Crescere Senza Violenza, a Venezia nasce un nuovo progetto di educazione

23.10.2026 – 08:52 – A Venezia prende il via “Crescere Senza Violenza”, un progetto triennale che punta a rafforzare la prevenzione della violenza di genere e della violenza assistita attraverso un lavoro condiviso tra scuole, famiglie, servizi socio-sanitari, associazioni e realtà sportive. L’iniziativa, presentata al Municipio di Mestre, coinvolgerà progressivamente diversi contesti della vita quotidiana, con attività educative rivolte alle nuove generazioni e percorsi di formazione per gli adulti di riferimento. L’obiettivo è promuovere relazioni basate sul rispetto, sulla parità e sul consenso, costruendo una rete territoriale capace di riconoscere i segnali di disagio e intervenire precocemente. La presentazione è stata anche l’occasione per illustrare i dati relativi all’attività del Centro Antiviolenza del Comune di Venezia nel 2025, che restituiscono la dimensione dell’impegno necessario per sostenere le donne e i minori coinvolti in situazioni di violenza.

Il progetto “Crescere Senza Violenza” è promosso dal Comune di Venezia attraverso l’Area Coesione Sociale e il Centro Antiviolenza, sviluppato dalla Cooperativa La Esse e sostenuto dai fondi europei del programma PN Metro Plus e Città Medie Sud 2021-2027. Il percorso avrà una durata di tre anni, con attività che inizieranno a novembre e proseguiranno fino al 2029. La presentazione si è svolta al Municipio di Mestre alla presenza dell’assessore alle Politiche sociali e giovanili Ermelinda Damiano, del dirigente del Settore Servizi alla Persona del Comune di Venezia Alberto Cigana, della responsabile del Centro Antiviolenza Patrizia Marcuzzo e della psicologa e coordinatrice del progetto per la Cooperativa La Esse, Claudia Stefani.

L’iniziativa si basa su un approccio integrato che mira a superare la frammentazione degli interventi, coinvolgendo direttamente i luoghi in cui si sviluppa la quotidianità delle persone. Scuole, impianti sportivi, associazioni e servizi sanitari e socio-assistenziali diventano così parte di una strategia comune, con l’obiettivo di diffondere strumenti di prevenzione e rafforzare la collaborazione tra le diverse realtà del territorio.

“Il progetto ‘Crescere Senza Violenza’ rappresenta un ulteriore passo avanti nell’impegno che il Comune di Venezia porta avanti da anni nella prevenzione della violenza di genere e nella promozione di una cultura del rispetto – ha dichiarato l’assessore Damiano – L’elemento qualificante del progetto è l’avvio di un percorso educativo fin dalla prima infanzia, attraverso interventi rivolti alle Scuole dell’Infanzia, Primarie e Secondarie di Primo Grado, che coinvolgono in modo integrato alunne e alunni, docenti e genitori. La durata triennale, con azioni continuative e diffuse fino al 2029, consentirà di consolidare nel tempo gli interventi e rafforzare la collaborazione tra istituzioni scolastiche, famiglie e servizi del territorio. La prevenzione richiede infatti una strategia strutturata e condivisa, capace di incidere sui modelli culturali e relazionali fin dalle prime fasi della crescita. Investire nell’educazione al rispetto, alla parità e al consenso significa contrastare alla radice la violenza di genere e la violenza assistita, contribuendo a costruire una comunità più consapevole e a garantire alle nuove generazioni ambienti di crescita sicuri e inclusivi”.

Una parte centrale del progetto sarà dedicata agli istituti comprensivi, con attività differenziate in base all’età degli alunni. Nelle scuole dell’infanzia, il percorso utilizzerà esperienze pratiche, albi illustrati e giochi di ruolo per aiutare i bambini a sviluppare la consapevolezza del proprio corpo e dei confini personali. Nella scuola primaria, invece, l’attenzione si concentrerà sull’empatia e sulla gestione delle emozioni. Per le scuole secondarie di primo grado sono previsti laboratori basati sulle tecniche del teatro sociale, attraverso i quali affrontare le dinamiche delle relazioni sentimentali tra adolescenti, la prevenzione del cyberbullismo e il superamento degli stereotipi di genere.

Accanto alle attività rivolte a bambine, bambini e adolescenti, il progetto prevede momenti di formazione per gli insegnanti, con l’obiettivo di rafforzare la capacità di riconoscere eventuali segnali di disagio, e occasioni di confronto con i genitori. L’intento è favorire un linguaggio condiviso sui temi dell’affettività, del rispetto reciproco e dell’educazione al consenso, creando una continuità tra il lavoro svolto a scuola e quello all’interno delle famiglie.

La prevenzione si estenderà anche agli ambienti sportivi e associativi, considerati luoghi importanti di aggregazione e crescita. I laboratori coinvolgeranno allenatrici, allenatori, personale educativo e volontari delle associazioni locali, con l’obiettivo di promuovere relazioni paritarie e contrastare pregiudizi, comportamenti prevaricatori e dinamiche di possesso e controllo. Il percorso punta a rafforzare il ruolo dello sport e del tempo libero come spazi sicuri e inclusivi, nei quali favorire il rispetto e le pari opportunità.

“Il nostro intervento nasce dalla volontà di offrire alle figure educative strumenti metodologici concreti per accompagnare ragazzi e ragazze nella costruzione di relazioni sane e consapevoli – ha sottolineato Claudia Stefani, psicologa e coordinatrice del progetto per la Cooperativa La Esse – Lavorare sull’ascolto, sull’empatia e sul riconoscimento del consenso significa dare alle persone adulte di riferimento le chiavi per intercettare precocemente ogni forma di discriminazione e di violenza e allo stesso tempo favorire un contesto culturale in grado di prevenirle”.

Un altro asse dell’iniziativa riguarda il rafforzamento della rete socio-sanitaria. Il progetto prevede una formazione specialistica accreditata destinata alle professioniste e ai professionisti della Rete Aiuto Donna dell’ULSS 3 Serenissima e dell’Area Coesione Sociale del Comune di Venezia. Gli incontri, condotti da esperte di livello nazionale, coinvolgeranno servizi territoriali come pediatria, ginecologia e consultori, oltre alla sanità ospedaliera e alla medicina generale. L’obiettivo è fornire strumenti operativi per la valutazione del rischio e la gestione condivisa dei casi di maltrattamento e abuso.

La costruzione di una rete stabile tra istituzioni, servizi sanitari, scuole e terzo settore rappresenta uno degli obiettivi di lungo periodo di “Crescere Senza Violenza”. Tra le realtà già coinvolte figurano scuole di diverso ordine e grado del Comune di Venezia, i Servizi educativi comunali, la Polisportiva Il Terraglio, l’Azienda sanitaria ULSS 3 Serenissima, la Rete ad Alta intensità educativa, il Pool scuola e l’Ufficio scolastico provinciale. Il lavoro congiunto punta a rendere più coordinati gli interventi e a consolidare sul territorio una rete in grado di contribuire alla prevenzione della violenza e alla tutela delle nuove generazioni.

La presentazione del progetto ha offerto anche l’occasione per fare il punto sull’attività del Centro Antiviolenza del Comune di Venezia nel 2025. Nel corso dell’anno, 455 donne hanno avuto un primo contatto con il servizio e 332 hanno scelto di intraprendere un percorso di uscita dalla violenza con il supporto delle operatrici. Nelle quattro case rifugio comunali sono state accolte 19 donne e 23 figli e figlie minorenni. Altre 99 persone, di cui 53 donne e 46 minori, hanno usufruito di forme di ospitalità extra-rifugio. I dati riguardano anche le attività di prevenzione e sensibilizzazione svolte sul territorio. Nel 2025 sono state organizzate 177 iniziative in collaborazione con cittadini, scuole e associazioni, con particolare attenzione agli appuntamenti di Marzo Donna e Novembre Donna. Nelle scuole secondarie di secondo grado sono stati inoltre realizzati 77 interventi laboratoriali dedicati alla sensibilizzazione e alla prevenzione della violenza di genere.

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