Affido e solidarietà familiare, a Venezia cresce la rete dell’accoglienza

13.10.2026 – 10:07 – A Venezia la disponibilità delle famiglie ad affiancare bambini e ragazzi nei momenti di fragilità continua a crescere, e lo fa in un contesto in cui i bisogni intercettati dai servizi sociali stanno cambiando natura: a settembre sono stati attivati nel territorio comunale 30 progetti di solidarietà familiare, che coinvolgono 40 minori e più di 40 famiglie accoglienti, mentre sul fronte dell’affido risultano 72 i minori residenti attualmente accolti, con circa 70 famiglie impegnate, a cui se ne aggiungono altre 40 che hanno già completato il percorso di formazione e conoscenza e sono pronte ad accogliere.

Si tratta di numeri che l’amministrazione legge come il segno di una sensibilità più diffusa. “Il significativo aumento delle disponibilità ci dice che nella nostra città cresce la consapevolezza che ciascuno può dare un contributo concreto alla tutela dei bambini e al sostegno delle famiglie – dichiara l’assessore alla Coesione sociale Ermelinda Damiano – Non esiste un unico modo per accogliere o essere di aiuto: accompagnare un ragazzo nelle sue attività, dedicare del tempo allo studio o rappresentare una presenza affidabile nella quotidianità può avere un grande valore. Il nostro impegno è continuare ad allargare questa rete, facendo incontrare i bisogni delle famiglie con la disponibilità di cittadini, associazioni e comunità e rafforzando relazioni capaci di intervenire anche prima che una situazione di fragilità diventi più grave”.

Le due forme di intervento, pur appartenendo allo stesso orizzonte, rispondono a situazioni distinte. Nella solidarietà familiare il minore resta all’interno del proprio nucleo e viene affiancato, insieme ai genitori, attraverso un progetto costruito sulle necessità concrete, che può andare dall’aiuto nello studio all’accompagnamento alle attività extrascolastiche, dalla condivisione di alcuni momenti della quotidianità al sostegno temporaneo a una famiglia che attraversa una fase difficile, con l’obiettivo di rafforzare le capacità genitoriali e di costruire attorno ai più giovani una rete di relazioni affidabili, anche in chiave preventiva. L’affido familiare interviene invece quando la famiglia d’origine non è temporaneamente in grado di rispondere in modo adeguato ai bisogni del bambino o del ragazzo, e prevede l’accoglienza del minore in un’altra famiglia, mantenendo al centro il progetto di tutela e il rapporto con il nucleo d’origine.

A questi percorsi si affiancano quelli che riguardano 30 minori stranieri non accompagnati, la maggior parte dei quali è accolta all’interno della propria rete parentale, mentre dieci si trovano presso famiglie del territorio. A mutare, negli ultimi anni, è anche la fisionomia delle fragilità che arrivano all’attenzione dei servizi: alle difficoltà economiche si associano con maggiore frequenza l’isolamento sociale, l’indebolimento delle reti parentali e di vicinato, la conflittualità all’interno delle famiglie e le difficoltà educative e relazionali, mentre si consolidano i bisogni dei nuclei con un solo genitore, delle famiglie con figli adolescenti e di quelle che affrontano percorsi migratori. Di fronte a questo quadro assume un peso particolare la possibilità, per bambini e ragazzi, di incontrare adulti significativi e relazioni di fiducia capaci di accompagnarli nelle fasi più delicate della crescita.

Per questo il Comune sta rafforzando le attività di informazione e sensibilizzazione rivolte alla cittadinanza, attraverso incontri, iniziative diffuse sul territorio, testimonianze di famiglie che hanno già intrapreso questi percorsi e il coinvolgimento di associazioni e reti di comunità, nell’intento di far conoscere la solidarietà familiare anche nelle sue forme più flessibili, che non si esauriscono nell’accoglienza ma comprendono la possibilità di offrire tempo e disponibilità secondo le caratteristiche e le possibilità di ciascuna persona o famiglia.

Il lavoro su questi temi è al centro anche della quattordicesima edizione di “Dritti sui Diritti – Anche ad ottobre mi affido!”, promossa dall’Assessorato alla Coesione sociale attraverso il Servizio Infanzia e Adolescenza e in programma fino al 24 novembre. La rete risulta in espansione rispetto al 2025, quando la tredicesima edizione aveva coinvolto 68 realtà nella realizzazione di circa 47 eventi: nel giro di un anno i soggetti partecipanti sono aumentati di circa il 13%, mentre gli appuntamenti sono cresciuti di almeno il 17%. Incontri, attività educative, spettacoli e momenti di confronto portano così sul territorio un impegno che prosegue per tutto l’anno sui temi dell’affido, della prevenzione e della tutela dell’infanzia, con l’obiettivo di intercettare nuove disponibilità e di consolidare una cultura dell’accoglienza diffusa.

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