20.04.2026 – 09.17 – Un intervento rapido della Polizia di Stato ha permesso di interrompere una truffa ai danni di due anziani coniugi di Treviso e di assicurare alla giustizia il presunto responsabile. L’episodio, avvenuto a Treviso, riporta l’attenzione su una tecnica fraudolenta purtroppo ancora diffusa, quella del “finto poliziotto”, che sfrutta la vulnerabilità delle vittime per sottrarre denaro e oggetti di valore. Pochi giorni fa, nell’ambito dell’intensificazione dei servizi di prevenzione e controllo del territorio disposti dal Questore di Treviso, Alessandra Simone, la Polizia di Stato ha arrestato in flagranza di reato il presunto autore di una truffa telefonica. Si tratta di un venticinquenne incensurato di origine campana. Le vittime sono due coniugi trevigiani, di 85 e 90 anni.
Determinante è stata la segnalazione giunta alla Sala Operativa della Questura, che indicava la presenza sospetta di un giovane in via Monterumici. Una pattuglia della Squadra Mobile è intervenuta immediatamente, riuscendo a intercettare un uomo che stava lasciando la zona a bordo di un taxi. Sottoposto a controllo, è stato trovato in possesso di 900 euro in contanti e di diversi preziosi in oro, successivamente riconosciuti dalle vittime come provento della truffa.
Gli agenti hanno quindi raggiunto l’abitazione dei coniugi, raccogliendo il loro racconto. I due anziani hanno riferito di essere stati contattati telefonicamente da un uomo che, presentatosi come “Vice Questore”, li aveva informati che la loro auto era stata utilizzata per commettere un furto in una gioielleria di Mestre. Con questo pretesto, li aveva convinti che “dovevano collaborare” consegnando denaro e gioielli a un incaricato che si sarebbe presentato di lì a poco. Poco dopo, un uomo si è effettivamente presentato alla porta e, una volta entrato in casa, ha prelevato quanto lasciato sul tavolo del soggiorno per poi allontanarsi rapidamente.
Grazie al tempestivo intervento delle forze dell’ordine, la refurtiva è stata recuperata e restituita ai legittimi proprietari. Il venticinquenne è stato inoltre denunciato per falso materiale, essendo stato trovato in possesso di una carta d’identità elettronica con microchip abraso. L’uomo è stato arrestato e posto a disposizione dell’Autorità Giudiziaria, che ha disposto nei suoi confronti l’immediata traduzione in carcere.


