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mercoledì , 28 Settembre 2022

Omaggio a Uto Ughi: al via il Festival Internazionale di Musica di Portogruaro

25.08.2022 – 19.26 – Giunge al debutto un’edizione particolarmente emozionante del Festival Internazionale di Musica di Portogruaro, organizzato dalla Fondazione Musicale Santa Cecilia, per la seconda volta con la direzione artistica di Alessandro Taverna.
La manifestazione celebra, infatti, il suo quarantesimo compleanno e lo fa con un’inaugurazione molto speciale, venerdì 26 agosto, alle 21 al Teatro Comunale Luigi Russolo, che vedrà dopo molti anni il ritorno al Festival del grande violinista Uto Ughi. Un evento che rappresenta l’omaggio di Portogruaro alla straordinaria carriera di un artista tra i più famosi al mondo, pietra miliare dell’interpretazione violinistica italiana. Accanto a lui i Virtuosi Italiani guidati da Alberto Martini.
In occasione della serata verrà attribuito al grande violinista un riconoscimento da parte della Città di Portogruaro e della Fondazione Musicale Santa Cecilia: un’attestazione di affetto e di gratitudine per il suo ritorno al Festival e di grande stima per l’eccezionale attività concertistica svolta nel corso di una lunga e prestigiosa carriera, per il suo pensiero critico sulla musica e per l’attenzione al rapporto tra educazione musicale e società.

Erede della tradizione che ha visto nascere e fiorire in Italia le prime grandi scuole violinistiche, Uto Ughi a soli dodici anni era considerato già “un concertista artisticamente e tecnicamente maturo”.
Ha intrapreso presto le sue tournèes nelle più importanti capitali europee e la sua carriera non ha conosciuto soste. Ha suonato infatti in tutto il mondo, con le migliori orchestre tra cui il Concertgebouw di Amsterdam, la Boston Symphony Orchestra, la Philadelphia Orchestra, la New York Philharmonic, la Washington Symphony Orchestra; sotto la direzione di maestri come Barbirolli, Celibidache, Chung, Gatti, Gergiev, Giulini, Maazel, Masur, Mehta, Pretre, Rostropovič, Sawallisch, Sinopoli. Ughi – nel 1997 nominato Cavaliere di Gran Croce per i suoi meriti artistici dal Presidente della Repubblica – “coltiva la bellezza”, è in prima linea nella vita sociale del Paese, impegnato nella salvaguardia del patrimonio artistico nazionale. Molte le iniziative che ha ideato per diffondere la musica e supportare la cultura in tutti i suoi aspetti. Dal 2003 prosegue in questo intento con “Uto Ughi per Roma”, festival di cui Ughi è ideatore, fondatore e direttore artistico. È Presidente della Commissione incaricata dal Consiglio dei Ministri di studiare una campagna di comunicazione a favore della diffusione della musica classica presso il pubblico giovanile. Nel 2002 gli è stata attribuita la Laurea Honoris Causa in Scienza della
Comunicazione.

Tra le decine di incisioni si ricordano i Concerti di Beethoven e Brahms con Sawallisch,
Mendelssohn e Bruch con Prêtre, l’integrale dei Concerti di Mozart, Viotti, Vivaldi, il
virtuosistico live Il Trillo del diavolo, il Concerto di Schumann diretto da Sawallisch con la
Bayerischer Rundfunk. Del 2013 è il suo libro Quel Diavolo di un Trillo. Note della mia vita
pubblicato per Einaudi.
Uto Ughi suona con un violino Guarneri del Gesù del 1744 e uno Stradivari del 1701 chiamato “Kreutzer” perché appartenuto all’omonimo violinista a cui Beethoven aveva dedicato la famosa Sonata.

I Virtuosi Italiani lavorano da oltre trent’anni nei più importanti teatri, festival e stagioni in tutto il mondo. Alla ricerca di progetti sempre innovativi in direzione di diversi linguaggi, hanno suonato per le migliori istituzioni musicali del mondo: Opéra-Comique di Parigi, Konzerthaus di Vienna,
Teatro alla Scala, La Fenice, l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, Società del Quartetto di
Milano, … L’attenzione ai giovani e ai repertori al confine tra i generi hanno da sempre
caratterizzato le scelte artistiche dei Virtuosi. “Affrontano il barocco, il classico e il contemporaneo non solo con disinvoltura, ma con una grinta, uno smalto e una adrenalina che produce vita e tensione senza portare oltre i limiti di una saggia pertinenza stilistica” (Girardi, Corriere della Sera).
Alberto Martini, veronese, è stato ed è concertatore, primo violino e direttore di molte orchestre e nelle migliori sale del mondo. Nel 2009 ha esordito come solista alla Carnegie Hall di New York.
Con oltre 50 registrazioni all’attivo, ha ricevuto diversi premi (Diapason d’oro, Choc de la
Musique,…), È stato Direttore Artistico dell’Accademia I Filarmonici di Verona e dal 2006 è
Direttore Artistico de I Virtuosi Italiani. Anch’egli interessato al repertorio “di confine”: ha lavorato con Chick Corea, Michael Nyman, Franco Battiato, Philip Glass, Uri Caine,… Suona un prezioso violino C. F. Landolfi del 1751 gentilmente concesso dalla Fondazione Pro Canale di Milano.

Il programma può essere inteso come un excursus temporale realizzato attraverso la proposta di alcuni capolavori che evidenziano l’evoluzione della scrittura per archi e ne ricostruiscono il particolare cammino storico.
Apre la serata La Folia, Concerto Grosso – forma tra le massime espressioni del camerismo
barocco – di Geminiani (autore ben noto nell’Europa dell’epoca, più che in Italia), una raffinata e suggestiva trascrizione da una Sonata di Corelli, di cui lo stesso Geminiani si considerava erede.
A seguire, è in programma la vivace Ciaccona in sol minore, attribuita con relativa sicurezza a Tomaso Antonio Vitali, figlio del celebre compositore barocco emiliano Giovanni Battista.
Tocca poi al Concerto per violino e orchestra BWV 1041 di Bach, pietra miliare nel repertorio solistico del violino. Lo “specchiarsi” l’uno nell’altro di tutti gli strumenti – per richiamare il tema del Festival – in questo caso è quanto mai evidente: un “dialogo di straordinaria efficacia espressiva nella sua musicalità nobile ed elevata”, cita un programma di sala dell’Accademia di Santa Cecilia, Roma.
Il Quintetto La Musica notturna delle strade di Madrid è una trascrizione per orchestra d’archi dell’originale di Boccherini: il compositore ricorda con nostalgia il periodo trascorso alla corte di Spagna in una pagina in cui echeggiano gli accenti popolari e le atmosfere della capitale spagnola.
Il Preludio e Allegro in mi minore di Kreisler fa parte del grande catalogo dell’austriaco
(naturalizzato statunitense) violinista virtuoso che ci ha lasciato moltissime opere dichiarandole trascrizioni di autori del passato, mentre erano, in realtà, proprie composizioni realizzate “nello stile di” vari predecessori. In questo caso la fonte risale al compositore piemontese settecentesco Gaetano Pugnani.
Segue l’Introduzione e Rondò capriccioso per violino e orchestra di Camille Saint-Saëns, che – staccandosi dalla vocazione classicistica del compositore – ricorre al brillante ed estroverso impeto dell’età romantica. Chiude il concerto uno dei grandi evergreen del repertorio per archi, tra i più eseguiti e godibili: da Le quattro stagioni, La Primavera di Antonio Vivaldi.
Il Festival prosegue con il concerto dell’oboista Fabien Thouand e l’Accademia d’Archi
Arrigoni sabato 27 agosto a Concordia Sagittaria, che replica domenica 28 agosto alle 6 del
mattino per il concerto all’alba, nel Castello di San Vito al Tagliamento.
Alla Biglietteria del Teatro (biglietteria@festivalportogruaro.it, tel 0421 270069) è possibile
acquistare i biglietti dei concerti, tutti i giorni dalle 18 alle 20 e nelle serate di concerto in teatro fino alle 21.00. Biglietti anche su vivaticket.com.
Programma completo e info biglietti su www.festivalportogruaro.it

[g.m]

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