Teatro, a San Stino di Livenza la riscoperta de Il Conte Caramella

11.09.2026 – 14:00 – Dopo quasi tre secoli di oblio, torna sul palco una pagina dimenticata del patrimonio musicale veneziano grazie a un complesso lavoro di ricerca filologica e musicologica. San Stino di Livenza si appresta a ospitare la prima esecuzione in tempi moderni de “Il Conte Caramella”, dramma giocoso composto da Baldassarre Galuppi su libretto di Carlo Goldoni. L’evento, che rappresenta una vera e propria prima mondiale, si inserisce nelle attività di valorizzazione culturale del progetto europeo Interreg ITA-SLO BEroots ed è promosso da VeGAL con il patrocinio del Comune.

Il Teatro Romano Pascutto aprirà le sue porte al pubblico per due appuntamenti: un’anteprima da Il Conte Caramella dedicata alle scuole e alle strutture per anziani giovedì 8 ottobre alle 18 e la prima ufficiale venerdì 9 ottobre alle 20.45. La riscoperta dell’opera, rappresentata per la prima volta nel 1751 al Teatro San Samuele di Venezia e andata in scena l’ultima volta ad Amsterdam nel 1760, è il frutto di oltre dieci anni di studi condotti dal professor Alessandro Maurutto, curatore della restituzione e dell’edizione critica. La nuova produzione adotta criteri di esecuzione storicamente informata, affidata a un ensemble barocco specializzato nel repertorio veneziano, un’orchestra di circa venti elementi e sette cantanti.

L’opera appartiene al filone del dramma comico per musica, un genere che nella Venezia del Settecento univa la comicità all’osservazione sociale. Al centro della trama figurano le vicende di un conte creduto morto in battaglia che fa ritorno alla corte sotto mentite spoglie per testare la fedeltà della moglie. La partitura mette in luce la cifra stilistica di Baldassarre Galuppi, nato a Burano nel 1706 e tra i massimi compositori europei del Settecento, la cui collaborazione con Goldoni ha segnato la storia del teatro musicale. La drammaturgia si distingue per la classificazione dei sette personaggi in ruoli seri, mezzi caratteri e buffi, superando la rigida distinzione tradizionale tra serio e buffo.

La realizzazione della nuova produzione è curata dall’associazione culturale APS Musincantus. La direzione musicale e il ruolo di maestro concertatore sono affidati ad Alessandro Maurutto affiancato da Lorenzo Feder al cembalo, mentre la regia e le luci portano la firma di Maria Selene Farinelli e Davide Zanardi. Le scene e i costumi sono opera di Angelica Forni e l’illustrazione della locandina è stata realizzata da Fosca Vianello. Sul palco si esibiranno Francesca Lombardi Mazzulli, Valeria La Grotta, Maria Giuditta Guglielmi, Nicola Ciancio, Chiara Brunello, Marco Saccardin e Matteo Saffi, accompagnati dall’Ensemble Concentus Musicus Lemit.

Come sottolineato da Ciro Esposito, Consigliere VeGAL, l’iniziativa rientra nelle azioni di promozione delle radici culturali e musicali del territorio. Sulla stessa linea l’Assessore alla Cultura del Comune di San Stino di Livenza, Andrea Simonella, che ha definito l’appuntamento un evento storico per la comunità. Jacopo Cacco, direttore artistico di APS Musincantus, ha evidenziato l’importanza di questo percorso di recupero di partiture quasi perdute firmate dai grandi autori del passato. L’ingresso alla rappresentazione del 9 ottobre è gratuito con prenotazione obbligatoria tramite il portale Eventbrite.

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