15.04.2026 – 11.15 – Il futuro dell’industria europea potrebbe passare per le banchine di Porto Marghera, trasformando lo storico polo veneziano nel primo centro logistico continentale dedicato alle risorse chiave della transizione tecnologica. La Regione del Veneto ha infatti lanciato ufficialmente la candidatura del sito lagunare come hub strategico per lo stoccaggio delle materie prime critiche, un’operazione che mira a garantire l’autonomia produttiva del territorio e a rafforzare la sicurezza energetica nazionale. Grazie a un’infrastruttura già consolidata e al supporto delle recenti agevolazioni fiscali, il progetto punta a inserire il Veneto al centro delle nuove rotte geopolitiche dei materiali rari.
L’iniziativa gode del pieno supporto dell’amministrazione regionale, come sottolineato dal presidente Alberto Stefani, il quale ha ribadito la volontà di muoversi in tempi brevi per concretizzare questa visione. “La Regione del Veneto sostiene il progetto di realizzare a Porto Marghera un sito europeo per lo stoccaggio delle materie prime strategiche, fra cui le terre rare“, ha spiegato il governatore, evidenziando come questi elementi siano ormai indispensabili per i comparti dell’elettronica e dell’energia. Secondo Stefani, porre le basi per un approvvigionamento sicuro non è solo una scelta economica, ma una necessità per la tutela dell’intero ecosistema industriale locale. “Garantirne l’approvvigionamento significa difendere il nostro sistema produttivo, le nostre imprese e il lavoro“, ha precisato, aggiungendo che un hub a Marghera rappresenta un’occasione per consolidare il Veneto come protagonista nelle nuove filiere europee.
L’interlocuzione con il governo centrale è già stata avviata per definire i dettagli operativi e tecnici necessari a presentare una candidatura solida agli occhi delle istituzioni comunitarie. “Siamo in contatto con il Ministero delle Imprese e del Made in Italy per lavorare su questa ipotesi. L’obiettivo è arrivare in tempi rapidi a una proposta progettuale condivisa e credibile, anche in sede europea”, ha affermato Stefani, mostrandosi fiducioso sulle potenzialità del territorio. Il presidente ha infatti ricordato che la zona dispone già di competenze e aree pronte per ospitare insediamenti di tale portata, potendo contare su un assetto logistico tra i più avanzati in Italia.
Un ruolo fondamentale in questa partita viene giocato dalla Zona Logistica Semplificata Venezia-Rovigo, che nel corso del 2025 ha confermato la sua capacità di attrarre capitali e rafforzare le catene di distribuzione. “Porto Marghera è già oggi uno dei principali nodi logistici e produttivi del Paese, con infrastrutture, competenze e aree disponibili per nuovi insediamenti strategici”, ha proseguito il governatore, citando anche il supporto finanziario statale come elemento determinante. “Il credito d’imposta da 300 milioni di euro previsto a livello nazionale rappresenta un ulteriore acceleratore. Ecco perché il Veneto, oggi, è tra i territori più adatti ad accogliere investimenti strategici”.
La sfida, dunque, non riguarda esclusivamente la logistica o l’industria pesante, ma si inserisce in un contesto globale di competizione per le risorse. La capacità di stoccare e gestire materie prime critiche è vista come un tassello fondamentale per la sovranità tecnologica del Paese. “Su questo tema serve coraggio. Lo stoccaggio di materie prime critiche rappresenta una partita geopolitica, prima ancora che industriale. E, in questa partita, come sempre il Veneto è pronto a giocare il suo ruolo, con responsabilità”, ha concluso Stefani, delineando un percorso che punta a fare di Marghera un punto di riferimento imprescindibile per lo sviluppo dei prossimi decenni.


