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Lavoro in Veneto: nel 2022 crescita record delle dimissioni

27.03.2023 – 09.56 – Nel 2022, nella regione Veneto, il numero di contratti a tempo indeterminato cessati ha raggiunto quota 191.500, segnando il livello più alto dal 2008. Se limitiamo l’osservazione agli ultimi anni, possiamo notare un aumento del 12% rispetto al 2021 e del 17% rispetto al 2019, anno precedente alla pandemia.
Secondo l’analisi presentata nel “Sestante”, la pubblicazione trimestrale dell’Osservatorio di Veneto Lavoro che raccoglie tutti i dati sull’andamento del mercato del lavoro regionale, si è infatti registrato un incremento particolarmente significativo delle dimissioni, con un totale di 137.300 nell’anno e un aumento del 15% rispetto al 2021 e del 35% rispetto al 2019. Il peso delle dimissioni sul totale delle cessazioni di contratti a tempo indeterminato è aumentato gradualmente, passando dal 62% nel 2019 al 72% nel 2022.

Circa il 42% dei lavoratori che hanno lasciato il proprio posto di lavoro ha trovato un nuovo impiego entro una settimana dalla data di dimissioni, percentuale che aumenta al 56% dopo un mese e che è superiore rispetto al 2019. Pertanto, è presumibile che circa la metà dei dimissionari abbia lasciato il lavoro perché ne aveva già trovato un altro.
Il 59% delle dimissioni riguarda i lavoratori del settore dei servizi, principalmente nei servizi turistici, dell’ingrosso, della logistica e dei servizi alla persona, mentre il 40% lavorava nell’industria (Made in Italy e metalmeccanico). L’incremento maggiore rispetto al 2019 si è registrato soprattutto nel metalmeccanico, industrie della chimica, della plastica, della carta e della stampa, commercio al dettaglio, terziario avanzato, sanità e pubblica amministrazione. Tali comparti mostrano anche i tassi di ricollocazione più elevati, come ad esempio il 64% dalla pubblica amministrazione e il 57% dal metalmeccanico e dalle utilities. Il turismo, invece, presenta i tassi di ricollocazione più bassi (30% dopo una settimana e 46% dopo un mese).

In termini anagrafici, la crescita delle dimissioni ha colpito maggiormente le donne, che hanno visto aumentare il tasso di ricollocazione a 7 giorni dalla cessazione del precedente contratto dal 35% del 2019 al 38% del 2022. Più dell’80% delle dimissioni avvenute nel 2022 riguarda lavoratori italiani, che mostrano anche tassi di ricollocazione più elevati rispetto agli stranieri. In termini di età, il 63% dei dimissionari ha un’età compresa tra i 30 e i 54 anni, il 20% ha meno di 30 anni e il 17% ha più di 54 anni.

I giovani presentano tassi di ricollocazione inferiori rispetto agli adulti (43% contro 49%), mentre per molti lavoratori con più di 55 anni spesso le dimissioni precedono l’uscita dalle forze lavoro e per questo le quote di quanti si rioccupano sono nettamente inferiori. Escludendo tali lavoratori, le percentuali di ricollocazione dei dimissionari salgono al 47% a 7 giorni di distanza e al 63% dopo un mese, con picchi del 70% per gli operai semi-specializzati.

Tutti i dati sul fenomeno delle dimissioni in Veneto, legato soprattutto all’elevata dinamicità del mercato del lavoro e alla conseguente volontà e possibilità per i lavoratori di trovare occasioni di impiego migliori, oltre che alla ricerca di una maggiore conciliazione tra tempi di vita e di lavoro, sono disponibili nel “Sestante” di marzo 2023, pubblicato nella pagina dedicata del sito di Veneto Lavoro, www.venetolavoro.it/sestante.
[g.m]

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