14.09.2026 – 09:22 – Portare le cure direttamente a casa delle persone fragili, garantendo continuità assistenziale e supporto alle famiglie. È questo il ruolo dell’assistenza domiciliare nell’ULSS4 del Veneto Orientale, un servizio di prossimità che ogni anno prende in carico circa 7.350 pazienti e raggiunge complessivamente quota 129.000 accessi domiciliari. Un modello integrato che coinvolge infermieri, infermieri di famiglia e comunità, fisioterapisti e specialisti e che punta a mantenere la persona nel proprio ambiente di vita, quando le condizioni cliniche lo consentono.
L’ULSS4 del Veneto Orientale valorizza e consolida l’assistenza domiciliare quale servizio fondamentale per la tutela della salute e la cura della persona. La cura a domicilio rappresenta infatti un presidio essenziale per tutti i cittadini, di qualsiasi fascia d’età, che vivono in condizioni di fragilità o non autosufficienza e per i quali l’allontanamento dalla propria abitazione risulterebbe complesso o potenzialmente dannoso per il quadro clinico. “L’obiettivo, in sinergia con i Medici di medicina generale e i Pediatri, è garantire la continuità assistenziale tra un setting di cura e un altro, ridurre i ricoveri impropri, favorire il mantenimento o il recupero delle capacità funzionali e stimolare l’educazione terapeutica rivolta sia al paziente che ai famigliari che lo assistono – spiega Barbara Termini, Direttore sostituto UOC Cure Primarie Ulss4 – La casa è il primo luogo di cura e il professionista sanitario che opera a domicilio porta competenza e professionalità in un contesto delicato e riservato come quello dell’abitazione, e questo richiede attenzione, capacità di adattamento e ascolto”.
I numeri confermano la centralità dell’assistenza domiciliare nel territorio dell’ULSS4. Ogni anno sono circa 7.350 i pazienti presi in carico, di cui oltre 6.400 con più di 65 anni, per un totale complessivo di circa 129.000 accessi domiciliari. Il servizio si basa su una stretta sinergia tra diverse professionalità. Operano in modo coordinato gli infermieri dell’Assistenza Domiciliare Integrata (ADI), gli infermieri di famiglia e comunità e i fisioterapisti, affiancati da specialisti dedicati all’ambito sociosanitario e da figure ad alta specializzazione. Tra queste rientrano gli esperti nella cura delle ferite complesse e croniche e nella gestione degli accessi venosi centrali.
L’approccio multidisciplinare consente di garantire una gamma articolata di interventi sociosanitari. Tra le attività rientrano le medicazioni avanzate, le terapie endovenose, la gestione delle nutrizioni artificiali, i prelievi ematici, la gestione dei cateteri vescicali e delle stomie. Il lavoro quotidiano comprende inoltre il monitoraggio dei parametri vitali e dell’aderenza terapeutica, i trattamenti fisioterapici mirati e la valutazione clinica necessaria per l’assegnazione degli ausili più idonei.
Accanto alle prestazioni sanitarie, l’assistenza domiciliare comprende una componente relazionale ed educativa. L’efficacia degli interventi è infatti legata anche al supporto e alla formazione continua rivolti ai caregiver e ai familiari che assistono quotidianamente la persona. La rete familiare rappresenta così un elemento importante per assicurare continuità nelle cure e sicurezza nell’ambiente domestico.
“L’assistenza domiciliare è un servizio fortemente strategico per la prossimità e per l’interazione costante con il nostro territorio. Portare le cure e le professionalità direttamente nella casa delle persone non significa soltanto erogare interventi sanitari, ma sostenere da vicino le famiglie nei momenti di maggiore fragilità, garantendo continuità assistenziale, dignità e qualità della vita.” Lo sottolinea il Direttore Generale dell’ULSS4 Carlo Bramezza, evidenziando il ruolo dell’assistenza a domicilio nel rapporto tra servizi sanitari, pazienti e territorio.


