Cardiologia a San Donà di Piave, arriva l’angiografo di ultima generazione

28.04.2026 – 09:05 – L’Ospedale di San Donà di Piave compie un salto tecnologico decisivo nel campo della medicina cardiovascolare con l’inaugurazione del nuovo Laboratorio di Emodinamica, un progetto che vede al centro un angiografo di ultima generazione. L’investimento complessivo di circa 10 milioni di euro non si limita all’acquisizione di un singolo macchinario, ma ridisegna integralmente l’ambiente di cura e i processi diagnostici dell’ULSS 4 Veneto Orientale. Grazie a sistemi digitali avanzati e a una visione che coniuga l’efficienza clinica con il benessere del paziente, la struttura sandonatese si conferma un punto di riferimento regionale per il trattamento delle patologie coronariche, puntando su standard di sicurezza elevati e su una capacità di intervento sempre più precisa e tempestiva.

La cerimonia di presentazione si è svolta lunedì 27 aprile presso il nosocomio, alla presenza dei vertici sanitari e istituzionali, tra cui l’assessore regionale alla Sanità Gino Gerosa, il Direttore generale dell’ULSS 4 Carlo Bramezza, il sindaco Alberto Teso e il primario di Cardiologia Giovanni Turiano. L’intervento ha riguardato il rinnovo totale degli spazi operativi, dalla sala dell’angiografo alla consolle di controllo, includendo l’aggiornamento dei sistemi di monitoraggio e dei dispositivi di supporto al circolo. L’assessore Gerosa ha sottolineato “l’importanza, per un ospedale come quello di San Donà di Piave, di essere dotato di una cardiologia interventistica efficiente e moderna. Il nuovo angiografo e l’intera struttura del laboratorio di emodinamica che ho potuto visitare rispondono appieno a quelle che sono le necessità di diagnostica e interventistica per dare il meglio dell’assistenza ai pazienti. Siamo di fronte alla dimostrazione di quanto sia importante investire in tecnologie moderne e aggiornate per garantire la qualità dei servizi”.

Il nuovo angiografo introduce vantaggi concreti per la salute pubblica, offrendo immagini radiologiche di alta qualità a fronte di una drastica riduzione della dose di radiazioni e di mezzo di contrasto. Per il personale sanitario, ciò si traduce in condizioni di lavoro più sicure, mentre per il paziente significa una minore esposizione ai raggi X. La tecnologia installata permette inoltre di integrare su un unico monitor i dati clinici provenienti da ecografie e TAC, consentendo ai medici di confrontare in tempo reale gli esami storici con l’attività in corso. Un software dedicato è in grado di mappare automaticamente i vasi coronarici, riducendo i margini di errore durante le procedure più complesse. Anche l’aspetto psicologico è stato considerato: una delle pareti della sala è stata allestita con decorazioni specifiche per offrire conforto visivo durante le fasi più delicate dell’intervento.

L’operazione finanziaria è stata gestita tramite una fornitura “in service” affidata alla ditta Kardia S.r.l. dopo una gara conclusasi nel febbraio 2025. Questa formula, della durata di 60 mesi con possibilità di rinnovo, garantisce non solo il noleggio delle apparecchiature e la fornitura dei materiali, ma anche l’assistenza tecnica e il supporto informatico, permettendo una gestione sostenibile e programmata della spesa pubblica. Sul fronte dei risultati, il potenziamento tecnologico poggia su basi solide: nel 2025 il laboratorio ha registrato 1.926 interventi, in aumento rispetto ai 1.750 dell’anno precedente, confermando il trend di crescita già rilevato dal report Agenas che posiziona San Donà tra le eccellenze venete in ambito cardiocircolatorio.

A margine dell’inaugurazione, il Direttore generale Carlo Bramezza ha ribadito la strategia dell’azienda sanitaria. “Questo investimento è la dimostrazione concreta di ciò che un’azienda sanitaria pubblica può e deve fare per il proprio territorio, ossia dotarsi di tecnologie all’avanguardia sempre più accessibili nel nostro territorio e creare al tempo stesso le condizioni migliori perché i professionisti sanitari possano lavorare con strumenti adeguati alla complessità dei casi che affrontano ogni giorno – spiega Bramezza – Il rinnovo del Laboratorio di Emodinamica di San Donà di Piave non è un intervento isolato: è parte di una visione strategica con cui l’ULSS 4 Veneto Orientale intende consolidare la propria capacità di risposta ai bisogni di salute della comunità, investendo in qualità, sicurezza e innovazione.”

Ultime notizie

Dello stesso autore