Polizia: controlli, espulsioni e allontanamenti in via Cappuccina

28.08.2026 – 09:25 – La Polizia di Stato di Venezia ha condotto una serie di controlli straordinari a Mestre, concentrandosi in via Cappuccina e nelle zone adiacenti per contrastare lo spaccio di sostanze stupefacenti e i reati contro il patrimonio. Le operazioni, nate anche a seguito di una segnalazione avanzata dal distretto sanitario locale a causa della presenza di soggetti molesti, hanno portato all’identificazione di 51 persone e all’adozione di vari provvedimenti amministrativi e giudiziari, tra cui spicca la prima applicazione a Venezia delle norme del Patto UE sulla Migrazione ed Asilo introdotte con il Decreto Legge 100/2026.

L’attività sul campo è stata coordinata dal Commissariato di Pubblica Sicurezza di Mestre e ha visto la partecipazione dell’Ufficio Immigrazione e della Polizia Scientifica della Questura di Venezia, affiancati dall’unita cinofila e dal Nucleo Commercio della Polizia Locale. Sei dei soggetti fermati, tutti con precedenti specifici, sono stati condotti in ufficio per accertamenti. A seguito dei rilievi, un giovane cittadino nordafricano irregolare, trovato in possesso di una modica quantità di hashish e sanzionato per uso personale, è stato colpito da un decreto di espulsione firmato dal Questore con divieto di rientro per dieci anni. Un cittadino senegalese, già allontanato da Mestre lo scorso novembre per tre anni con Foglio di Via, è stato rintracciato nuovamente in via Cappuccina e denunciato a piede libero per la violazione della misura di prevenzione prima di essere allontanato dalla zona.

I controlli hanno riguardato anche tre cittadini stranieri con precedenti per borseggio a Venezia, per i quali è stato disposto l’allontanamento dal territorio nazionale; tra loro, una persona è stata denunciata per inosservanza del Daspo Urbano emesso a marzo e un’altra per aver fornito un’identità falsa. Un ulteriore intervento ha interessato un venticinquenne nordafricano con precedenti per spaccio: il giovane, richiedente asilo e quindi non espellibile, è stato sottoposto all’obbligo di firma tre volte alla settimana presso il Commissariato locale, segnando l’esordio operativo in città delle nuove procedure previste dal quadro normativo europeo e nazionale. Sul fronte degli esercizi commerciali, il Nucleo Commercio ha ispezionato quattro attività di via Cappuccina e vie limitrofe, diffidandole tutte per irregolarità legate a prezzi o orari non esposti, assenza del responsabile tecnico e occupazione di suolo pubblico priva di adeguate autorizzazioni. Viene precisato che la responsabilità penale degli indagati dovrà essere accertata con sentenza irrevocabile.

In merito alle operazioni condotte, il Questore di Venezia, dott. Antonio Sbordone, ha affermato: “In tutto il territorio di Mestre stiamo implementando i servizi di controllo, in particolare nelle aree più critiche. In via Cappuccina, nei pressi del Distretto sanitario, tali controlli, finalizzati prioritariamente a garantire condizioni di sicurezza e di maggiore serenità agli utenti ed ai dipendenti della struttura, stanno fornendo buoni risultati. L’attività continuerà nel prossimo periodo, come continuerà e sarà consolidata la sinergia istituzionale con i vertici dell’Azienda Sanitaria, che colgo l’occasione per ringraziare per la collaborazione.”

A sua volta, il Direttore generale dell’Ulss 3 Serenissima, dott. Massimo Zuin, ha rilasciato la seguente dichiarazione: “Anche le sedi del servizio sanitario, come ogni altra attività del vivere civile, chiedono di poter operare in un contesto di sicurezza e di legalità. La Direzione dell’Azienda sanitaria, che in proposito ha avviato un dialogo fattivo con la Questura, plaude all’impegno profuso dalle Forze dell’Ordine: dai controlli diffusi e dalle azioni di prevenzione messe in atto anche in via Cappuccina, con gli esiti significativi di questi giorni, traggono beneficio sia i cittadini che afferiscono alla Casa della Comunità, sia gli operatori della stessa struttura. Anche alla luce dei risultati conseguiti, il dialogo con la Questura prosegue, e si valutano insieme l’opportunità e la necessità di interventi altrettanto efficaci in altre aree, in primis nell’area della Casa della Comunità di Marghera, così da garantire alla cittadinanza un accesso sicuro ai servizi e così da consentire agli operatori delle strutture dell’Ulss 3 di svolgere i propri compiti senza pressioni indebite e senza aggravio di preoccupazioni improprie”.

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