04.09.2026 -14:04 – Un viaggio a piedi attraverso tutti i 574 comuni del Veneto per ritrovare, a dieci anni di distanza, le stesse comunità e misurare l’impatto del tempo su un territorio in continua evoluzione. Lo Spazio della Regione del Veneto e della Veneto Film Commission, presso l’Hotel Excelsior del Lido di Venezia, ha fatto da cornice alla presentazione di “Alma veneta – dieci anni dopo il cammino”, cortometraggio scritto da Jesusleny Gomes, diretto da Riccardo Gelsumino e prodotto da Matteo Silvestri per Hurricane Film Studio Production.
Il film documenta il ritorno della protagonista nei luoghi del suo storico percorso, offrendo uno spaccato autentico della regione attraverso i volti e le voci di contadini, artigiani, gondolieri e residenti. L’opera affronta il nodo del rapporto tra le radici culturali e le trasformazioni sociali ed economiche accelerate dagli ultimi anni, dall’espansione del turismo fino alle conseguenze della pandemia. L’evento, moderato dall’attrice Monica Vallerini, ha visto la partecipazione dell’autrice, del regista e del produttore, ed è stato l’occasione per avviare una tavola rotonda incentrata sulla salvaguardia delle identità locali di fronte alla crescita dei flussi turistici.
Nel corso della discussione si è affrontato il tema dell’equilibrio tra la dimensione economica del settore e il rispetto dell’identità territoriale. “Il Veneto è la prima regione italiana per turismo, con oltre 74 milioni di presenze e 22 milioni di arrivi. Ma i numeri da soli non bastano: le tradizioni non vanno soltanto conservate, vanno fatte vivere. Questo cortometraggio racconta bene quella tensione. C’è un turismo lento, fatto di cammino e di incontro, che è forse il modo più autentico di vivere il territorio. È quello che dobbiamo continuare a valorizzare”, ha dichiarato il vicepresidente e assessore regionale al Turismo, Lavoro e Sicurezza Lucas Pavanetto.
L’analisi dell’impatto culturale del film ha evidenziato come le piccole testimonianze quotidiane costituiscano la struttura portante della memoria collettiva locale. “Quello che apparentemente sembra un racconto di viaggio apre in realtà una riflessione più profonda: come si mantiene vivo il rapporto tra le persone e il territorio che abitano, mentre tutto cambia intorno? Le storie raccolte in questo film — il contadino con la sua quercia, il panificio con il lievito madre, il gondoliere che ha studiato per restare a Venezia — danno una risposta concreta. Si tratta di scelte quotidiane, non eroiche. E per questo sono così vere”, ha aggiunto l’assessore regionale all’Istruzione, Formazione e Cultura Valeria Mantovan.


