San Donà, trentasei visite nel primo Open day di Urologia

23.06.2026 – 09:34 – L’ospedale di San Donà di Piave ha ospitato domenica 21 giugno il primo Open day dedicato all’Urologia, un’iniziativa mirata all’abbattimento delle liste d’attesa che ha consentito di visitare trentasei pazienti in un’unica giornata. L’appuntamento ha messo in luce le attività e i volumi operativi dell’Unità Operativa Complessa di Urologia dell’Ulss 4 Veneto Orientale, un reparto che fa registrare una significativa mobilità attiva da fuori regione grazie all’impiego della chirurgia robotica e a percorsi di cura certificati per le patologie oncologiche.

L’attività ambulatoriale si è svolta in modo continuativo dalle ore 8:00 alle ore 18:00, impegnando una squadra composta da due medici e due infermieri nella gestione clinica e nell’accoglienza. Nel corso della giornata sono stati assistiti trentasei cittadini: trenta hanno usufruito di una prima visita urologica, mentre sei sono stati sottoposti a uroflussometria, un esame diagnostico non invasivo impiegato per identificare eventuali ostruzioni o problematiche legate allo svuotamento della vescica. Alla giornata ha preso parte anche il consigliere comunale di San Donà, Giuseppe Cotroneo.

L’iniziativa si inserisce nel quadro programmatico di un reparto con base all’ospedale di Portogruaro, organizzato per assicurare l’assistenza urologica e andrologica nell’intero territorio aziendale. I volumi di attività dell’Unità Operativa Complessa registrano una media annuale di 30.000 prestazioni ambulatoriali, ripartite tra i presidi di San Donà di Piave, Jesolo e Portogruaro, dato che include anche gli accessi provenienti dai servizi di pronto soccorso. Sul fronte chirurgico si contano 1.500 interventi all’anno; di questi, 250 vengono eseguiti tramite l’ausilio della tecnologia robotica per il trattamento di patologie tumorali e funzionali che colpiscono l’apparato urinario maschile e femminile – nello specifico reni, ureteri e vescica – oltre all’apparato genitale maschile, comprendente prostata e organi riproduttivi.

L’impiego della tecnologia robotica rappresenta un fattore di attrazione oltre i confini aziendali, come dimostra il fatto che il 20 per cento dei pazienti trattati proviene dal Friuli Venezia Giulia e da altre regioni italiane. La qualità dei percorsi diagnostico-terapeutici ha ricevuto inoltre riconoscimenti ufficiali. Nel 2025, la Fondazione Onda ha conferito alla struttura il Bollino Azzurro per la gestione del tumore della prostata, mentre la Società Italiana di Urologia (Siu) ha assegnato il Bollino Arancione per i percorsi specifici dedicati ai tumori renali.

A delineare le caratteristiche operative della struttura è il primario di Urologia, Michele Amenta: “Pur essendo ospedali spoke, la nostra Urologia è un punto di riferimento per il territorio e per chi viene da fuori Ulss. A fungere da richiamo è la chirurgia robotica, ma ciò che distingue il nostro lavoro è anche l’attenzione alla persona. Il nostro paziente non è mai un numero. C’è una squadra infermieristica e di operatori sanitari in forza al reparto e agli ambulatori specialistici molto forte, capace di accompagnare il paziente in ogni fase del percorso di cura”.

Alle considerazioni del primario si aggiungono quelle del Direttore generale dell’Ulss 4, Carlo Bramezza, che ha dichiarato: “L’Urologia dell’Ulss 4 è un esempio di ciò che la medicina per il territorio dovrebbe essere. Parliamo di eccellenza clinica e tecnologica che non perde di vista la dimensione umana. Ringrazio tutto il personale per il lavoro quotidiano e per la disponibilità dimostrata anche in questa giornata di Open day”.

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