30.09.2026 – 08:55 – Trasformare un oggetto che nessuno guarda in un’occasione per fermarsi, almeno per un istante, davanti al colore: è la scommessa di “Urban Color, l’Arte nei dettagli”, il progetto con cui il Comune di Venezia ha affidato alla street art i cestini per la raccolta dei rifiuti disseminati sul territorio comunale, nel tentativo di restituire carattere e attenzione a quegli arredi urbani che l’abitudine rende quasi invisibili. L’iniziativa è stata presentata questa mattina a Forte Marghera. Il progetto, che promuove la street art come strumento di riqualificazione visiva, ha portato alla trasformazione in chiave artistica dei cestini portarifiuti, convertendo elementi urbani ordinari in opere d’arte a cielo aperto. L’obiettivo principale è la valorizzazione e la cura degli spazi pubblici attraverso i linguaggi della creatività contemporanea, offrendo ai cittadini un nuovo sguardo sulla quotidianità e contrastando l’anonimato di alcuni arredi urbani.
Alla presentazione erano presenti, in rappresentanza dell’Amministrazione comunale, la consigliera delegata alla Street Art Paola Mar, coideatrice e curatrice del progetto, l’assessore ai Lavori pubblici Riccardo Brunello, i presidenti delle Municipalità di Marghera, Teodoro Marolo, e di Favaro Veneto, Alex Bazzaro, la vicepresidente della Municipalità di Chirignago-Zelarino, Luisa Rampazzo, e alcuni consiglieri di Municipalità. Per le strutture tecniche del Comune sono intervenuti il dirigente del settore Cultura Michele Casarin, il direttore dell’Area Sviluppo e Promozione Marco Mastroianni e il Commissario del Padiglione Venezia Maurizio Carlin, affiancati dai rappresentanti del Gruppo Veritas e dagli artisti protagonisti del progetto.
Paola Mar ha spiegato la genesi dell’intervento: “Questo progetto rappresenta la prima di una serie di iniziative nate con l’obiettivo di valorizzare la città partendo dalla cura dei dettagli urbani“. E ha proseguito: “Dopo i riscontri positivi avviati nel 2024 in via Piave e la successiva sperimentazione nella Municipalità di Chirignago-Zelarino, abbiamo voluto estendere l’intervento ai cestini portarifiuti, elementi d’arredo quotidiani che, grazie al colore e alla creatività, cambiano la percezione dello spazio pubblico. Ringrazio la struttura tecnica, Veritas e tutti gli artisti che hanno risposto con entusiasmo a questa sfida. Con la pubblicazione dedicata abbiamo voluto dare voce direttamente a loro e alla comunità, dimostrando come un lavoro corale possa generare significativi semi di rigenerazione urbana”.
Sul valore culturale dell’operazione si è soffermato Marco Mastroianni: “Una città non si promuove solo attraverso ciò che di straordinario ha già da mostrare, ma anche insegnando a guardare ciò che normalmente passa inosservato”. Il direttore dell’Area Sviluppo e Promozione ha aggiunto: “Questo progetto porta l’arte dentro la trama ordinaria della vita quotidiana: un cestino diventa l’occasione per interrompere l’automatismo con cui attraversiamo lo spazio pubblico, trasformando la superficie in attenzione e cura per la comunità. Non è il cittadino a dover andare verso l’arte, ma è l’arte che va incontro alle persone nei loro percorsi giornalieri, creando una mappa inaspettata di piccoli incontri e restituendo la capacità di sorprendersi”.
Maurizio Carlin, Commissario del Padiglione Venezia, ha sottolineato che “la messa a terra di questo progetto si sviluppa attorno a concetti chiave quali la concretezza dell’intervento urbano e la valorizzazione del territorio attraverso la sinergia istituzionale, traducendo la visione culturale in un’azione tangibile e integrata per la città”. A chiudere gli interventi è stato Michele Casarin, che ha dichiarato la piena condivisione del progetto, “che non è un semplice “make-up” urbano, ma un profondo manifesto politico, culturale e sociale”. Il dirigente del settore Cultura ha poi affermato: “La vera rigenerazione deve unire il patrimonio storico ai linguaggi contemporanei, rimettendo la bellezza e il colore – elementi naturali e terapeutici oggi penalizzati dal consumismo – al centro della collettività. Ringrazio Paola Mar per aver avviato questa iniziativa, siamo solo all’inizio di un percorso che inserisce Venezia in un panorama internazionale accanto a città come Valencia, Parigi e Tirana”.
In occasione della presentazione è stato distribuito un volume fotografico che raccoglie le immagini delle installazioni e le biografie degli autori selezionati per il progetto, insieme a una t-shirt celebrativa dell’evento.


