Turismo, Bibione compie 70 anni e guarda al futuro

23.09.2026 – 10:43 – Bibione guarda ai prossimi decenni partendo dai suoi settant’anni di storia turistica e dalle sfide che attendono le destinazioni balneari. Al convegno “Il modello Bibione. Da 70 anni scelte coraggiose che cambiano il turismo balneare”, il vicepresidente e assessore regionale al Turismo e al Lavoro Lucas Pavanetto ha richiamato la necessità di una maggiore capacità di coordinamento tra amministrazioni e operatori, puntando su organizzazione, innovazione digitale e utilizzo dei dati per affrontare i cambiamenti che stanno interessando il settore.

I settant’anni di Bibione sono un’occasione importante per celebrare una grande storia del turismo veneto e italiano e per interrogarci sul futuro. Il nostro Paese, e il Veneto, partono da una posizione privilegiata, che coniuga un ricco patrimonio culturale e paesaggistico, imprese capaci e una tradizione di accoglienza riconosciuta a livello internazionale. Tuttavia, le destinazioni rimangono competitive e crescono solo quando riescono a comprendere il cambiamento e a tradurlo in un’offerta coerente con le nuove esigenze delle persone. Bibione è un esempio positivo di questa capacità”.

Pavanetto ha ricordato la nascita di Bibione nel 1956 e il percorso di progressiva qualificazione dell’offerta turistica compiuto dalla località nel corso dei decenni. “L’offerta negli anni si è evoluta, le imprese hanno investito, i servizi sono cresciuti- dice il Vicepresidente-. Ora occorre fare in modo che le diverse componenti procedano dentro una visione comune e siano in grado di reagire insieme a cambiamenti sempre più rapidi come quello climatico, l’arrivo dell’intelligenza artificiale, i cambiamenti legati a tensioni geopolitiche e nuovi comportamenti di viaggio, ma anche la disponibilità di abitazioni per gli stagionali e la necessità di garantire occupazione qualificata. Sono fenomeni con una portata tale che possono essere affrontati solo grazie a destinazioni organizzate, nelle quali amministrazioni e operatori condividano gli obiettivi. Per questa ritengo la governance una precondizione per il turismo del futuro”.

Il tema della gestione coordinata delle destinazioni è al centro anche delle iniziative della Regione Veneto. “Con questo spirito – prosegue Pavanetto – la Regione del Veneto ha lavorato agli indirizzi operativi e alle linee guida per le Organizzazioni di Gestione delle Destinazioni. Non abbiamo voluto disegnare una struttura uguale per tutti, ma indicare un metodo e alcune funzioni che ogni destinazione deve saper garantire. Il punto di arrivo è la Smart Tourism Destination: una destinazione che utilizza bene gli strumenti digitali e i dati, mette in relazione i servizi e sa governare i processi. In Veneto possiamo contare sul Destination Management System e sull’Osservatorio del Turismo Regionale Federato, strumenti che grazie alla raccolta di dati strategici, consentono di conoscere i fenomeni e dunque a programmare”.

Nel suo intervento, il vicepresidente ha collegato l’innovazione anche al tema della sostenibilità, intesa non come riduzione dell’attività turistica, ma come capacità di gestire gli effetti della presenza dei visitatori e distribuire i flussi. “Sostenibilità- conclude Pavanetto- non significa bloccare il turismo ma governarne gli effetti e distribuire i flussi nello spazio e nel tempo, cercando un equilibrio tra le esigenze degli ospiti, delle imprese, dei lavoratori, dei residenti e dell’ambiente. Per riuscirci occorrono dati affidabili, ma anche luoghi nei quali quei dati vengano letti, discussi e trasformati in decisioni condivise”.

L’esperienza di Bibione, dunque, viene indicata nel corso del convegno come un punto di partenza per riflettere sull’evoluzione del turismo balneare e sulle modalità con cui le destinazioni possono organizzarsi per affrontare trasformazioni che riguardano tecnologia, clima, lavoro, mobilità dei viaggiatori e nuove esigenze degli ospiti.

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