02.09.2026 – 19:00 – Il Veneto segna una svolta storica nel dibattito sui diritti civili diventando la prima Regione a guida centrodestra ad approvare una legge sul suicidio medicalmente assistito. Il via libera è arrivato nell’aula del Consiglio Regionale al termine di un confronto politico serrato, posizionando l’amministrazione veneta accanto a Toscana, Sardegna ed Emilia-Romagna nel percorso di regolamentazione di questo delicato tema. Il provvedimento, che ha raccolto 32 voti favorevoli, 14 contrari e 5 astenuti, recepisce il testo dell’iniziativa popolare “Liberi subito“, pur integrando rilevanti modifiche procedurali introdotte per bilanciare le differenti sensibilità all’interno dell’assemblea.
La svolta legislativa si inserisce nel solco tracciato dalle pronunce della Corte Costituzionale, definendo un quadro chiaro per l’accesso alla misura. L’iter formale è stato orientato dall’intervento della Presidenza della Regione, che ha promosso una serie di emendamenti volti a ridefinire il percorso di valutazione delle richieste e a rafforzare le tutele del personale sanitario coinvolto. “Nulla è più importante della dignità della vita umana, che va tutelata sempre e con tutti i mezzi necessari. Per questo, in accordo con tutte le forze di maggioranza, ho lavorato alla stesura e successiva approvazione di una serie di emendamenti che modificano sostanzialmente il testo della legge di iniziativa popolare nel senso del favor vitae e permetteranno di approvarla, nel quadro delle sentenze della Corte Costituzionale su questo tema, che sono già in vigore”, ha dichiarato il Presidente della Regione del Veneto, Alberto Stefani.
Il testo finale, rimodellato dalle correzioni apportate in aula, stabilisce paletti precisi per la gestione delle domande. Tra le novità principali figurano il coinvolgimento vincolante del medico palliativista nella commissione di valutazione, la creazione di un Comitato Bioetico Regionale nominato dalla Giunta per orientare le strutture territoriali e l’obbligo di informare preventivamente il paziente sulla disponibilità delle cure palliative prima dell’attivazione della procedura.
“Il mio obiettivo è semplice e ringrazio le forze di maggioranza per averlo compreso e sostenuto: assicurare a tutti i veneti la possibilità di accedere alle cure palliative, fare in modo che prima di ogni decisione siano chiari i pareri di professionisti ed esperti in bioetica, tutelare la volontarieta’ del medico che assiste – spiega Stefani – Questo tema non ha bisogno di tifosi, ma di scelte ponderate, di serietà e di competenza. Nello specifico – insiste – gli emendamenti prevedono l’introduzione del parere rafforzato del palliativista in seno alla Commissione che deve esprimersi sulle richieste di suicidio medicalmente assistito. L’istituzione di un Comitato Bioetico Regionale, nominato dalla Giunta, che darà le linee ai comitati bioetici di pratica clinica territoriale nel dirimere le valutazioni. La priorità alle cure palliative e obbligo di informazione della possibilità di avvalersi delle stesse, nel momento della richiesta di suicidio medicalmente assistito.”

