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sabato , 10 Gennaio 2026

Omicidio Sergiu Tarna, arrestato un agente della Polizia Locale

09.01.2026 – 11:00 – Un’esecuzione in piena regola, consumata nel silenzio delle campagne veneziane tra il 30 e il 31 dicembre scorsi. È questa la brutale ricostruzione dell’omicidio di Sergiu Tarna, il barman moldavo di 25 anni trovato senza vita la mattina di San Silvestro a Malcontenta di Mira. Secondo la ricostruzione dei Carabinieri di Venezia, coordinati dalla Procura lagunare, il giovane è stato ucciso con un colpo di pistola alla tempia sparato a distanza ravvicinata, che non gli ha lasciato scampo.

È stato arrestato Riccardo Salvagno, 40 anni, agente della Polizia Locale di Venezia, accusato di essere il presunto esecutore dell’omicidio. Secondo gli inquirenti, quella notte il 25enne sarebbe stato costretto a salire in auto sotto minaccia d’arma da fuoco mentre si trovava in un locale a Chirignago, dopo aver terminato il turno di lavoro e aver bevuto qualcosa con un amico. Le immagini delle telecamere di videosorveglianza – oltre 200 ore di filmati analizzati – avrebbero permesso di seguire i movimenti dell’auto e di associare la vettura all’indiziato in un arco di tempo compatibile con la dinamica del delitto. Gli investigatori ipotizzano che almeno un’altra persona fosse presente e abbia partecipato all’azione criminale, ma la sua identità resta al momento ignota.

Dopo il delitto, Salvagno si sarebbe reso irreperibile e avrebbe lasciato l’Italia per la Spagna, sostando prima a Tenerife e poi a Madrid, nel tentativo di sottrarsi alle ricerche. È rientrato autonomamente in Italia la notte tra il 5 e il 6 gennaio e – secondo quanto ricostruito – il padre lo avrebbe incontrato all’aeroporto di Venezia e accompagnato nelle campagne di Malcontenta, nei pressi del luogo del ritrovamento del cadavere; qui l’uomo è stato individuato e bloccato dalle forze dell’ordine, con il supporto di droni e termocamere. L’arma del delitto non è stata ancora ufficialmente recuperata, né è chiaro se si tratti della pistola di ordinanza dell’agente.

Ipotesi sul movente – Le autorità giudiziarie non escludono che il delitto sia riconducibile a contesti criminali legati al traffico e al consumo di sostanze stupefacenti, ambienti in cui la vittima avrebbe avuto frequenti contatti. Altre piste – tra cui possibili contrasti personali o economici – sono ancora al vaglio degli investigatori, che continuano ad analizzare tabulati telefonici, testimonianze e altre prove per chiarire la dinamica completa del caso.

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