Il MEV, Museo Ebraico di Venezia, riapre dopo sette anni

21.10.2026 – 11:00 – Dopo sette anni di chiusura, Venezia si prepara a riaprire le porte del Museo Ebraico, restituendo al pubblico uno dei luoghi più significativi della storia e dell’identità della città. Dal 22 ottobre, il MEV torna visitabile con spazi ampliati, un nuovo percorso espositivo e il restauro delle storiche sinagoghe, in un progetto che punta a valorizzare il patrimonio culturale e religioso della comunità ebraica veneziana. Nel cuore del Ghetto più antico al mondo, il museo si propone così come punto di partenza per riscoprire non soltanto secoli di storia, ma anche tradizioni, vita quotidiana e un patrimonio ancora oggi parte integrante della città lagunare.

Fondato nel 1954 dalla Comunità Ebraica di Venezia, il Museo custodisce una delle più importanti collezioni italiane di arte e cultura ebraica. Oggetti rituali, opere di oreficeria, tessuti sacri, libri e manoscritti antichi testimoniano la ricchezza della vita religiosa, culturale e sociale della comunità nel corso dei secoli. La riapertura segna un cambiamento significativo anche nell’organizzazione della visita, con l’obiettivo di superare la frammentarietà del precedente percorso e restituire centralità alle sinagoghe storiche del Ghetto. Insieme al museo torneranno accessibili la scola Tedesca, la scola Italiana e la Canton, tre delle cinque sinagoghe presenti a Venezia. Situate nel Campo del Ghetto Novo, saranno integrate nel percorso museale mantenendo la propria identità di luoghi di culto. Il progetto prevede inoltre un dialogo con le altre due sinagoghe storiche, la Levantina e la Spagnola, che si trovano nel Ghetto Vecchio, offrendo una visione più completa del patrimonio ebraico veneziano.

L’intervento ha portato la superficie museale da circa 1.290 a oltre 1.700 metri quadrati, grazie all’integrazione di nuovi ambienti già appartenenti alla Comunità Ebraica. Gli spazi rinnovati comprendono un ingresso riprogettato, aree per l’accoglienza, la biglietteria e la sicurezza, nuove sale per le esposizioni permanenti e temporanee, un bookshop, una biblioteca e un archivio destinati anche a studiosi e ricercatori. Sono stati inoltre predisposti ambienti dedicati alla didattica e alle attività rivolte alle scuole. Particolare attenzione è stata riservata all’accessibilità, con nuovi collegamenti verticali e orizzontali pensati per consentire una fruizione più completa degli ambienti, nel rispetto delle caratteristiche architettoniche degli edifici. Il rinnovamento non riguarda quindi soltanto l’ampliamento degli spazi, ma anche le modalità con cui il pubblico potrà conoscere e approfondire la storia del Ghetto e della comunità che lo ha abitato.

Il nuovo allestimento amplia infatti il racconto oltre la dimensione religiosa, offrendo uno sguardo sulla quotidianità e sulle tradizioni della comunità ebraica veneziana. Tra gli elementi del percorso figura la ricostruzione di una tipica abitazione ebraica, affiancata da installazioni multimediali e contenuti immersivi rivolti a un pubblico internazionale e intergenerazionale. L’intento è rendere la visita un’occasione per comprendere il rapporto tra la comunità, i suoi spazi di vita e la realtà lagunare.

Un ruolo centrale è affidato alle sinagoghe, che rappresentano ancora oggi luoghi di culto attivi e un elemento fondamentale dell’identità della Comunità Ebraica. I lavori di restauro conservativo hanno interessato superfici, arredi e apparati decorativi, con l’obiettivo di preservare e valorizzare il patrimonio architettonico e artistico senza modificarne la funzione religiosa. L’intervento ha ottenuto tutte le autorizzazioni necessarie dagli enti competenti.

L’investimento complessivo stimato per il progetto ammonta a circa 5,5 milioni di euro. Nel percorso di rinnovamento si inserisce anche la collaborazione con Opera Laboratori, che ha affiancato la Comunità Ebraica di Venezia nella realizzazione dell’allestimento interno, sviluppato sulla base del progetto di Guicciardini & Magni Architetti. Opera Laboratori è già impegnata nel Ghetto nella gestione e nella valorizzazione dei percorsi di visita alle sinagoghe e agli altri luoghi della comunità, oltre che nella realizzazione di iniziative culturali, mostre e attività rivolte a pubblici diversi.

La riapertura del 22 ottobre restituisce così alla città un museo rinnovato e un percorso più ampio per conoscere il Ghetto, le sue sinagoghe e la storia della comunità ebraica veneziana. Un progetto che intreccia conservazione, divulgazione e accessibilità, con l’obiettivo di mantenere vivo un patrimonio in cui storia, arte, religione e memoria continuano a incontrarsi.

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