Investimento da 17 milioni nel Veneto Orientale per le nuove Case della Comunità

06.07.2026 – 10:30 – Una nuova rete di assistenza territoriale è entrata pienamente in funzione nel Veneto Orientale, ridisegnando l’accesso ai servizi sanitari per una vasta fetta di popolazione locale. Sei Case della Comunità sono attualmente operative nei comuni di San Donà di Piave, Jesolo, Caorle, Portogruaro, San Michele al Tagliamento e Cavallino-Treporti, coprendo un bacino complessivo di oltre 226.000 cittadini. L’operazione ha richiesto un investimento finanziario superiore ai 17 milioni di euro, stanziati attraverso i fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), del Fondo Sanitario Regionale (FSR), del Fondo Opere Indifferibili e del Fondo GSE. Le strutture puntano a decentrare le cure e a offrire un punto di riferimento continuo per i bisogni non urgenti, riducendo la pressione sui presidi ospedalieri.

L’assistenza medica è garantita 24 ore su 24, 7 giorni su 7, integrando l’attività dei medici di medicina generale, della continuità assistenziale, dei medici territoriali dell’azienda sanitaria, dei pediatri di libera scelta e degli infermieri di famiglia, oltre ai servizi di assistenza domiciliare integrata. Tutte le strutture dispongono di punti prelievo e ambulatori specialistici; per le sedi di Jesolo e San Donà di Piave tali prestazioni sono assicurate direttamente dai presidi ospedalieri adiacenti. Il piano di potenziamento prevede la progressiva calibrazione delle attività ambulatoriali in base ai flussi e alle richieste dell’utenza.

Sul fronte tecnologico e infrastrutturale, le risorse del PNRR sono state impiegate per l’acquisto di nuove strumentazioni dedicate alla diagnostica di base e per lo sviluppo di sistemi informatici legati alla telemedicina. Questi ultimi dispositivi verranno installati non solo all’interno delle Case della Comunità, ma anche nelle farmacie, nelle case di riposo e negli ambulatori del territorio per estendere la rete di prossimità. Parallelamente, l’azienda sanitaria ha avviato percorsi formativi specifici per il personale del PUA, finalizzati alla gestione delle necessità assistenziali e amministrative della popolazione anziana, e ha pianificato l’integrazione delle strutture con le realtà del terzo settore e con l’Ambito Territoriale Sociale.

I vertici dell’azienda sanitaria hanno sottolineato il valore strategico della riconversione assistenziale. Il Direttore Generale dell’ULSS 4, Carlo Bramezza, ha dichiarato: “Stiamo assistendo a una vera rivoluzione dell’assistenza territoriale. Con l’invecchiamento della popolazione crescono i bisogni di cura e di prossimità, e le Case della Comunità nascono proprio per dare una risposta concreta e quotidiana a queste esigenze, offrendo un punto di riferimento sempre disponibile per chi ha bisogno di assistenza, penso alla gestione della cronicità piuttosto che alla continuità assistenziale quando il proprio medico non è reperibile. È un percorso che chiede anche ai cittadini di imparare a conoscere e utilizzare questi nuovi servizi per le necessità non urgenti, contribuendo così ad alleggerire i pronto soccorso e gli ambulatori di medicina generale e a garantire a tutti una risposta più appropriata.” Il Direttore dei Servizi Socio-Sanitari dell’ULSS 4, Eddi Frezza, ha aggiunto: “Le Case della Comunità sono strutture pensate per evolversi insieme ai bisogni della popolazione. L’offerta ambulatoriale non è statica: viene monitorata costantemente e potrà essere ampliata o rimodulata proprio a partire dalle richieste che arrivano dal territorio, per garantire risposte sempre più mirate alle esigenze reali dei cittadini.”

Ultime notizie

Dello stesso autore