessandro Giuli ha dichiarato di prendere atto della decisione «assunta in autonomia e indipendenza» da Colabianchi, confermandogli «la più completa fiducia» e auspicando che la scelta «possa sgomberare il campo da equivoci, tensioni e strumentalizzazioni d’ogni ordine e grado».
Chi è Beatrice Venezi
Venezi ha 36 anni ed è figlia dell’imprenditore immobiliare Gabriele Venezi, che nei primi anni Duemila fu candidato sindaco a Lucca per il partito neofascista Forza Nuova. Dal 2022 è consigliera per la musica al ministero della Cultura. È nota al grande pubblico anche per aver rivendicato il titolo di «direttore» al posto di «direttrice». Al momento è direttrice principale ospite del Teatro Colón di Buenos Aires, dove avrebbe rilasciato l’intervista che ha di fatto segnato la fine del suo rapporto con la Fenice. Il sipario cala così su una vicenda che ha tenuto banco nel mondo musicale italiano per mesi, lasciando aperta la questione di chi guiderà artisticamente uno dei teatri lirici più prestigiosi del mondo.


