12.01.2026 – 18:00 – In vista del Giorno della Memoria 2026, la città di Venezia rinnova il proprio impegno nel custodire e trasmettere il ricordo della Shoah e delle persecuzioni razziali nazifasciste attraverso un ampio e articolato programma di iniziative culturali, commemorative e di approfondimento. Un calendario ricco di appuntamenti che coinvolge istituzioni, associazioni, studiosi e cittadini, con l’obiettivo di trasformare la memoria in consapevolezza attiva e responsabilità civile, soprattutto in un contesto storico in cui i valori del rispetto, della convivenza e della pace richiedono una costante e vigile difesa.
Il ricco palinsesto è stato presentato questa mattina nel corso di una conferenza stampa tenutasi nella sala del Consiglio di Ca’ Loredan alla presenza della presidente del Consiglio comunale, Ermelinda Damiano, e dei rappresentanti delle Associazioni e degli Enti che fanno parte del Coordinamento cittadino per il Giorno della Memoria. “Il Mese della Memoria deve farci guardare il presente con maggiore coscienza e responsabilità perché l’antisemitismo non appartiene più solo ai libri di storia – ha commentato la presidente Damiano – In Europa e nel mondo, e purtroppo anche qui a Venezia, assistiamo a un aumento preoccupante di atti, minacce e linguaggi d’odio contro gli ebrei. Scritte sui muri, insulti sui social, aggressioni fisiche: sono segnali di un clima che si sta nuovamente deteriorando. E questo dimostra che la memoria non è mai garantita per sempre: va coltivata, difesa e trasformata in vigilanza civile ogni giorno perché la storia ci insegna che quando smettiamo di riconoscere l’umanità dell’altro, il passo verso l’orrore diventa pericolosamente breve”.
Alla conferenza stampa, tra gli altri, sono intervenuti il rabbino capo della Comunità Ebraica di Venezia, Rav Alberto Sermoneta, il vicepresidente della Comunità Ebraica di Venezia, Paolo Navarro Dina, il direttore del Centro Tedesco di Studi Veneziani Richard Erkens, e rappresentanti delle associazioni e delle realtà coinvolte nel Giorno della Memoria. Per l’Amministrazione era inoltre presente Marco Borghi, presidente della Municipalità di Venezia, Murano, Burano.” Il periodo storico in cui viviamo ci fa chiedere a cosa siano serviti gli sforzi profusi nel trasmettere la memoria di quello che è stato – ha dichiarato il rabbino capo Sermoneta – Oggi sta tornando un’ignoranza spaventosa, la stessa imperante nei secoli scorsi, e la si avverte nelle aule scolastiche, nei corridoi delle università. È lo stesso oscurantismo con cui, facendo di tutta l’erba un fascio, si cerca di rovesciare la verità. Oggi non siamo liberi di camminare per strada con la kippah in testa, e siamo sottoposti a controlli di sicurezza all’ingresso delle nostre sinagoghe. Ecco allora che dovremmo alzare di un centimetro le pietre d’inciampo, perché i giovani possano davvero inciamparvi e riflettere sul loro significato”.
“Nel 2014 tre associazioni del territorio si sono unite e dal basso, unendo le loro forze, sono diventate un patrimonio culturale di questa città – ha ricordato il vicepresidente Navarro Dina – Un progetto che il Comune ha sposato e il Consiglio d’Europa ha benedetto dall’alto, dimostrando che si può lavorare sulla storia, sulla memoria, sulla lotta alle intolleranze. Gli ultimi anni sono stati particolarmente difficili. Non avrei mai pensato di vivere episodi come quelli che si sono verificati. Ci si è resi conto che non tutti gli amici che c’erano un tempo sono rimasti amici. Siamo però molto orgogliosi del lavoro notevole svolto, soprattutto da parte di Marco Borghi e dell’Iveser, Istituto Veneziano per la Storia della Resistenza e della Società contemporanea, per la ricerca storica portata avanti”.
La commemorazione prenderà il via mercoledì 14 gennaio quando, nell’arco della giornata, si svolgeranno le cerimonie di posa di 13 Pietre d’Inciampo, Stolpersteine, in memoria dei cittadini veneziani deportati nei campi di concentramento e di sterminio nazisti, iniziativa a cura del Comune di Venezia, della Comunità Ebraica di Venezia, del Centro Tedesco di Studi Veneziani e Iveser, con la collaborazione di Venis s.p.a. e Veritas.Gli itinerari quest’anno si articoleranno tra Venezia, Trivignano e Marghera; tre percorsi dal centro storico veneziano nella mattinata, per poi proseguire nel pomeriggio a Trivignano e a Marghera. La cerimonia avrà inizio alle 10,15 a Castello 6197, alla presenza dell’artista Gunter Demnig, ideatore del progetto Stolpersteine, e proseguirà nel pomeriggio alle 15, in via della Chiesa 23 a Trivignano. Gli appuntamenti sono aperti alla partecipazione delle scuole e alla cittadinanza tutta. Con la cerimonia del 14 gennaio, Venezia arriverà ad ospitare 210 pietre, monumento alla memoria delle vittime e dei tragici eventi della deportazione e dello sterminio.”
Le pietre d’inciampo che saranno posizionate quest’anno ricordano cinque internati militari italiani, sei perseguitati razziali e, per la prima volta, un lavoratore coatto – ha spiegato il presidente della Municipalità di Venezia, Murano, Burano Borghi – Siamo contenti perché anche Marghera, che era l’unica municipalità fino ad ora priva di questi segni di coesione della comunità, entra nel progetto. In modo particolare, a Marghera e Trivignano le pietre saranno posizionate non davanti alle abitazioni delle vittime, ma in zone centrali dall’alto valore simbolico. Queste pietre raccontano la morte, ma sono anche simbolo di progetti di vita”.
La cerimonia cittadina del Giorno della Memoria è in programma per domenica 25 gennaio alle ore 10 al Teatro La Fenice, alla presenza del sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro, del presidente della Comunità Ebraica di Venezia Dario Calimani e del sovrintendente e direttore Artistico della Fondazione Teatro La Fenice Nicola Colabianchi, con la collaborazione di Venis s.p.a. e Veritas.Seguirà lo spettacolo Le tre notti del ‘43. Tre voci – Giorgio Bassani, Florestano Vancini e Guido Fink – per raccontare una delle pagine più oscure della nostra storia. Un percorso in musica e parola che, prendendo spunto da testimonianze dirette di Guido Fink, padre dell’autore, dal racconto Una notte del ’43 di Giorgio Bassani e dall’omonimo film che ne trasse Florestano Vancini, ricostruisce gli eventi del novembre 1943, quando squadracce fasciste entrarono a Ferrara e compirono una retata di ebrei e antifascisti, che culminò con l’eccidio del Castello Estense in quello che oggi si chiama “Corso Martiri della Libertà”. L’evento è gratuito e su prenotazione.Il programma, in continuo aggiornamento, di tutte le iniziative cittadine e della posa delle Pietre d’Inciampo è disponibile al link https://www.comune.venezia.it/content/giorno-della-memoria, dove sarà possibile anche consultare il calendario che riporta tutti gli eventi pianificati giorno per giorno.


