15.01.2026 – 12:00 – Venezia continua il suo percorso di memoria e responsabilità civile con la posa di 13 nuove Pietre d’Inciampo, avvenuta tra il centro storico, Trivignano e Marghera. Piccoli sanpietrini d’ottone incastonati nel suolo urbano, accanto ai quali una rosa rossa richiama il sacrificio di vite spezzate. Su ciascuna pietra sono incisi un nome, un cognome e un indirizzo: l’ultimo luogo di libertà di cittadini veneziani deportati nei campi di concentramento e di sterminio nazisti. Le nuove Stolpersteine ricordano tredici persone: cinque internati militari italiani, sei perseguitati razziali e, per la prima volta a Venezia, un lavoratore coatto. Le pietre sono state collocate davanti alle abitazioni dalle quali queste persone vennero strappate alla loro quotidianità.
L’iniziativa si inserisce nel cammino che accompagna la città verso la Giornata della Memoria del 27 gennaio ed è promossa dalla Presidenza del Consiglio Comunale di Venezia insieme alla Comunità Ebraica di Venezia, al Centro Tedesco di Studi Veneziani, al Consiglio d’Europa – Sede Italiana di Venezia e all’Iveser.
Durante la cerimonia, la presidente del Consiglio comunale Ermelinda Damiano ha sottolineato il valore simbolico dell’iniziativa: “E’ un momento molto importante per la nostra città, perché le Pietre d’Inciampo sono il simbolo del Mese della Memoria e perché con esse restituiamo un nome, dignità e ricordo a quei concittadini strappati alla vita dal luogo della loro quotidianità, ovvero la propria casa. Le Stolpersteine siano per davvero un inciampo fisico ed emotivo per chi attraversa Venezia – ha spiegato la presidente Ermelinda Damiano, che ha ringraziato le associazioni e le scuole presenti lungo l’itinerario: la Vendramin Correr, la Marco Polo e la Giacinto Gallina – Per gli studenti è questa una occasione importante, per riflettere sul passato e per leggere il presente. L’antisemitismo non appartiene più solo ai libri di storia. Scritte sui muri, insulti sui social, aggressioni fisiche: sono segnali di un clima che si sta nuovamente deteriorando. E questo dimostra che la memoria non è mai garantita per sempre: va coltivata, difesa e trasformata in vigilanza civile ogni giorno”.
Sull’attualità delle Pietre d’Inciampo è intervenuto anche il presidente della Comunità Ebraica di Venezia, Dario Calimani: “Il pericolo oggi sta anche nell’indifferenza, ma il male che viene fatto a qualcuno ricade anche su noi stessi. Non possiamo dichiararci estranei e girarci dall’altra parte”. Calimani ha inoltre ringraziato l’artista tedesco Gunter Demnig, ideatore del progetto delle Stolpersteine, oggi oltre 170mila in 32 Paesi, presente personalmente alla posa delle pietre: “E’ impressionante quanto ha fatto quest’uomo, che si è dedicato agli altri e alla loro memoria”.
Con le nuove installazioni, Venezia raggiunge quota 210 Pietre d’Inciampo, dando forma a un grande mosaico urbano della memoria che, per la prima volta, si estende anche a Marghera. Il presidente della Municipalità Venezia Murano Burano Marco Borghi ha ricordato la prima pietra posata dodici anni fa: “Stiamo vivendo un momento drammatico ma la nostra presenza in questo campo significa che ci sono persone, allora come oggi, che non si girano dall’altra parte. Tutti noi, ricordiamo, siamo possibili Stolpersteine”. La posa delle pietre è anche un impegno collettivo: la comunità è chiamata alla loro cura, alla pulizia periodica e alla partecipazione alle visite guidate che si svolgono durante l’anno, rendendo cittadini e studenti custodi attivi della memoria del Novecento.
Gunter Demnig ha ricordato il senso profondo del progetto: “Una persona smette di vivere quando viene dimenticato il proprio nome, da qui la mia idea e la posa della prima pietra che avvenne a Colonia. E dopo tutti questi anni non si pensi che sia diventata routine, perché la memoria c’è, e con essa altre persone: parenti, amici. Diventa realtà e vissuto”.
Nel centro storico sono state posate sette Pietre d’Inciampo, da Campo Santa Maria Formosa a Calle Schiavolina, in memoria di Loris Cimarosti, Carlo Levi, Elfriede Foerder, Alessandro Ottolenghi, Piero Andreatta, Mario Turcati e Gaetano Franzoso. Nel pomeriggio il percorso è proseguito a Trivignano, in via della Chiesa 23, dove sono state ricordate Ester Altberger, Erminia Braun, Roberto Braun e Francesco Braun, alla presenza di autorità comunali e municipali, della Comunità Ebraica di Venezia e di Olga Neerman, sopravvissuta alla Shoah, accolta dagli studenti della scuola “Rita Levi Montalcini”.
Nel suo intervento, Neerman ha dichiarato: “Queste piccole targhe d’ottone sono pietre viventi che illuminano le vite spezzate dalla persecuzione e ci ricordano che tutto può ricominciare. Le pietre d’inciampo ci chiedono memoria, consapevolezza e rispetto, perché il ricordo di chi non è tornato sia un monito per il presente e per l’umanità intera”.
Il presidente della Municipalità di Chirignago-Zelarino Francesco Tagliapietra ha ricordato la storia del piccolo Roberto Braun: “Queste quattro Pietre d’Inciampo sono un tributo di rispetto e umanità, e ci ricordano l’impegno a difendere sempre libertà, giustizia e dignità umana”.
A chiudere il percorso, Marghera, dove davanti al Municipio sono state posate due pietre in memoria di Virginio Valt e Bruno Mario Casellato. Il presidente della Municipalità Teodoro Marolo ha ribadito “l’importanza del ricordo e della memoria per fare in modo che non si ripeta quanto avvenuto in passato”.


