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giovedì , 15 Gennaio 2026

Etruschi e Veneti, presentata a Roma la grande mostra sull’Italia preromana

15.01.2026 – 09:24 – È stata presentata ieri nella Sala Spadolini del Ministero della Cultura la mostra Etruschi e Veneti. Acque, culti e santuari, un progetto espositivo di ampio respiro scientifico e divulgativo che sarà ospitato nelle sale dell’Appartamento del Doge di Palazzo Ducale a Venezia dal 6 marzo al 29 settembre 2026. Al centro dell’esposizione, il ruolo fondativo e simbolico dell’acqua nel mondo sacro e sociale di due grandi civiltà dell’Italia preromana: Etruschi e Veneti. La mostra propone un racconto articolato e innovativo sulle pratiche religiose antiche, in cui mari, fiumi, sorgenti salutifere e acque termali diventano luoghi privilegiati di contatto con il divino, spazi di guarigione, di scambio e di crescita collettiva. Un’indagine comparata che attraversa il I millennio a.C. e restituisce la complessità di un paesaggio culturale fatto di relazioni, mobilità e contaminazioni.

Il Ministro della Cultura Alessandro Giuli ha sottolineato il valore profondo dell’iniziativa: “Etruschi e Veneti. Acque, culti e santuari non è soltanto la sintesi e l’esposizione di reperti, ma è il racconto di un contesto, di una storia, di una stratificazione, che riporta l’archeologia nella sua dimensione più autentica. È una riflessione capace di mettere in relazione il tempo lungo del passato con le emergenze del presente e le domande sul futuro. Una mostra ha senso se “antichizza” il presente e, al tempo stesso, rende presente l’antico nel suo dialogo con la nostra contemporaneità. Le testimonianze di questa esposizione che giungono da epoche remote e lontane non sono mai frammenti muti e passivamente osservati da studiosi, appassionati e visitatori, ma sono il punto di riferimento di uno sguardo ben preciso, di un’attitudine, di una volontà che, attraverso oggetti, luoghi e contesti culturali, si ricollega con le radici di antiche comunità di cui noi siamo i discendenti. Questa mostra sceglie la prospettiva della relazione: non è soltanto il racconto su un popolo o su una civiltà isolata, ma si propone di far dialogare ciò che già anticamente era in dialogo: il mondo degli Etruschi e quello dei Veneti. Unendo il versante tirrenico con quello adriatico della nostra penisola, gli Etruschi e i Veneti sono due idealtipi di un modo di abitare l’antico, il viaggio, il mare, il mondo, in una dimensione di apertura che necessariamente la geografia della nostra penisola impone, induce e incoraggia fin dalle origini”.

Sulla stessa linea il Sindaco di Venezia Luigi Brugnaro, che ha evidenziato il valore istituzionale e civile del progetto: “Questa mostra è il risultato di un lavoro lungo e condiviso, costruito con serietà scientifica e grande collaborazione istituzionale, anche dai privati. Desidero per questo ringraziare il Ministro della Cultura Alessandro Giuli e tutta la struttura del Ministero, insieme alla Fondazione Musei Civici di Venezia, ai curatori, ai musei prestatori, alle università e a tutti i professionisti che hanno reso possibile il progetto. Venezia, città di scambi e di incontri, è il luogo ideale per raccontare una storia che parla di relazioni: l’acqua come via di collegamento, i santuari come spazi di comunità, e un’Italia antica fatta di differenze ma anche di tratti comuni. La cultura serve a questo: a capire, a costruire cittadinanza, a dare un senso di unità al Paese rispettando le identità dei territori. Creare legami è sempre più difficile che dividere, ma è l’unica strada che genera conoscenza, rispetto e futuro. Questa mostra, non è soltanto esposizione, ma anche ricerca e convegnistica a tema. È un invito a ritrovare, attraverso la storia, il valore di ciò che ci unisce. L’invito è di venire a vedere questa mostra con curiosità e con calma, magari più di una volta, tornando dopo aver visitato anche i diversi siti coinvolti e i musei prestatori”.

L’esposizione riunisce reperti archeologici di straordinario valore, molti dei quali inediti e provenienti da scavi recenti, concessi in prestito da importanti istituzioni museali italiane. Il percorso si configura come una sintesi avanzata della ricerca archeologica più aggiornata, capace di coniugare rigore scientifico e forte impatto comunicativo. Il progetto mette in luce il dialogo tra due civiltà diverse per geografie e radici culturali, ma unite da intensi scambi lungo il confine della cosiddetta “terra tra i due fiumi”, tra il basso corso dell’Adige e l’antico corso orientale del Po. Qui, attraverso le vie d’acqua, non circolavano solo materie prime, ma anche idee, saperi e pratiche religiose, in un movimento continuo che ha favorito la reciproca conoscenza tra uomini e donne dell’antichità.

Curata da Chiara Squarcina e Margherita Tirelli, la mostra è organizzata dalla Fondazione Musei Civici di Venezia con il patrocinio dell’Istituto Nazionale di Studi Etruschi e Italici, in collaborazione con la Fondazione Luigi Rovati di Milano, che ospiterà un secondo momento espositivo dal 14 ottobre 2026 al 10 gennaio 2027. Una collaborazione virtuosa tra istituzioni e territori, fondata sulla ricerca e sulla valorizzazione del patrimonio nazionale. Come ha ricordato la Presidente della Fondazione Musei Civici di Venezia, Mariacristina Gribaudi, il progetto conferma “la capacità dei Musei civici veneziani di saper raccogliere intuizioni e proposte di grande valore scientifico, di fare rete con studiosi, con istituzioni, rendendosi protagonisti e coordinatori di ricerche, indagini e dialoghi inediti. E lo fa parlando a tutti: specialisti, curiosi, visitatori, cittadini e pubblico internazionale, per arricchire la visione, la crescita, la curiosità di tutti e di ciascuno”.

A rafforzare il senso della collaborazione istituzionale anche le parole di Giovanna Forlanelli, Presidente della Fondazione Luigi Rovati: “Questa iniziativa conferma l’apertura della nostra Fondazione alla collaborazione con le Istituzioni pubbliche in una prospettiva condivisa di valorizzazione del nostro grande patrimonio artistico-culturale”.

Infine, la Direttrice Scientifica dei Musei Civici di Venezia e co-curatrice dell’esposizione, Chiara Squarcina, ha chiarito l’originalità del tema affrontato: “La mostra Etruschi e Veneti. Acque, culti e santuari trae origine dalla volontà di affrontare un tema finora inedito, non tanto quello relativo al confronto tra la civiltà etrusca e quella veneta, già oggetto di riflessione scientifica e di aggiornamento delle conoscenze, bensì quello volto ad indagare il rapporto con la sacralità delle acque nel mondo etrusco e nel mondo veneto, nel tentativo di metterne a fuoco affinità e specificità. Il panorama che ne deriva risulta popolato da molteplici divinità, preposte chi alle acque salutifere, chi al guado di un grande fiume, chi ancora agli approdi marittimi, insediati ciascuna all’interno di scenari particolari, siano essi sorgenti sananti o porti ospitali, di cui l’elemento-acqua costituiva il fulcro oltre che talora anche il potenziale oggetto di culto”.

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