Operazione Lux contra tenebras, due arresti per pedopornografia

27.05.2026 – 09:36 – Lux contra tenebras, un’importante operazione di contrasto alla criminalità informatica e alla tutela dei minori, ha preso il via dal costante monitoraggio della rete internet da parte delle forze dell’ordine, svelando una fitta rete di condivisione di materiale illecito nel Nord Italia. L’indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica di Venezia e condotta dagli specialisti della Polizia di Stato, ha fatto luce sulle attività digitali di tre persone insospettabili, portando al sequestro di centinaia di file multimediali e delineando i contorni di un fenomeno che si ramifica ben oltre i confini locali, toccando dinamiche di cooperazione internazionale.

L’attività investigativa, denominata “Lux contra tenebras”, è stata sviluppata dagli specialisti del Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica del Veneto in costante raccordo con il Centro Nazionale per il Contrasto alla Pedopornografia Online (CNCPO). Gli accertamenti tecnici e l’analisi delle tracce digitali lasciate dagli utenti durante la navigazione si sono protratti per diversi mesi, consentendo alla fine di identificare tre soggetti, tutti privi di precedenti di polizia e residenti rispettivamente nelle province di Venezia, Vicenza e Brescia, i quali utilizzavano piattaforme e software dedicati allo scambio di materiale illecito.

Nel corso delle perquisizioni domiciliari eseguite dagli operatori della Polizia Postale, due degli indagati sono stati arrestati in flagranza di reato. Nello specifico, un uomo di sessantasei anni residente nella provincia di Venezia è stato colto dagli investigatori nel momento in cui stava scaricando e condividendo, tramite il proprio personal computer, numerosi file attraverso reti di scambio criptate. Il secondo arrestato è un uomo di quarantanovenne residente nella provincia di Vicenza, trovato in possesso di oltre 500 video di natura pedopornografica all’interno dei dispositivi informatici in suo uso. Per entrambi il Pubblico Ministero di turno della Procura della Repubblica di Venezia ha disposto la misura degli arresti domiciliari in attesa dell’udienza di convalida, mentre il terzo soggetto, residente nella provincia di Brescia, è stato deferito all’Autorità Giudiziaria in stato di libertà.

Le forze dell’ordine hanno proceduto al sequestro di numerosi supporti informatici, tra cui computer, smartphone, supporti di archiviazione digitale e account telematici, sui quali sono state rinvenute centinaia di immagini e video raffiguranti minori, anche in tenerissima età, vittime di abusi sessuali. Tutto il materiale sequestrato sarà ora sottoposto ad approfondite analisi forensi da parte degli specialisti della Polizia Postale per verificare eventuali collegamenti con ulteriori soggetti e identificare possibili reti di condivisione più ampie sul territorio nazionale e internazionale. Le attività si stanno inoltre orientando, nell’ambito della cooperazione internazionale di polizia, all’identificazione delle giovani vittime, che nella maggior parte dei casi risultano risiedere all’estero. Dalle indagini emerge che i soggetti coinvolti appartengono a contesti sociali e professionali eterogenei e conducono una vita apparentemente ordinaria, accomunati da una marcata familiarità con gli strumenti informatici e gli ambienti digitali della rete.

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