28.02.2026 – 09.00 – Due tra le voci maschili più celebrate del panorama lirico internazionale si preparano a illuminare il palcoscenico del Teatro La Fenice in un appuntamento che promette di restare impresso nella memoria degli appassionati. Lunedì 2 marzo 2026, alle ore 20.00, il tenore Francesco Meli e il baritono Luca Salsi saranno i protagonisti di un atteso recital per voce e pianoforte inserito nella Stagione Sinfonica 2025-2026. Accompagnati dal Maestro Nelson Calzi, i due artisti guideranno il pubblico in un raffinato itinerario attraverso i capolavori di Giuseppe Verdi, alternando il vigore del dramma scenico alla riflessione strumentale offerta dalle parafrasi pianistiche di Franz Liszt.
Il programma si concentra su tre pilastri della maturità verdiana, a partire dal Don Carlo. In questa cornice, i due interpreti daranno corpo al legame profondo tra l’Infante di Spagna e il marchese di Posa. Francesco Meli evocherà l’intima malinconia del protagonista nell’aria «Io la vidi e al suo sorriso», mentre il celebre duetto «È lui!… desso… l’Infante!» sancirà l’incontro tra il tormento amoroso di Carlo e la passione civile di Rodrigo. La narrazione di questo ideale di fratellanza troverà il suo compimento nel sacrificio finale di Rodrigo: «Son io, mio Carlo… Per me giunto è il dì supremo… Io morrò ma lieto in core», parole che elevano l’amicizia a valore universale contro l’ingiustizia del potere.
Il dialogo tra le voci sarà intervallato da momenti di pura sospensione lirica affidati al pianoforte di Nelson Calzi. Il musicista eseguirà la Widmung S. 566, trascrizione lisztiana del 1848 del celebre Lied di Robert Schumann, nata originariamente come dono di nozze per Clara Wieck. Questa parentesi strumentale anticiperà l’immersione nelle atmosfere de La forza del destino. Qui il confronto si farà serrato tra le figure speculari di Don Alvaro e Don Carlo di Vargas. Il pubblico potrà ascoltare il recitativo «La vita è inferno all’infelice» e l’insidiosa invocazione «O tu che in seno agli angeli», prima che il soliloquio di Carlo nell’aria «Morir!… tremenda cosa!… Urna fatale del mio destino» e il duetto finale «Invano, Alvaro, tu celasti al mondo» portino a compimento l’inevitabile scontro tra espiazione e vendetta.
La seconda parte della serata vedrà ancora protagonista Franz Liszt con la Rigoletto. Paraphrase de concert S. 434. In questa pagina, il tema del celebre quartetto «Bella figlia dell’amore» viene rielaborato in una dimensione virtuosistica di grande effetto, trasformando il canto teatrale in pura forma musicale. La chiusura del recital sarà invece affidata all’intensità dell’Otello, opera dominata dalla lucida perfidia di Jago. Se Otello darà sfogo al suo dolore nel monologo «Dio mi potevi scagliar», sarà il baritono a tratteggiare il cinismo del male nel celebre «Credo in Dio crudel». Il concerto si concluderà con il monumentale duetto del secondo atto, un crescendo drammatico che va da «Non pensateci più» fino al giuramento «Sì, pel ciel», sigillando il confronto psicologico tra il Moro e il suo consigliere.
L’evento, fuori abbonamento, è inserito nelle iniziative di promozione per i residenti del Comune e della Città metropolitana di Venezia. I biglietti sono disponibili presso i circuiti ufficiali del Teatro La Fenice con prezzi che variano da 15 a 130 euro, con riduzioni previste per gli abbonati.


