06.08.2026 – 08:55 – Un’escalation di presunte minacce, atti intimidatori e comportamenti persecutori culminata, secondo gli investigatori, con l’incendio del garage della vittima. È quanto avrebbe portato all’arresto di un 40enne veneziano, raggiunto nei giorni scorsi da un’ordinanza di custodia cautelare in carcere eseguita dalla Polizia di Stato di Venezia nell’ambito di un’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Venezia. Nei giorni scorsi la Polizia di Stato di Venezia ha dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal Gip, nei confronti di un 40enne veneziano indagato per atti persecutori nei confronti di un parente con il quale era legato da un lontano vincolo familiare.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, l’uomo avrebbe posto in essere per diverso tempo continui appostamenti, insulti e minacce di morte, anche attraverso i social network. Gli viene inoltre contestato di aver provocato l’incendio del garage di proprietà della vittima. La persona offesa, sempre secondo quanto emerso dalle indagini, viveva da tempo in una condizione di forte timore per la propria incolumità e per quella dei familiari. Una situazione che l’avrebbe costretta a modificare le proprie abitudini di vita, arrivando a nascondere l’automobile e a dormire fuori casa per il timore di incontrare l’indagato.
L’attività investigativa, coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Venezia, ha consentito agli agenti del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Mestre di delineare, secondo l’accusa, un grave quadro indiziario nei confronti del 40enne e di ricostruirne un profilo ritenuto di particolare pericolosità sociale.
L’indagato risulta avere numerosi precedenti di polizia per reati di furto, ricettazione, resistenza e minaccia. Era inoltre già stato sottoposto alla misura di prevenzione della Sorveglianza Speciale della durata di tre anni, emessa dall’Autorità giudiziaria su proposta del Questore di Venezia, che prevede specifiche prescrizioni e limitazioni di comportamento. Alla luce degli elementi raccolti, il Gip ha disposto nei confronti dell’uomo la misura della custodia cautelare in carcere, eseguita dal personale del Commissariato di Mestre.


