04.06.2026 – 08:38 – La Stagione 2026 di Musikàmera si avvia alla conclusione della prima parte della programmazione con l’ultimo appuntamento prima della pausa estiva, fissato per mercoledì 4 e giovedì 5 giugno alle ore 20.00 nella cornice delle Sale Apollinee. Il concerto vede protagonisti il fagottista Paolo Carlini e il pianista Fabrizio Datteri in un percorso musicale che esplora due secoli di repertorio per questo specifico organico strumentale, unendo la tradizione classica centroeuropea alle espressioni del Novecento storico italiano e della contemporaneità. La rassegna offre così al pubblico cittadino un’occasione di approfondimento dedicata a una letteratura cameristica di rara frequentazione nei programmi concertistici tradizionali.
La scelta dei brani in esecuzione si focalizza su una rigorosa selezione cronologica ed estetica. Il programma si apre con le geometrie classiche di Anton Reicha attraverso la sua Sonata in si bemolle maggiore opera postuma, seguita dall’intimismo di stampo romantico della Sonata in mi bemolle maggiore opera 9 di Gustav Schreck. Lo spazio dedicato alla produzione italiana del ventesimo secolo comprende la Suite opera 69 in sol minore di Alessandro Longo, caratterizzata da atmosfere evocative, la Sonatina opera 130 di Mario Castelnuovo-Tedesco, improntata all’originalità neoclassica, e i Tre pezzi opera 30 di Teresa Procaccini, espressione della voce contemporanea per lo strumento. La conclusione del concerto è affidata alla Sonata in sol minore opera 168 di Camille Saint-Saëns, l’estremo e commosso canto del compositore francese.
L’evento si qualifica per lo spessore professionale degli interpreti coinvolti, in particolare per la presenza di Paolo Carlini, musicista che ha ricoperto il ruolo di primo fagotto solista dell’Orchestra della Toscana per oltre trent’anni e che vanta collaborazioni con il Teatro alla Scala e con le principali istituzioni orchestrali del Paese. Carlini è inoltre l’unico fagottista a cui i premi Oscar Ennio Morricone e Luis Bacalov hanno dedicato composizioni solistiche, una centralità artistica a cui si deve lo sviluppo e l’ampliamento del repertorio per fagotto nell’arco degli ultimi tre decenni, grazie a un’attività che unisce l’eccellenza tecnica alla visione interpretativa.


