07.01.2026 – 12:00 – È nata come un segno di protesta contro la nomina di Beatrice Venezi a direttrice musicale del Teatro La Fenice e si è trasformata in un simbolo condiviso da pubblico e lavoratori: la spilletta ideata dalla RSU del Teatro veneziano, indossata durante il Concerto di Capodanno 2026 anche dal direttore Michele Mariotti, continua infatti a raccogliere adesioni e sostegno ben oltre la serata inaugurale dell’anno. Dopo averne distribuite oltre 1.200 in occasione della protesta silenziosa andata in scena durante il concerto, la RSU ha deciso di procedere con una nuova ristampa di tremila spillette, per rispondere alle numerose richieste arrivate da tutta Italia. A partire dalla mattina del 6 gennaio è stato attivato un conto PayPal, che resterà aperto fino al 25 gennaio, per sostenere l’iniziativa con una donazione minima di due euro a spilla.
La risposta non si è fatta attendere. Nelle prime cinque ore dall’apertura della raccolta sono stati superati i 1.600 euro di donazioni, con 112 richieste arrivate via mail da diverse regioni. Nelle ore successive è stata raggiunta la cifra dei 2000 euro. Un risultato che, secondo i rappresentanti dei lavoratori, conferma la forte sensibilità del pubblico nei confronti della tutela del prestigio e dell’identità artistica del Teatro La Fenice.
La protesta, come ribadisce la RSU in un comunicato diffuso il 6 gennaio, non è rivolta contro una singola persona, ma contro un metodo di gestione che viene ritenuto distante dalla missione culturale della Fondazione. L’obiettivo dichiarato è quello di difendere l’identità artistica, la competenza tecnica e l’amore per la musica che hanno reso La Fenice un’eccellenza riconosciuta a livello mondiale. In questo senso, la spilletta diventa uno strumento attraverso il quale anche il pubblico può unirsi simbolicamente ai lavoratori in questa battaglia.
Il sostegno può assumere diverse forme: dalla richiesta diretta delle spillette, fino alla donazione libera per chi desidera contribuire senza riceverle (per informazioni, [email protected]). L’eventuale raccolta eccedente sarà destinata a finanziare ulteriori ristampe, a dimostrazione di una mobilitazione che la RSU intende mantenere viva nel tempo. Al centro dell’iniziativa resta un messaggio chiaro, riassunto nelle parole che accompagnano la protesta: difendere “l’arte che non si vende e non si compra, ma si fa insieme, con il merito”. Un principio che, almeno per ora, continua a trovare ascolto e solidarietà ben oltre le mura del Teatro La Fenice.


