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giovedì , 18 Aprile 2024

Cooperativa Itaca: esempio per il percorso culturale verso la sostenibilità

28.03.2024 – 16.15 – Martedì 26 marzo sono stati esposti i numeri del primo Bilancio di sostenibilità (2022) della Cooperativa sociale Itaca nell’ambito dell’evento “Rendicontare per il futuro. Il bilancio di sostenibilità: esperienze cooperative e nuove sfide per accompagnare il cambiamento”, il quale si è svolto in mattinata a Palazzo Montereale Mantica di Pordenone, la sede della CCIAA di Pordenone-Udine. A mettere in evidenza gli importanti dati raccolti è stato il presidente Paolo Castagna, il quale si è soffermato su come, in trent’anni di attività, la Cooperativa Italica si sia rivelata un vero esempio da seguire nella traiettoria di transizione verso una maggiore sostenibilità. Tra i numeri portati in primo piano dal presidente ci sono i 1900 lavoratori, gli oltre 29.000 beneficiari dei servizi, le 737,6 ton CO2 di emissioni, gli oltre 21.000 kWh di energia prodotta da impianti fotovoltaici, il 100% di rifiuti recuperati, i 172 corsi di formazione professionalizzanti, l’83% dell’organico composto da donne, sistema SSL conforme a ISO 45001, i 24 temi materiali di cui 9 Env, 11 Soc e 4 Gov.

L’evento di martedì 276 marzo, promosso da CCIAA Pordenone-Udine, Legacoop Friuli Venezia Giulia e Itaca, ha avuto come principale obiettivo quello di presentare lo strumento del bilancio di sostenibilità nella sua forma di strumento per accompagnare, trasformare e far evolvere le imprese, anche del terzo settore, verso una concreta cultura della sostenibilità. A intervenire nell’ambito dell’incontro vi sono state numerose figure di rilievo, come il vicepresidente della CCIAA di Pordenone-Udine, Michelangelo Argusti, il quale ha sottolineato come abbia “sempre avuto una grande considerazione del movimento cooperativo. Sebbene spesso le cooperative siano state accusate di agire fuori dalle regole di mercato, la cooperazione è impresa, è qualcosa di speciale e diverso. L’esperienza cooperativa nasce nelle nostre comunità da persone povere che decidevano di mettersi assieme, ne sono nate esperienze straordinarie anche nella nostra regione, realtà capaci di stare sul mercato in tutti i settori e che hanno creato reddito per migliaia di famiglie. Le cooperative sociali stesse si sono dimostrate delle eccellenze del territorio, straordinariamente efficaci ed efficienti e con un forte legame etico”.

Alle parole del vicepresidente CCIAA si sono aggiunte quelle della consigliera Paola De Giorgi del Comune di Pordenone, che ha messo in rilievo come il lavoro sia un ambito di crescita dell’essere umano. “Il bilancio di sostenibilità chiede di guardare alle attività delle imprese non solo in termini finanziari” ma di andare oltre, verso un “ritorno ad un umanesimo integrale, dove l’uomo è chiamato a prendersi cura di tutto il creato dal punto di vista del lavoro, che va inteso non solo come crescita delle imprese, ma dell’essere umano in senso più ampio”.

All’evento è intervenuta anche Michela Vogrig, presidente di Legacoop Fvg, la quale, dopo aver sollevato un importante quesito: “Che cosa possiamo fare di più come movimento cooperativo, al di là degli adempimenti importanti come il bilancio di sostenibilità, per promuovere e stimolare una cultura della sostenibilità affinché diventi sempre più diffusa?”, ha evidenziato come “la sostenibilità debba permeare tutte le organizzazioni, diffondendosi e coinvolgendo i territori. L’economia sociale rappresenta un modello di sviluppo economico non estrattivo, che è per sua natura inclusivo e democratico, e del quale il movimento cooperativo è parte. Dobbiamo guardare non solo agli aspetti ambientali, ma anche all’equità redistributiva, così come alla qualità del lavoro. Come Legacoop Fvg intendiamo sostenere ed accompagnare questi processi a partire dalle nostre cooperative e ponendo attenzione a tutta la filiera. Il movimento cooperativo ha una grande responsabilità che ci impegna ad essere consapevoli, coerenti e credibili”.

Il professor Alain Devalle dell’Università degli Studi di Torino, Scuola di Management ed Economia, è intervenuto sottolineando come i temi innovativi rappresentati dal bilancio di sostenibilità si trovino in un quadro normativo in divenire. Infatti, “l’impresa esiste per soddisfare dei bisogni e deve raggiungere determinate performance in termini finanziari, le imprese cooperative hanno dalla loro la sensibilità relativa al come realizzare le performance, non solo gli aspetti finanziari”. Tuttavia, “l’impresa non produce solo numeri, nella sostenibilità rientrano specifici aspetti quali il rispetto dell’ambiente (Env), gli aspetti sociali (Soc) e la governance (Gov). Il quadro di riferimento europeo è quello del Green Deal , un pacchetto di iniziative strategiche che mira ad avviare l’UE sulla strada di una transizione verde, con l’obiettivo ultimo di raggiungere la neutralità climatica entro il 2050. In quest’ottica “le imprese dovranno rendicontare informazioni sulla sostenibilità in termini di informazioni di bilancio da inserire nella rendicontazione sulla gestione. Rispetto all’obbligatorietà della rendicontazione societaria di sostenibilità, Corporate Sustainability Reporting Directive – CSRD, è vero che si richiede alle imprese la raccolta di informazioni anche sugli aspetti sociali e di governance, ma la componente ambientale è fondamentale in qualunque ambito di attività”.

Anche il professor Maurizio Cisi, sempre dell’Università degli Studi di Torino, Scuola di Management ed Economia, ha ricordato come il percorso di sostenibilità di Itaca sia iniziato anni prima del bilancio di sostenibilità, già con il bilancio sociale, “ottimo strumento che le cooperative sociali, e gli enti del terzo settore più in generale, utilizzano come mezzo di sensibilizzazione e presa di coscienza”. Se il bilancio sociale rendiconta quel che un’impresa fa, il bilancio di sostenibilità sposta l’accento sui rischi di un’impresa nel fare quel che fa, ad esempio “come l’impresa incide sui cambiamenti climatici, come pensa di adottare la propria strategia per allinearsi alla transizione verso un’economia sostenibile”.

A queste parole, è intervenuto anche il presidente di Itaca, Paolo Castagna: “Per noi principi e valori sono bussole ideali, che orientano il nostro essere e il nostro fare da sempre. Crediamo nell’importanza di beni comuni dal valore inestimabile come la qualità delle relazioni, la cura dell’ambiente, l’attenzione al benessere collettivo e alla diffusione della cultura della sostenibilità. Il bilancio di sostenibilità esclude l’autoreferenzialità e impone la necessità di adeguarsi agli standard europei. La nostra è un’impresa sociale fortemente ancorata al territorio e impegnata nella tutela dei beneficiari dei nostri servizi, lavoratori e stakeholders. In quest’ottica, il bilancio di sostenibilità, il primo nella nostra storia ultratrentennale, misura l’impatto di Itaca sul territorio. Nel 2023 abbiamo avviato un confronto interno sui temi di sostenibilità per comprendere il nostro posizionamento rispetto alle tematiche ESG – impatto ambientale, sociale, di governance – per valutare eventuali margini di miglioramento e definire una traiettoria di transizione verso una maggiore sostenibilità”. Tra le tappe fondamentali la conclusione a fine 2023 del percorso relativo all’Obiettivo 5 “Parità di Genere”, uno dei 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile che 193 Paesi membri delle Nazione Unite si sono impegnati a realizzare entro il 2030. Obiettivo raggiunto da Itaca lo scorso 14 dicembre con il rilascio della certificazione di genere UNI PdR 125:2022 da parte dell’ente Uniter.

Diverse le suggestioni presentate da Anna Fasano, presidente di Banca Etica, a partire dal mettere al centro dell’agito di una cooperativa sociale l’essere umano, “agiamo il nostro ruolo di cura, non di dominio, in questo senso i numeri acquisiscono sapore diverso”; per poi focalizzare l’attenzione sulle “aziende che con il loro agire portano ad azioni, ad esempio, in linea con l’attenzione verso l’ambiente in merito all’Agenda 2030”. Il bilancio di sostenibilità deve essere “strumento per stimolare i soggetti pubblici e istituzionali per co-costruire, co-progettare, stare insieme ai tavoli, in un percorso di amministrazione condivisa”. E poi c’è la mutualità, aspetto fondante della cooperazione sociale, in questo “la governance ha un ruolo centrale” in direzione di un neo mutualismo rivoluzionario e innovativo. E ancora l’impatto sociale ed ambientale. “Il bilancio di sostenibilità rendiconta, ma deve essere strumento ed elemento centrale per programmare” un percorso più ampio, tanto che, per tornare alla mutualità, gli stessi lavoratori dovrebbero essere “testimonial della sostenibilità” dell’impresa. In questa prospettiva “Itaca ha un ruolo importante, legato alla capacità di stare su piani diversi del sistema Paese, per portare avanti istanze per tutto il mondo cooperativo“.

Sabrina Marcuzzo, direttore commerciale del Terzo settore di Intesa Sanpaolo, ha messe in rilievo come “la sostenibilità sia una responsabilità nei confronti della comunità”, un esempio è la trasformazione dei modelli di business che non mettono più al centro solo il profitto, ma anche l’impatto generativo sul territorio. O ancora l’attenzione alle filiere produttive, la valutazione di chi sono i fornitori e come si comportano. Come Intesa Sanpaolo, ad esempio, in quest’ottica “abbiamo definito uno strumento che valuta l’impatto generato dai progetti che finanziamo“.

“Conosco Itaca dalla sua costituzione nel lontano 1992 e pensavo di averne una conoscenza più che approfondita, frutto di oltre trent’anni di incontri, consigli di amministrazione, assemblee – ha, infine, concluso Renato Cinelli, dottore commercialista Studio Ciganotto Cinelli Salvato Pisani – Ma dalla lettura attenta del bilancio di sostenibilità ho capito che non è così. Il bilancio di sostenibilità di Itaca è un documento di rendicontazione che consente di scoprire informazioni e caratteristiche sovente poco conosciute. Le informative non finanziarie, in questo senso, sono talmente significative che il presidente del Collegio dei Sindaci di Itaca ha chiosato con uno stimolo, proporre agli stakeholder, nella fase di predisposizione di bandi o appalti relativi a servizi sociosanitari, di inserire alcuni spunti tratti proprio dalle informazioni reperibili dal bilancio di sostenibilità.”
[o.m][c.s]

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